• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

LA TOSCANA E’ AL PALO. CASE EDITRICI, BANCHE, GIORNALI, ORA LE GRANDI AZIENDE. MOLTI CENTRI DIREZIONALI SONO GIA’ ALTROVE, ALTRI STANNO PENSANDO DI ANDARSENE. ALL’ORIGINE DEL DECLINO, LO SVILUPPO “SLOW” VOLUTO DALLA POLITICA

di Redazione Pensalibero.it | 8 Aprile 2010

Non importa tornare al secolo scorso quando a Firenze era presente anche una Borsa valori autonoma. Basta ripensare agli ultimi due o tre decenni. Firenze, e con lei tutta la Toscana, ha perso un qualsiasi ruolo autonomo e originale nello scenario economico e finanziario nazionale. Non c’è più una Banca espressione del territorio. La Banca Mercantile, la Steinhauslin, la Banca Toscana, la Del Vecchio e la Cassa di Risparmio di Firenze sono passate di mano e fanno parte di gruppi nazionali. Sul piano regionale resiste solo il Monte dei Paschi, che ha preso il controllo di Banca Toscana, ma anche questa peculiarità, frutto di una gestione politico finanziaria che rappresenta forse un caso unico al mondo, è destinata a cedere il passo ad una più ampia integrazione che farà perdere al Monte la sua caratteristica principale, vale a dire la “senesità”. Non c’è più una Casa editrice, una di quelle che pure hanno fatto la storia dell’editoria italiana. Le Monnier, Sansoni, Vallecchi, La Nuova Italia sono passate di mano. Non c’è più un grande giornale. Le pagine nazionali della Nazione sono confezionate altrove, il resto non è altro che una sommatoria di cronache locali. Il Tirreno fa parte del gruppo L’Espresso. Le grandi aziende, intese come centri decisionali, sono andate via o stanno andando. La Gucci ha la testa a Parigi, La Smi è emigrata a Milano. Da anni si ipotizza la spostamento a Napoli del cuore dell’Ansaldo Breda, e comunque già ora c’è stato un suo progressivo svuotamento. La sopravvivenza dello stabilimento pistoiese è ora legata al filo di una vittoria nella gara per il nuovo treno dell’Alta Velocità che sta facendo Trenitalia. Fondiaria-Sai ha trasferito a Torino il centro direzionale. Anche grandi aziende, ormai da tempo non più toscane, come la General Electric, stanno pensando di lasciare Firenze. Quando qualche anno fa si pose il problema di trovare una soluzione per la Fiorentina precipitata in serie C si dovette ricorrere ad un imprenditore marchigiano per salvare la squadra. Nel settore manifatturiero resistono, almeno per ora, tutta una miriade di piccole e piccolissime aziende che hanno da sempre costituito il tessuto produttivo dell’industria regionale. Un dato su tutti: su 343mila imprese registrate in Toscana, 341mila hanno meno di 50 dipendenti. Molte di queste sono in affanno. Difendono con le unghie e con i denti il loro essere espressione del territorio. Ma quanto potranno resistere? Dal Nord i grandi studi d’affari, quelli che convogliano i capitali internazionali verso le più interessanti imprese italiane, stanno pensando di venire in Toscana, per la ragione molto semplice che è considerata un importante terreno di conquista. La situazione è questa. In parte è dovuta ad un naturale processo di accentramento e riduzione dei centri finanziari e decisionali, la globalizzazione è anche questo, in parte però questo depauperamento del territorio è figlio di scelte politiche sbagliate o peggio ancora dell’assenza di una qualunque scelta politica. Per tutti basti pensare al ritardo con cui a livello regionale si sta procedendo sul potenziamento delle infrastrutture. Tutti questi ritardi e questa conseguente perdita di competitività hanno una precisa responsabilità politica. Del resto, sotto questo profilo, da anni ormai la Toscana non esprime più personalità di livello nazionale, i membri del governo attualmente al potere non sono nati dal territorio per loro capacità e forza, ma sono “nominati” da Berlusconi. In quei posti ci sono loro ma potrebbero tranquillamente essercene altri 100. E’ tutta la società toscana che sta perdendo colpi. E’ anche il risultato di una cultura che si è radicata nel tempo. Poco concorrenza, poca flessibilità, pochi stimoli a crescere, uno sviluppo “slow” come è stato definito. Inutile poi meravigliarsi dei risultati.

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti