
Che dietro i 50mila arrivi a Ceuta ci sia il Marocco, grande amico di Trump, il quale è nemico di Sanchez, sembra essere più di un sospetto.
È certo, invece, che il governo italiano abbia fatto l’ennesima buffonata sospendendo Schengen per qualificarsi nel gruppo di testa del neofascismo europeo e mettere in difficoltà la Spagna socialista.
Ora, sembra che ci sia stato un massiccio rientro in Marocco, in gran parte spontaneo, evidentemente causato dalla notizia della decisione del governo di Madrid di non concedere ingressi; già 48mila persone, infatti, avrebbero riattraversato la frontiera.
“L’invasione” si è dunque risolta in un battibaleno e il suo significato di attacco politico a Sanchez si è rivelato pienamente. Sul campo 57 morti malcontati, per ora.
Restano, tuttavia, alcuni interrogativi di fondo, a cui finora non risulta sia stata rivolta nessuna attenzione, anche se sono elementi strutturali da affrontare della politica europea nel Mediterraneo.
Il Nord dell’Africa, in particolare quello che si affaccia sul mare, vive un boom demografico senza precedenti: Paesi pieni di giovani con un tasso elevato di disoccupazione e condizioni di povertà ancora diffuse.
Sull’altra sponda l’Italia e l’Europa: Paesi che vivono una crisi demografica che minaccia lo Stato sociale e condanna gran parte di loro -noi per primi- ad un declino economico irreversibile.
Possibile che non venga in mente di fare una politica di ingressi legali, di formazione e di accoglienza che riapra il Mediterraneo e sia per tutti foriera di sviluppo?
Si è deciso, invece, di costruire un muro alimentando paure e pregiudizi razzisti.
I muri, si sa, vengono sempre presi d’assalto, e aggirati, anche se prima o poi cadono perché questo è il loro destino.
Però, intanto, per mantenerli in piedi occorrono regimi illiberali che calpestano i diritti fondamentali, che opprimono masse umane di lavoratori stranieri lasciati in una condizione di paria invisibili, che lasciano morire i migranti quando potrebbero e dovrebbero essere soccorsi.
Vince la destra perché su queste politiche illiberali e miopi ha costruito un immaginario folle propagandando l’odio verso gli stranieri tra la popolazione lavoratrice e i ceti medi al fine di speculare elettoralmente.
L’Europa ha trasformato una questione demografica, economica e mediterranea in una guerra permanente contro i migranti.
Eppure, una soluzione diversa, davvero vincente per tutti vi sarebbe e potrebbe fare del Mediterraneo nuovamente un mare nostro, di vita e di scambi e di benessere. L’Italia che vi è immersa sarebbe la prima a trarne vantaggio.
Ci vuole coraggio per costruire e battersi per una politica di internazionalismo solidale e di cooperazione tra le nazioni e i popoli del Mediterraneo: accordi di formazione nei Paesi di origine, canali legali di ingresso, riconoscimento delle qualifiche, tutela salariale, ricongiungimenti, investimenti produttivi e collaborazione tra università e imprese delle due sponde.
Però, finché la sinistra in Italia e in Europa non troverà la forza di lottare per una soluzione veramente alternativa alla realtà esistente, fatta di morte e di miseria, il neofascismo troverà sempre più spazio nonostante le sue falsità, la sua indifferenza verso il dolore, il suo restringere le libertà e tutto l’orrore che questo genera.
Enrico Rossi

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