Le elezioni Europee del prossimo 7 giugno si stanno avvicinando rapidamente e rappresentano un’occasione per guardare alla politica italiana da una prospettiva un po’ diversa rivelatrice delle tante contraddizioni di questa nuova fase della seconda repubblica.
A sinistra è ancora più evidente l’anomalia di non vedere presente nessuna lista legata al PSE, poiché anche il Partito Socialista ha deciso di partecipare ad un’insalata rosso-verde denominata Sinistra e Libertà con Vendola, Sinistra Democratica e Verdi nella quale i vari eletti andranno a sedersi sicuramente in gruppi parlamentari europei diversi: a questo punto tutti gli argomenti polemici in casa socialista sulla collocazione europea del PD si sciolgono come neve al sole.
Il PD come spesso gli accade ha deciso di non decidere, perciò nemmeno il maggior partito italiano di centrosinistra potrà dirsi rappresentante del PSE e della tradizione socialdemocratica europea e quindi ancora una volta si sarà perduta l’occasione di avere in Italia un partito socialista e laburista moderno.
Se la passa decisamente meglio il Partito Popolare Europeo che quasi sicuramente in Italia arriverà al suo massimo storico di voti e di eletti, perché sommando PDL e UDC, aderenti entrambi al PPE, si arriverà vicini alla maggioranza assoluta di voti e per merito dello sbarramento al 4% quasi certamente alla maggioranza assoluta degli eletti.
Nebulosa la situazione dalle parti di coloro che si riconoscono nei liberaldemocratici e riformatori europei dell’ELDR: per ora paradosso tutto italiano si ha la certezza che il “liberaldemocratico” partito di Di Pietro ovvero Italia dei Valori, il quale candiderà quel noto liberale di Gianni Vattimo già europarlamentare dei DS ed esponente dei Comunisti Italiani, sarà presente quasi certamente nel prossimo gruppo parlamentare europeo dell’ELDR.
Credo che la situazione dovrebbe, dopo essersi fatta magari una sarcastica e amara risata, invitare alla riflessione tutti i laici, i liberali, i radicali e i repubblicani italiani.
Qualcosa si muove finalmente nel mondo laico: penso al congresso partecipato e acceso del PLI, alla decisione del PRI di non sciogliersi nel PDL e ai successivi incontri, l’ultimo in un circolo storico del PRI a Santo Stefano vicino a Ravenna tra Nucara e la Sbarbati, che dovrebbero vedere un riavvicinamento tra PRI e Repubblicani Europei e magari la fine di parte della diaspora repubblicana, in ultimo le dichiarazione della Bonino sulla presenza quasi certa della lista radicale Lista Bonino.
A questo punto sarebbe folle gettare al vento questa occasione di riavvicinare, partendo dall’ottica europea dell’ELDR, coloro che sono da sempre i rappresentanti del mondo liberaldemocratico e riformatore in Italia e quindi, andando sul concreto, auspico una decisione un po’ garibaldina da parte del PLI, del PRI, dei Radicali e dei Repubblicani Europei: una lista unica tra questi quattro soggetti politici uniti dalle molte idee in comune e dalla comune adesione all’ELDR.
Per una volta tanto si avrebbe una lista dettata dalle urgenze elettorali, usando in parte il simbolo della Lista Bonino non si dovrebbero raccogliere le firme, che vedrebbe una consistente omogeneità di idee e battaglie politiche e magari potrebbe essere l’inizio di un percorso comune che porti i laici e i liberaldemocratici italiani ad essere di nuovo al centro della politica italiana come lo sono stati, anche “dall’alto” dei loro numeri spesso troppo esigui, per gran parte della nostra storia repubblicana.
Che ne dite amici, si può fare?
Federico Baldini – repubblicano ravennate

Sono diversi anni che se ne discute e spciace che neanche alle europee dove non ci sono porblemi di schieramento cdx – csx si riesca ad unire l’area liberaldemocratica in una sola lista. Certo è triste pensare che IDV – Di pietro con post comunisti e post DC (Oralndo & Co.) sia provabilemnte destinato ad essere l’unica rappresentanza italiana nell’ELDR.
Emanuele Tarditi
http://www.italialaica.splinder.com
Carissimo Liberio,
ogni lista che si richiami esplicitamente e realmente alle idee liberaldemocratiche ha la mia simpatia. Solo che mi piacerebbe avere un’unica lista laica,liberale e repubblicana alle Europee perchè forse cosi’ si potrebbe finalmente tornare a contare qualcosa e a mettere le basi per il futuro. I Radicali e Pannella hanno di fatto scelto di non scegliere in attesa magari di chiedere nuove ospitalità, spero che PLI,PRI,MRE e anche Liberaldemocratici della On. Melchiorre(la quale costituisce un gruppo autonomo dentro al Misto alla Camera insieme al PRI) scelgano una strada diversa. Tra i repubblicani il mio piccolo sasso lanciato nello stagno qualche piccola onda la sta creando, speriamo bene. E lei caro Liberio che ne pensa?
Importante iniziativa, repubblicanii e liberali e radicali con un simbolo per amndare in Europa. Basta con i litigi da pollaio.
Occorre lealtà e concretezza.
Sono a disposizione.
Alberto Fausto Vanni
Caro Federico Baldini,
quale è la tua opinione sulla lista della deputato Melchiorre , che si presenta alle prossime elezioni per l’ Europa con la dichiarata intenzione di aderire al gruppo liberale al Parlamento europeo?
Carissimo Giordani,
purtroppo le decisioni prese da Pannella e dai Radicali dal 1999 ad oggi facevano immaginare una conclusione diversa da quella da me ipotizzata ed infatti vanno verso il solito “splendido” isolamento. Secondo me l’occasione europea resta intatta per tutti quei laici, liberali e repubblicani che non vogliono accettare la propria estinzione politica con l’ulteriore beffa che il “liberaldemocratico” Di Pietro sia il solo rappresentante delle forze liberaldemocratiche italiane in Europa. Tutto ciò dovrebbe bastare per creare un furioso scatto di orgoglio in tutti noi, ma i giorni passano e le speranze si affievoliscono…
purtroppo dalla nota radicale http://www.radicali.it/view.php?id=140475 sembra di no.
La posizione finale sembra essere che i radicali non vogliano dare valore elettorale o programmatico o strategico a questa elezione, ma solo di denuncia e testimonianza.
Ponendosi così, non ha senso una aggregazione di forze “simili” ma solo di “chi ci sta”. D’altro canto, di forze politiche che “ci possano stare” sono rimaste solo liberali e repubblicani, mi sembra; ma ci starebbero, a queste condizioni?