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Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

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LAICI E SOCIALISTI: NON E’ IL MOMENTO DI DIVISIONI ARTIFICIOSE

Prende quota nel web il dibattito sulle prospettive e le condizioni per un rilancio della proposta e della presenza politica dei laici, liberali e socialisti. Il nostro direttore, Nicola Cariglia, ha ribadito la sua opinione partecipando ad un news group. Pubblichiamo la sua lettera e quelle di altri partecipanti al medesimo dibattito.

di Nicola Cariglia | 30 Marzo 2006

Prende quota nel web il dibattito sulle prospettive e le condizioni per un rilancio della proposta e della presenza politica dei laici, liberali e socialisti. Il nostro direttore, Nicola Cariglia, ha ribadito la sua opinione partecipando ad un news group. Pubblichiamo la sua lettera e quelle di altri partecipanti al medesimo dibattito.

Cari amici,
con il dovuto rispetto, ma assai laicamente: che senso ha questa orgogliosa rivendicazione, da parte di alcuni,di una identità alla quale nessuno intende attentare?
Dopo tutto quello che è successo, nella situazione in cui versa la tradizione laica, liberale e socialista, a fronte di schieramenti e addirittura partiti che mettono assieme sostenitori del liberismo “selvaggio” e paladini dello stato arbitro di tutto,filo- occidentali e antiamericani viscerali, no-global e tifosi della globalizzazione, Confindustria e CGIL, si ritiene opportuno dividersi nettamente tra liberali e socialisti, socialdemocratici e repubblicani, radicali e chissà chi?
Nella migliore delle ipotesi ciò significa intendere l’appartenenza politica come l’adesione di tipo fondamentalista ad una religione secolarizzata.
Ma siccome stiamo parlando di quantità assolutamente trascurabili, quali noi siamo, divisi e sparpagliati, la cosa ricorda piuttosto la commedia napoletana coi personaggi intrisi di miseria certa e nobiltà sfumata.
Insomma, siccome non ci fanno giocare assieme a loro, per dispetto giochiamo da soli.
Abbiamo visto come è andata la corsa solitaria a chi è più furbo: qualcuno ci ha creduto davvero di esserlo. Altri glielo hanno lasciato credere fino all’ultimo per poi mettere a nudo la verità ed il bluff.
Pensalibero,organo on line del Gruppo dei Centouno, propone la via difficile di contare sulle nostre sole forze: ma tutti assieme, laici, liberali, socialisti, radicali. Per un progetto autonomo: senza porsi ora il dilemma del dover stare con
l’uno o l’altro dei vacillanti schieramenti. A fine maggio intendiamo tenere un incontro con tutti coloro che sono disponibili, allo scopo di unire, non dividere.
Un caro saluto,
Nicola Cariglia

GLI ALTRI INTERVENTI:

GIUSEPPE CARRIERI
CARO MARIO CAPUTI, VORREI CHE VOI SAPESTE CHE GLI EUROLIBERALI -E PENSO LARGA PARTE DEI LIBERALI PUGLIESI- CONDIVIDONO PRESSOCHE’ INTEGRALMENTE LE VOSTRE POSIZIONI.
I SOCIALISTI STIANO CON I SOCIALISTI.
I DEMOCRISTIANI CON I DEMOCRISTIANI.
I LIBERALI CON I LIBERALI.
BASTA “GIOCARE” CON LE PERSONE E CONFONDERLE CON FORMULE VECCHIE, TRITE E RITRITE.
SCUSATE L’ESSENZIALITA’ E LA CRUDEZZA.
EUROLIBERALI-IL PRESIDENTE
AVV.GIUSEPPE CARRIERI-BARI (www.euroliberali.it)

MARIO CAPUTI
Caro Jinzo,

ho letto la tua proposta (ti ringraziamo molto per averci incluso) e la risposta dell’ amico Diaconale.

Stiamo preparando una risposta formale per prendere posizione. A caldo, e dalle pagine del forum, voglio però ribadire alcuni concetti base che non sono nuovi ai lettori del nostro sito:
1) La proposta di Jinzo è per una chiamata a raccolta del Partito Liberale Italiano, dei Salmoni Radicali, dei Repubblicani di La Malfa, e dei Liberali per l’Italia / Destra Liberale e di tutti coloro che si ispirano a principi autenticamente liberali. Noi su queste basi non possiamo che dirci d’accordo.
2) Diaconale, nel suo editoriale, allarga subito la base della Costituente, inserendoci anche “ex-socialisti”, l’area “laica e riformista”, e i “socialisti eletti insieme ai democristiani e radicali della Rosa”. Abbiamo ripetuto sino alla noia che l’ideologia liberaleebasta, quella che è orgogliosa della sua “e” finale, E’ FILOSOFICAMENTE E POLITICAMENTE distante da quella socialista. L’allargamento di Diaconale, che muove sicuramente dalla consapevolezza pragmatica di voler aumentare i numeri e la base, annacqua l’identità del movimento liberale che tu, Jinzo, proponi di creare e lo pone sin dalla nascita in mezzo a contraddizioni di programma e di impostazione metodologica. Su questo, parlando a titolo privato e prima di una posizione ufficiale di DL/LpI ho molte, molte remore.
3) Ogni movimento che si pone all’attenzione degli elettori e dei cittadini deve far perno sui suoi punti di forza per far breccia e crescere. Noi di DL/LpI facciamo perno sull’onestà di chi ci legge e ci segue, sul fatto che siamo tutti neofiti della politica senza nessun legame con associazioni più o meno visibili, sulla volontà di rappresentare la gente perbene per portarla a rioccuparsi della sua res publica, sulla nostra completa e totale indipendenza dall’industria della politica e dai finanziamenti pubblici. Per mettere in pratica quanto sopra c’è bisogno di uomini e donne di un certo tipo, di un certo vigore morale, di una certo spirito di servizio e di sacrificio. Lentamente, ma costantemente, stiamo accorpando tanti uomini e donne attorno a questi principi e a questi ideali. Sappiamo bene invece che ciò NON E’ sempre VERO per gli altri movimenti che tu hai nominato. Per cui, nella nostra eventuale partecipazione alla Costituente, faremo della scelta degli uomini e della loro purezza ed onestà intellettuale la conditio sine-qua-non della nostra decisione.

Non disperderemo quanto accumulato in questi anni.

Lo ribadisco per gli amici di DL/LpI. State tranquilli. Noi ci saremo se la proposta di Jinzo risulterà realmente funzionale alla rivoluzione liberale che vogliamo porre in essere: perchè a noi non interessano posti di potere e sottopotere. A noi interessa cambiare realmente l’Italia.

——————–
Mario Caputi
Direttore Sito LpI/DL

GIACOMO CRINO
Questo intervento molto autorevole mi piace !

Mi piace perchè si parla di politica vera e si punta al vero
riformismo e parla chi ci crede davvero.

Tuttavia voglio sollevare un caso !

Passa per il partito socialista di Gianni De Michelis, che sempre e
cmq credo resti la vera ala riformista in Italia nel cdx.

Ma come cavolo si fa (vorrei usare un altro termine ma mi contengo ) a
fare una lista con la DC?

Capisco le vecchie alleanze del pentapartito ma che fine ha fatto il
laicismo tipico socialista?

Per questo, nonostante il posizionamento a sinistra che poco mi
aggrada visto la composizione della coalizione, voterò I SOCIALISTI (
e non dico di Bobo perchè a mio avviso non ci rappresenta
assolutamente dopo la scelta scellerata di andare nel listone DS DL ).

ITALIA LAICA

Nelledizione del 28 marzo 2006 , lopinione ha pubblicato lappello
di Jinzo per la costituzione di una lista unitaria dei liberali
della CdL, nonché un commento del direttore Arturo Diaconale a tale
proposta.

Diconale afferma Per chi, come il sottoscritto, ha lanciato prima
delle passate elezioni europee la proposta della Casa Laica ed ha
rilanciato tale proposta prima delle regionali e delle prossime
politiche, il commento è scontato. Sono assolutamente favorevole
alla iniziativa. Garantisce sostegno per lo sviluppo di una
aggregazione politica che ponga finalmente termine dalla diaspora
del mondo liberale, laico e riformatore. Il direttore infine lancia
la proposta di dare vitaad una grande assemblea costituente
dellisola che al momento non cè. Quella liberale, laica, socialista
e riformatrice.

Sorge un problema poiché la proposta Jinzo si rivolge ai soli
liberali e quella di Diaconale è allargata ad un progetto per
l’intera area Laica inclusi liberalsocialisti, pertanto dicendosi
concorde ne amplia il progetto verso un aggregazione più completa.

Relativamente alla condizione dei laici bisogna considerare che
anche Pensalibero.it sta sviluppando in progetto volto ad unificare
i laici in un solo movimento politico, considerando che in Forza
Italia cè sempre meno spazio per il riformismo laico e che come
segnalato da il Riformista si và verso un partito unico del
centrodestra che sia il Ppe italiano, ne consegue che la via da
perseguire sia quella di Diaconale.

Sebbene tra liberali e socialisti vi siano differenze, vi sono
anche punti di contatto sul rilancio economico e sui diritti
civili, infine anche in un ottica strategica sarà necessario
lalleanza dei laici altrimenti si rischia che lunica alternativa al
massimalismo della sinistra diventi il partito teocon messo già in
cantiere.

Molti hanno aderito sia alla casa dei laici che a neolib ciò
dimostra che le proposte non sono antitetiche ma vanno nella
medesima direzione rafforzare il riformismo, e su ciò Italia Laica
farà la sua parte. Si continua inoltre ad invitare i liberali ove
non troveranno le loro liste a votare Riformista, sostenendo
pubblicamente le liste Dc-Psi in modo da accrescerne il tasso di
liberalismo presente.

Coordinamento nazionale di [1]ItaliaLaica

[s.gif] [logopolitiche06.gif]

ARTURO DIACONALE ( Direttore de L’Opinione)
Jinzo, autore di Italian Libertarians, mi chiede di commentare l’iniziativa lanciata sul suo blog di avviare dal basso la formazione di un soggetto politico in grado di riunire tutte le forze d’ispirazione liberale della Casa delle Libertà. L’idea è di mettere insieme salmoni e Pli, Pri e Liberali per l’Italia-Destra liberale, ambientalisti liberali e tutti quegli altri gruppi dell’area laica che si muovono autonomamente dentro e a cavallo del centro destra con la sola certezza che non andranno mai a sostenere la sinistra. Per chi, come il sottoscritto, ha lanciato prima delle passate elezioni europee la proposta della Casa Laica ed ha rilanciato tale proposta prima delle regionali e delle prossime politiche, il commento è scontato. Sono assolutamente favorevole alla iniziativa. E sono pronto non solo a mettere a disposizione il giornale per la realizzazione di questo disegno, ma anche ad impegnarmi in prima persona per dare vita ad una aggregazione politica che ponga finalmente termine dalla diaspora del mondo liberale, laico e riformatore. Ma, proprio perché ho già tentato in passato di portare avanti un progetto del genere e non sono mai riuscito a vederlo finire in porto, metto subito in chiaro che non ho alcuna intenzione di assistere all’ennesimo fallimento della serie. Guai all’accanimento terapeutico sul malato liberale, laico e riformatore in preda alla sindrome dell’autodistruzione! E guai a perseverare diabolicamente con gli errori del passato! Per cui indico fin da ora che la mia partecipazione alla iniziativa è subordinata ad una serie di precise condizioni.

La prima è che continui ad essere espressione di una esigenza della base. Nessuno pretende di eliminare nessuno. Ma i vertici di quei partiti e gruppi che hanno mandato all’aria i progetti di aggregazione per seguire i loro egoismi personalistici debbono fare un passo indietro. Non ci possono essere uomini per tutte le stagioni. Soprattutto quando questi uomini portano sulle spalle la responsabilità della diaspora e della sua perpetuazione. La seconda è che gli egoismi di bandiera, piccola o grande che sia, debbono lasciare il posto alla consapevolezza che non si costruisce nulla se ognuno continua a pretendere di essere il centro inamovibile ed egemone dell’area. Salmoni, liberali, repubblicani, ex socialisti e tutti gli altri debbono rendersi conto che per dare vita ad un processo unitario non esiste solo il metodo piemontese dell’annessione, ma c’è anche quello federale, soprattutto se sostenuto da una forte spinta di base. La terza è che ogni iniziativa di tipo unitario sia ispirata ad un sano realismo politico e non alla astratta pretesa di costruire edifici politici estranei ed esterni al contesto politico del momento. Dopo le elezioni, qualunque sia lo schieramento vincente, il Paese entrerà in una nuova e diversa fase politica, con lo scompaginamento degli attuali poli e con la formazione di nuove aggregazioni politiche. Il processo non sarà breve e neppure tranquillo. E se l’area laica, liberale e riformatrice vorrà partecipare in prima persona al lento avvio della terza Repubblica dovrà necessariamente tenere conto dei dati concreti della realtà.

Questo significa che non si possono più perseguire obiettivi di mera testimonianza, ma bisogna sfruttare ogni circostanza favorevole per conquistare posizioni istituzionali da cui rilanciare, con voce più autorevole e con maggiore peso politico, l’appello alla riunificazione. Dopo il voto avremo salmoni, liberali e repubblicani eletti nelle liste di Forza Italia, socialisti eletti insieme ai democristiani e radicali di una Rosa destinata fatalmente a perdere petali troppo vicini alla Quercia diessina. Con loro e non senza di loro, sempre a condizione che prendano atto della necessità di confrontarsi umilmente con la base, il processo federale di aggregazione potrà e dovrà essere avviato. Ringrazio, allora Jinzo ed Italian Libertarians, di avermi stimolato. E lancio ai lettori e ai navigatori di internet la proposta di dare vita entro il mese di giugno, cioè dopo le elezioni politiche e quelle amministrative, ad una grande assemblea costituente dell’isola che al momento non c’è. Quella liberale, laica, socialista e riformatrice. E che non può non esserci nell’Italia del terzo millennio!

GALGANO PALAFERRI
Non possiamo che essre in piena sintonia con Jinzo e Arturo DIACONALE, anche xchè siamo nati porpiro per lo stesso obbiettivo (basta andare a leggere il nostro Statuto), e non per vantare “primogeniture” che non ci interessano, riunire sotto un solo tetto “i liberali della diaspora”.
Mi rendo conto che ora, il progetto proposto,si è allargato fino a ricomprendervi anche riformatori, laici, liberalsocialisti. ho sempre pensato che socialismo e liberalismo in una democrazia compiuta, in un paese normale, dovrebbero essere alternativi. ma vista la particolare situazione, tutta Italiana, ben vengano anch’essi e lavoriamo tutti assieme, senza ipocrisie, senza personalismi per un unico obbiettivo: cambiare dalle fondamenta questo paese, per l’Italia Libera, Liberale, Liberista e Libertaria.
Benvenuti a bordo, il futuro è incominciato! e uniti, statene certi, non ce n’è per nessuno: ne ora ne mai!

HASTA LA LIBERTAD SIEMPRE!
Galgano PALAFERRI
Presidente Nazionale
Unione per le Libertà

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

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