
Ma se è vero, come dice il sottosegretario Mantovani, che Giorgia Meloni aveva capito subito tutto, allora perché non ha riattaccato il telefono in faccia al comico russo e, invece, fino in fondo, ha risposto diligentemente a tutte le domande?
E inoltre, perché tutto questo è stato tenuto segreto per ben 44 giorni, pare addirittura senza informare i servizi segreti?
E infine, se è vero che la premier si sceglie liberamente i suoi collaboratori perché non dovrebbe rispondere del loro operato di fronte al Parlamento e all’opinione pubblica?
La verità è che Meloni, più che brava, come da troppe parti supinamente si sostiene, è soprattutto furba e mostra prevalentemente la dote di salvaguardare se stessa.
Altrimenti non metterebbe il Paese in difficoltà e non offenderebbe le istituzioni con le sue scelte e il suo comportamento.
Giorgia è una volpe che tace sfrontatamente sulla beffa in cui è caduta e, per nascondere l’incapacità di costruirsi uno staff all’altezza dei compiti, vola in Inghilterra dal suo amichetto conservatore Sunak a parlare di Intelligenza Artificiale, quando si tratterebbe di discutere più semplicemente dell’intelligenza necessaria per guidare un Paese.
Il senso di tanto viaggiare è chiaro: più ti muovi e più riescici a sfuggire alla mira delle polemiche e colpi politici degli avversari
Ma si sa, come recita un vecchio adagio, tutte le volpi prima o poi finiscono in pellicceria.
Il consenso sulla sua figura, che è ancora alto, a mio avviso, non è destinato a durare ancora per molto.
Quando le questioni irrisolte, soprattutto quelle economiche e sociali, si mostreranno, purtroppo, in tutta la loro gravità, già nel prossimo anno, allora furbizia e astuzia non basteranno più e gli italiani si ribelleranno contro questo governo e la sua guida.
Preoccupa che finora l’opposizione non sia riuscita ancora ad unirsi e a costruire un’alternativa politica e programmatica credibile.
Enrico Rossi

Può darsi che Giorgia Meloni non abbia capito subito la ( diciamo ) trapppola dei due telefonisti, che di certo non appartengono alla categoria dei lavoratori , tantomeno a quella delle persone oneste. Ha risposto comunque, a quanto è documentato – con prudenza e coerenza.
Da disoneste si sono comportate, ancora una volta, persone come la spudorata Lilli Gruber e i suoi padroni, che hanno mandato in onda una puntata del ( diciamo ) “suo” programma di parole intitolandola Meloni “figuraccia italiana”
Di fatto la presidente del Consiglio non ha rivelato alcunchè, non ha dunque arrecato alcun danno o pericolo alla nazione.
E’ stata esposta, questo sì, a un rischio, come era successo a tanti altri capi di governo .
Figuraccia, semmai , l’ hanno fatta e la fanno quelle persone ,pagate e strapagate, come la suddetta Gruber, che un giorno sì e uno anche, vomitano astio, rancore, invidia, odio , contro una donna in politica più brava di loro : così è evidentemente ( altro che “supinamente”, egregio presidente Rossi )
Mi sembra che ci sia un poco di astio e l’augurasi del danno non è molto patriottico.
I suoi solidali hanno fatto più danni della grandine o per incapacità o malafede, tutti e due difetti gravi, lasciamola governare, poi decideremo con le elezioni,se deve o meno.
Signori della sinistra il popolo non vi vuole ed il veleno non serve.
1) Il consenso sulla sua figura … per Fede!
2) gli italiani si ribelleranno … per Speranza!
3) un’alternativa politica … per
Carità!
Per intanto “continuare a credere che la Fede arriverà” nella Speranza che (nuova Provvidenza?) ci farà la Carità.
Ma intanto, anche nell’italica massa politicapartitica, continua a valere il noto postulato di Lavoisier:
“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, prosecuzione ideale del virgolettato di cui sopra.