Dopo il caotico svolgimento del congresso del Nuovo PSI, la conseguente frattura e gli strascichi polemici di questi giorni, è fondato trarre una conclusione dura da mandare giù, ma difficile da contestare: ci sono laici, liberali, radicali e socialisti che vogliono stare con l’Unione e altri che…manco morti. Onestà e realismo impongono una ulteriore considerazione, direttamente collegata alla prima: da una parte come dall’altra, il loro ruolo è del tutto marginale e ininfluente. Che ne è stato, nel campo del centro-sinistra, della proposta di istituire una commissione di indagine su Tangentopoli lanciata a gran voce a Fiuggi all’atto della costituzione dello SDI? E della preferenza per il sistema proporzionale ? E i socialisti, liberali e repubblicani del centro-destra hanno potuto qualcosa per la separazione delle carriere dei magistrati o per contrastare alcuni aspetti inaccettabili della devolution?
Riflettere pacatamente su queste domande e trarne qualche conseguenza sarebbe molto più producente che affidare, come sta avvenendo, la prova della propria esistenza a polemiche tanto più urlate quanto più incomprensibili. Non ha senso alcuno che laici e socialisti dell’uno e dell’altro fronte passino il loro tempo e cerchino consensi rinfacciandosi a vicenda tutto il male del mondo.
Anche se fossero vere le accuse che si scambiano, ciò non modificherebbe in niente la situazione italiana per il semplice motivo che dal ’94 in poi l’unica strategia, l’unico vero obbiettivo perseguito è stato quello di sopravvivere. Un obbiettivo non meschino, perché significava non permettere che si estinguesse la cultura laica di cui socialisti, socialdemocratici, liberali, repubblicani, radicali sono portatori. Sarebbe perciò opportuno cessare la guerra fra laici dei due opposti schieramenti spesso combattuta per conto terzi con petulanza degna di miglior causa. Non si rinunci all’idea di ritrovarsi fra non molto per dar vita ad un soggetto nuovo e rinnovato e non ad un raggruppamento di reduci. Ma si prenda atto che oggi ciò non è possibile e si rinvii l’appuntamento. Piuttosto che rabberciare soluzioni impossibili, si pensi invece a razionalizzare quello che c’è. Si faccia da una parte il partito unico dei laici, socialisti, etc., che vogliono allearsi con l’Unione e dall’altra il partito unico dei laici, socialisti, etc.,che a queste elezioni vogliono allearsi con la CDL. Se non si può fare un partito, facciamone almeno due.
Non è un paradosso !
Nicola Cariglia
Coordinatore Gruppo dei Centouno
Pubblicato su L’Opinione delle Libertà

Concordo con molte delle argomentazioni di Cariglia, ma la proposta mi sembra un po’ prematura.
Credo che l’Unione difficilmente possa accettare l’ingresso dei radicali, ancorchè mediato dallo SDI di Boselli.
E allora si potrebbero creare le condizioni per ritrovarsi tutti assieme (spero appassionatamente) su una terza posizione, fuori da Unione e Casa delle Libertà