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L’agente segreto

La tesi che Trump fosse stato reclutato dal Kgb quaranta anni fa durante un viaggio di affari in Russia è circolata su varie riviste e giornali ed è stata diffusa da un ex agente sovietico, senza disporre di grandi riscontri. Mai fosse vera, l’Unione sovietica avrebbe capovolto la guerra fredda. Un trionfo. Il Kgb, che non esiste più, elegge un suo agente a presidente degli Stati Uniti d’America. In effetti questo spiegherebbe tutto, il danno alla democrazia, l’attacco ai membri della Nato, la destabilizzazione dell’Europa, la simpatia per i dittatori e quant’altro. Escluso il goffo tentativo di truccare i mondiali di calcio per favorire la squadra americana, cosa che non ha senso alcuno per un filo russo. Probabilmente un depistaggio.

di Riccardo Bruno | 8 Luglio 2026
Il Segretario del Pcus Gorbaciov e un giovane Trump in visita in Unione sovietica

Un editorialista del Corriere della Sera ha detto in una trasmissione della televisione pubblica, senza contraddittorio, che Trump è stato allevato politicamente da Putin di cui è sodale e persegue gli interessi della Russia contro il suo stesso paese. Considerato che il Corriere della sera era partito accusando Trump con un altro editorialista di essere come Hitler, occorrerebbe che si decidessero. Altrimenti Trump è la realizzazione plastica del nazionalbolscevismo, un nuovo Bombacci insomma.

La tesi che Trump fosse stato reclutato dal Kgb quaranta anni fa durante un viaggio di affari in Russia è circolata su varie riviste e giornali ed è stata diffusa da un ex agente sovietico, senza disporre di grandi riscontri. Mai fosse vera, l’Unione sovietica avrebbe capovolto la guerra fredda. Un trionfo. Il Kgb, che non esiste più, elegge un suo agente a presidente degli Stati Uniti d’America. In effetti questo spiegherebbe tutto, il danno alla democrazia, l’attacco ai membri della Nato, la destabilizzazione dell’Europa, la simpatia per i dittatori e quant’altro. Escluso il goffo tentativo di truccare i mondiali di calcio per favorire la squadra americana, cosa che non ha senso alcuno per un filo russo. Probabilmente un depistaggio.

A parte l’amicizia di Trump con Roy Cohn, uno dei principali collaboratori del senatore McCarty, un solo argomento a discarico. Come è possibile che se Trump e Putin sono d’accordo e Putin, un colonnello, di fatto controlli Trump, che non ha un grado, l’Ucraina ancora non sia caduta. Quale formidabile super potenza è l’Ucraina per tenere in scacco i russi e i loro lustrascarpe americani? Questo almeno gli editorialisti del Corriere della Sera dovrebbero spiegarcelo. Vero che Trump e Putin si sono parlati ben un’ora e mezza e che Putin bombardava Kyiv con ogni arma a disposizione, ma questo ci dispiace per gli editorialisti del Corriere è la disperazione di Putin, non la vittoria di Putin e Trump sull’Ucraina. Perché mentre risulta falso che Putin sia riuscito ad avanzare in Donbass, per l’esercito russo è un disastro, la Crimea è sotto assedio.

Le bombe su Kyiv non sono nemmeno la rappresaglia per le decine di bersagli che gli ucraini colpiscono in territorio russo fino a 2500 chilometri di distanza. Lo sono per allentare la pressione sulla Crimea. Quindi è molto plausibile che Putin voglia firmare la pace, perché rischia di venir cacciato dalla Crimea. Questa la situazione militare che si è evoluta stranamente da quando l’agente russo ha preso il potere alla Casa Bianca. Prima di Trump, il governo statunitense non consentiva attacchi con le sue armi sul suolo russo, posizione che ancora mantengono alcuni paesi europei, fra cui l’Italia, convinti che siano sufficienti le sanzioni, neanche le batterie antimissilistiche. L’onorevole Meloni aveva promesso degli Himars americani che l’Italia avrebbe dovuto comprare nel 2027 e regalare a Zelensky. Sa adesso Crosetto vuole armi di produzione italiana, come ha detto, vorrà dire che i missili agli ucraini l’Italia glieli da nel 2029. Se va bene. Magari anche Crosetto è un agente russo.

Il capolavoro dell’agente russo Trump giunto ad Ankara sarà quello di far fuori dalla Nato Spagna, Italia, Inghilterra, Francia e Germania. Tutti paesi che non solo facevano affari con la Russia, ma li fanno anche con la Cina e l’Iran. La notizia, la diamo agli editorialisti del Corriere è che la Nato sopravviverebbe con Polonia, Romania, Bulgaria, i paesi baltici, i nuovi membri Finlandia e Svezia, tutti i nemici della Russia, più i turchi, interessatissimi a quanto succede a ridosso del Bosforo dal tempo dell’impero ottomano. Ma Erdogan è un dittatore, un antisemita. Esatto e pure toh, la Turchia non si è messa di traverso alla guerra all’Iran, come ha fatto l’Italia, non l’ha dichiarata illegale e non ha nemmeno attaccato Israele. Anzi Erdogan passeggiava stretto a Trump che lo ha colmato di elogi, e Trump sarà pure un nazibolscevico, ma resta pur sempre, il Corriere lo riconoscerà, un amico di Netanyahu. Altrimenti crolla tutta la narrativa su Gaza, sugli alberghi che questi due loschi individui vogliono costruire. Una riviera sul sangue degli innocenti palestinesi.

A questo punto tanto vale leggersi un romanzo di Joseph Conrad, L’agente segreto. Lasciamo cadere ogni serio tentativo di un’analisi della situazione internazionale. E meno male che ci si è dimenticati di Fenimore Cooper. Perché ci sarebbe anche il romanzo La spia.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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