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La terza Repubblica fondata sui sondaggi

L’arma segreta di Matteo sono i sondaggi che lui non fa dopo le decisioni prese, ma prima per orientare le decisioni.

di Graziano Cioni | 27 Dicembre 2015

Non voglio banalizzare, ne recare offesa a chi mi legge, c’è chi scommette che questo è un governo che affossa la democrazia, chi parla del piano di rinascita democratica di Gelli..e naturalmente chi vede in Renzi la statura di uno statista.
Io azzardo una ulteriore interpretazione del renzismo, molto più terra-terra, ma chissà, se ne sentono tante…

L’arma segreta di Matteo sono i sondaggi che lui non fa dopo le decisioni prese, ma prima per orientare le decisioni.
Così è sicuro di stare sempre dalla parte della “pancia” della opinione pubblica.

Come faceva Berlusconi, che però aveva la forza grazie alle tv perfino di orientare culturalmente
l’opinione pubblica.

Così fa , così ha sempre fatto nelle campagne elettorali a partire dalle primarie per Sindaco di Firenze.

La rottamazione stessa nasce dall’ascolto dei sondaggi, il primo a capire e a cavalcare la “pancia”degli italiani che non ne potevano più. Il primo a capire che dopo l’uscita del libro “la casta” niente sarebbe stato più come prima.
Il primo a capire che i partiti, come intesi fino ad oggi non hanno più futuro, il funerale del suo PD lo celebra nella sesta edizione della Leopolda.
Gioca tutto sulla sua persona, niente simboli ma la sua faccia.

Il simbolo, per chi ci crede, lo ha tatuato nel cuore ben coperto dalla giacca. Lo ha detto lui.

Tutto questo senza nulla togliere alle sue doti e capacità personali quali quella della velocità, della comunicazione, del fiuto e della resistenza al lavoro.
Non ultima di saper raccontare balle come nessun altro.

Ovviamente deve fare i conti con le risorse reali, con chi lo ha messo nel posto in cui si trova, e soprattutto con il suo carattere ,che al di là dell’apparenza ,non è calmo e pacioso ma rissoso e vendicativo.

Non lo aiuta un ego stratosferico , l’abbiamo visto con il Papa o con Obama… ricordate la barzelletta: chi è quell’uomo vestito di bianco accanto a Matteo, alla quale si potrebbe aggiungere chi è quel signore di colore al quale Matteo dà le pacche sulla spalla…..

Riassumendo.

Un esempio? L’incertezza di Renzi nello schierarsi contro l’ISIS al fianco della Francia, non rincorrere la politica dei bombardamenti, è perché i sondaggi gli dicono che gli Italiani non vogliono sentir parlare di guerra.

Oddio questa ci piace, e ci fa onore!

Come la presa di distanza dalla Germania di Angela, e lo schierarsi contro le sanzioni alla Russia. Naturalmente per poi accettarle perché contro Usa ed Israele proprio no…

Ma il sondaggio preventivo è il suo sistema per le decisioni…
.
La gente pensa che i contratti di lavoro collettivo blocchino le assunzioni? Occhèi, cancelliamoli.

La gente ritiene che la politica costi? Bene, aboliamo (sulla carta) le Provincie ed il Senato, le macchine blù e le scorte..

Il sindacato è un cancro sociale? Perfetto aboliamo l’articolo 18 per tutti i nuovi contratti, stretta su CAF e patronati.

Renzi, trova consenso perché cerca di fare quello che l’opinione pubblica gli consiglia. Non spreca tempo e credibilità a modificare l’opinione pubblica: semplicemente, se può ,la segue.

Anche se ora ad ascoltare la “pancia” degli italiani c’è un pericoloso competitore il movimento dei pentastellati con Di Maio e Di Battista.

Con questo metodo, non servono più le elezioni.
Ci pensa lui.
____________________

Ps: è fantapolitica ? …non lo so.

Pubblicato in : EditorialeTag: articolo 18, assunzioni, berlusconi, casta, consenso, conti, contratti di lavoro, costi, democrazia, elezioni, firenze, francia, futuro, germania, governo, lavoro, leopolda, macchine, movimento, obama, opinione pubblica, pd, primarie, renzi, repubblica

Info Graziano Cioni

Graziano Cioni ha svolto una intensa attività politica nell’amministrazione cittadina di Firenze di cui è stato a lungo Vice Sindaco; soprannominato “lo Sceriffo” per la sua incessante attività a favore della legalità, è stato Deputato e Senatore. Uscito di scena nel 2009, in pieno avvento Renzi, oggi è osservatore privilegiato sul suo profilo Facebook. I suoi post sono riprodotti “ufficialmente” da Pensalibero con l’assenso del loro autore.

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