A seguito delle numerosissime inchieste penali che riguardano l’operato di amministrazioni pubbliche a Genova come a Firenze, a Pescara come a Napoli, in Basilicata e Calabria come in Campania, per tutto quello che ne emerge a prescindere da eventuali responsabilità penali, è ufficiale quanto segue:
“in Italia, alcuni grandi partiti aveva assicurato sviluppo e benessere per quasi cinquanta anni. La lunga frequentazione col potere li aveva convinti di essere inamovibili tanto da non esitare a cercare forme di finanziamento illegali invece di risolvere il problema della loro sussistenza in maniera trasparente e meno costosa. Quando vennero aperte alcune inchieste penali sul finanziamento dei partiti, si scoprì che c’era anche chi si faceva i fatti suoi con la scusa dei soldi al partito. Una serie di cause, fortuite e no, offrirono lo spunto per un avvicendamento nei posti di potere. Si creò una santa alleanza fra una parte dei magistrati, di imprenditori-finanzieri-affaristi, di giornalisti pagati da editori che però non erano semplici editori ma soprattutto imprenditori-finanzieri e affaristi. Per maggiore sicurezza, si cercò e si ottenne anche l’aiuto di partiti fino ad allora fuori dal governo nazionale che furono risparmiati dalle inchieste. Rileggendo i giornali dell’epoca si riscontrano cose bizzarre come miliardi portati nelle sedi di un partito che però non fu chiamato a risponderne, un segretario di partito che ebbe duecento milioni ma continua ancora ad essere segretario di partito e ministro, direttori di grandi giornali in pellegrinaggio dai magistrati milanesi che si occupavano di inchieste che vedevano coinvolti i loro editori, magistrati diventati parlamentari in partiti risparmiati dalle inchieste e via stravagando. Ci fu l’avvento di una seconda Repubblica che però era governata in larga misura da uomini della prima, e ci fu la grande abbuffata dei beni e delle imprese pubbliche cedute a prezzi stracciati, forse anche secondo aspettative di marpioni residenti all’estero.
I partiti della prima repubblica durarono cinquant’anni prima che la gente li abbandonasse: quelli della seconda sono nati morti, ma è così che si volevano. Ora, comunque, è chiaro che è stata fatta una gran porcheria e che la seconda puntata non potrà porvi rimedio”.
A chi non si atterrà alla sovraesposta ricostruzione dei fatti sarà rilasciata la patente di grullo, a meno che non sia in grado di dimostrare la sua più assoluta malafede.
Tuttocchiali

Dice Puccio: “Certo non si tratta di un “Europa dei popoli”, ridotta alla sorta di araba fenice moderna.”
E la politica non riuscirà mai a riscattarci !
Il Trattato di Maastrich, approvato dai politici, non dal popolo, toglie al popolo la sovranità sulla moneta. La BCE stampa moneta che “presta agli Stati” al 103% del valore di stampa. Inoltre la politica monetaria è di pertinenza della stessa BCE.
I politici sono descritti come “i camerieri della BCE che non possono fare altro che trattenere buona parte della torta per loro e per gli amici.
Come si esce da un trattato internazionale ? Altro che commissariamento, sarebbe solo come chiedere al boia di essere buono !
Mettete su Google la parola signoraggio, ma …. spero dopo possiate ancora dormire.
Sergio Centroni Grugliasco
La mia verità gli è che siamo un popolo immaturo. Di caproni più legati all’ovile di appartenenza che alla patria comune.
Che, usciti da una dittatura nera, votarono in massa per una dittatura rossa. Il cui partito proponitore -finanziato dall’estero- era uno stato dentro lo stato.
Il torto della DC fu di non legiferare in modo da smantellare qualle distorsione (come fece la Germania) ma di scenderne in concorrenza imitandone gli apparati.
appunto perchè credo che la ricostruzione storica sia veriteria ho detto l’assurdità della commisserizzazione. Ho paura che ormai, dopo tanti tentativi, di fare sentire le nostre voci “liberali” che nessuno vuole ascoltare le soluzioni da proporre siano pochine….
Sono d’accordo sulla ricostruzione storica. Nell’attuale situazione, a mio parere, è necessaria quindi la presenza di una forte compagine liberale, non compromessa con alcuno dei due blocchi, nei quali gli elementi veramente democratici e liberali, pur presenti, sono nettamente minoritari, anzi sono stati resi inoffensivi.
L’occasione è data dal prossimo congresso nazionale del Partito Liberale Italiano (Roma, 20-22 febbraio 2009, vedi http://www.partitoliberale.it) che, con tutti i suoi difetti, rappresenta l’unico plausibile e realistico punto di aggregazione per i tanti liberali sparpagliati.
….” chiedere all’Europa di commissariarci”??
Intanto quella “Europa” citata va specificata :di che trattasi ? Di un gruppo di burocrati di mentalità ristretta ? Non mi pare si tratti di proibire un forno a legna per la pizza…Oppure di qualche Capo di Governo con mania di grandezza e di “modernità” a tutti i costi ? Io alla differenza dei sessi ci credo e ci tengo .
Certo non si tratta di un “Europa dei popoli”,ridotta alla sorta di araba fenice moderna .Commissariati da chi ,dunque ?
Ma mi faccia il piacere !
Pensando a come si potrebbe risolvere la situazione disastrosa del nostro Paese, mi è venuto in mente che la situazione migliore sarebbe di chiedere all’Europa di commissariarci. Tanto così non ci si può riprendere.
Saluti a Auguri a tutti
Ippolita