Un romanzo che spiega l’American way of life e si domanda però anche quale forma di governo convenga ad uno stato e soprattutto interroga sulla giustizia nel mondo.
In copertina l’Empire State Building, costruito dopo la grande depressione del 29.
Antonio Monda e l’America, lì, dove vive. La fenice che si rialza dalle proprie ceneri più forte di prima. Questa è l’America.
Giornalista, editorialista per Repubblica tiene una rubrica al sabato mattina alle 11:50 su La Effe.
Insegna al Film and television departement della New York University. Il libro già vincitore del premio Cortina 2012 è la settima fatica dello scrittore.
Il romanzo, se di romanzo si può parlare, perchè suddiviso in brevi capitoli come storie nella storia più ampia, tratta di due fratellini migranti presso lo zio dopo aver perso i genitori.
Tutto nasce a Manhattan dove i due piccoli fratello e sorella sbarcano e dove la prima cosa che li rende stupefatti è la sopra liberty island Statua della libertà. Liberty enlightnment the world che svetta all’entrata del fiume Hudson che attraversa la grande mela rappresenta il simbolo del benvenuto e della speranza. Tratti che vedremo dipinti a penna nei caratteri propri dei due protagonisti. Molto diversi tra loro. L’una, empatica e introversa e l’altro un mangiatore di leoni. Solo così possiamo comprendere come vivano diversamente la vita i due personaggi.
Un romanzo che spiega l’American way of life e si domanda però anche quale forma di governo convenga ad uno stato e soprattutto interroga sulla giustizia nel mondo. Quale giustizia ci può essere in ciò che è capitato ai due fratellini costretti a migrare?
Non poteva non mancare il riferimento a quella superiore trascendenza e immanenza nelle cose di cui solo Dio può essere artefice.
Ci racconta l’autore di quella libertà cui ogni uomo aspira, quella libertà non sacrificabile per nulla al mondo e questo non fa però un romanzo intriso di quei valori e ideali che hanno fatto grande l’America, dei valori civili di libertà ed uguaglianza che anche se nati in seno alla vecchia cara Europa sono stati duttilmente plasmati per il nuovo mondo.
L’autore tratteggia anche altre figure e per rimanere in argomento la più rilevante è quella di Rich amico dei due fratelli e innamorato di lei, Maria! Personaggio socialmente e politicamente impegnato che va contro ogni forma di potere corrotto e dispotico. Il potere contro cui combatte è quello che si esprime bene nella società malata odierna. Una categoria umana immutabile che per mantenere la posizione di dominio su altri usa la violenza, la falsità, ruba e manca di rispetto verso i consociati.
Proprio per questo motivo la nuova terra rappresenta per i due fratelli la terra della libertà, poiché il potere politico costituito è amministratore, non è un potere politico dispotico con ramifiazioni nella società. Senza volerci spostare sui mali d’America, che pure esistono, si è in dovere di esaltare questa figura romantica disegnata da Monda in quanto ci permette di comprendere quanto fosse vero lo stato di libero cittadino e contestatore di questo ragazzo dai buoni sentimenti e dal naso aquilino.
L’autore inoltre tratteggia finemente la grande Mela negli anni 50, l’Empire State building che sovrasta la città. Il Madison Square Garden descritto come luogo di ritrovo. Ed è proprio per strano caso che il protagonista, Nicola, il fratello più grande, si trova ad assistere ad un incontro di boxe ricordando ciò che gli aveva raccontato il padre su Primo Carnera, il gigante buono. Ed è proprio in onore del padre defunto che il protagonista si appassionerà prima di dedicarsi all’arte figurativa alla noble art.
Dunque Monda e il sapore dell’America, tutto è America, e america per i due protagonisti vuol dire speranza proprio come si desume dal loro incontro – scontro con la statua della libertà. La libertà che si respira solo in america non facendo comunque riferimento alla dottrina moderna di Obama perchè ricordiamo che si scrive ai giorni nostri, l’autore sviluppa invece quello che è l’ideale libertario del continente, perchè proprio solo dopo un incontro con due barboni il protagonista confessa che quella è la terra delle opportunità.
Il titolo, un’affermazione, utopia il suo contenuto. Perchè l’America, è si la terra della libertà e delle opportunità ma queste comportano sempre, come valori, che se ne sacrifichi qualcun altro.
Verrebbe da obbiettare: non in America!
La libertà cui riferisce il romanzo è la cosiddetta freedom from dei moderni intesa come autodeterminazione. Libertà di essere, conducendo le scelte con il proprio libero arbitrio ed escludendo dal novero delle scelte tutti quei condizionamenti e passioni che vengono dall’esterno.
La libertà nel romanzo è Nicola che conquista il nuovo mondo. Ma è anche un romanzo intriso di ideali comunitaristi propugnati in seno al paese più liberale del mondo. Ma non ci si può far nulla. Il romanzo essendo ambientato negli anni 50 come abbiamo avuto modo di vedere, e siccome siamo a ridosso di una guerra mondiale vinta, tutti coloro che emigravano non potevano non essere intrisi di ideali comunitari come quelli di Gramsci che ancora oggi viene richiamato alla mente di qualsiasi studente.
Pieno di sogni e di vita, il nostro personaggio passa la vita tra public relationship per un certo Rocky Marciano. Maria, la sorella invece si fa trasportare dalla passione per un giovane newyorkese sconosciuto.
Capitoli brevi e uno stile semplice, storie nella storia rendono pressocchè impossibile anticiparne la fine o addirittura il capitolo successivo. Manca però una descrizione compiuta dei due fratelli. Ci si immagina di vederli agire nella grande Mela ma l’immaginazione è tutta del lettore. Facilmente chi ha una sorella di nome Maria ci si immedesimerà a tal punto da legger il romanzo tutto d’un fiato.
Lo stile è semplice quasi circolare nel senso che porta a seguire pagina dopo pagina il racconto….breve!
Non è chiaramente la solita rappresentazione de l’emigrante in ogni senso! All’inizio non ci si accorge della potenza evocativa del rapporto fraterno dei due protagonisti. L’esperienza che genera l’autore nel lettore è quello della immedesimazione nel loro nucleo familiare suscitando una sorte di sana gelosia nei confronti della sorella e una sorta di avversione nei confronti della vita privata e all’ombra del protagonista.
Brooklin e Manhattan sono luoghi da scoprire anche per chi già c’è stato.
In ultimo il linguaggio: la differenza sta nel particolare momento storico vissuto dai due personaggi il ’51 dunque il libro è pieno di slang e dialetti ma la riflessione sul linguaggio è fondamentale poiché richiama a galla una sorta di messaggio spirituale quello della protagonista e cinico quello del fratello che ben potremmo sostenere essere il personaggio principale.
Quei luoghi, quella storia sono in analogia con storie vissute nella nostra società e la counicazione si svolge attraverso un messaggio semplice in un moderno modo di parlare. È inoltre un romanzo pieno di passione per l’amore in sé, l’arte, il pugilato attraverso le quali arti si parla al mondo che noi conosciamo post secondo conflitto mondiale.

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