AGOSTO 2008: trenta morti , quattromila feriti e altrettanti sfollati che cercano una via di fuga per difendersi e proteggersi dalla violenza indu fomentata dal partito fondamentalista che guida la coalizione di governo dell’ Orissa.
Quarantadue Chiese e ventimila abitazioni di cristiani date alle fiamme: questo il bilancio della persecuzione moderna contro la cristianità.
Tutto ciò mentre in Italia si parla di edificare nuovi luoghi di culto per dare la possibilità a tutti di professare tranquillamente la propria religione.
Nel 1967 l’Orissa vara una legge contro la conversione e da oltre dieci anni il distretto di Kandhamal è l’epicentro delle violenze anticristiane.
Senza entrare nel merito delle motivazioni che inducono a tanta violenza, è evidente la diversità di atteggiamento del mondo occidentale nei confronti del pluralismo religioso.
La difesa dei diritti umani, la tolleranza, la dignità della persona, la solidarietà sono i principi fondanti della Cristianità.
L’uomo è al centro, con la propria personale capacità di scelta, con la libertà di intraprendere il proprio percorso morale nel rispetto di quello degli altri. Il Cristianesimo ha sempre difeso questi principi, l’universalità , l’inalienabilità dei diritti umani pur nella ricerca non violenta di portare a sé altri esseri umani con la parola, in modo pacifico, attraverso le missioni dove, troppo spesso, operatori religiosi e laici vengono massacrati.
Il messaggio cristiano e la democrazia fanno paura perchè rischiano di alterare l’equilibrio di chi vuole mantenere il potere lasciando le popolazioni nell’ignoranza e nella miseria, morale e materiale. In Africa , dove l’integralismo islamico contribuisce ad acuire l’odio anticristiano fra i clan e le tribù e in India , dove la struttura sociale delle caste si sente minacciata, il sentimento anticristiano aumenta in modo esponenziale.
E non voglio parlare della violenza sulle donne in questi paesi, delle M.G.F., mutilazioni genitali femminili, pratiche orrende che si è tentato di fare passare anche in Europa e che paesi come la Gran Bretagna, per primo, hanno bloccato, proibendo ai genitori delle varie etnie praticanti le M.G.F., di portare all’estero le figlie, cittadine britanniche, per sottoporle all’infibulazione.
Dopo l’episodio del Crocifisso la Comunità Cristiana ha reagito adeguatamente? Avrebbe dovuto forse difendere in modo più incisivo il simbolo della nostra identità culturale oltre che della nostra religione.
La generazione del dopoguerra è riuscita ad evitare altre guerre sanguinose sul nostro territorio. Abbiamo purtroppo dovuto assistere a quelle dei paesi vicini, e abbiamo visto morire innocenti anche per azioni terroristiche. C’è da augurarsi che l’ emancipazione raggiunta con tanti sacrifici e tanta determinazione da questa generazione non venga meno davanti agli innumerevoli assalti di persone forse più sfortunate di noi ma che la nostra terra non può integrare adeguatamente.
L’attuale Governo (2008) sta intraprendendo giuste e opportune azioni diplomatiche. Speriamo che non sia troppo tardi.
Nota a margine
Sì, evidentemente era già tardi. Siamo arrivati alla messa in discussione del presepe e altri simboli cristiani tipici tradizione.
Per cattolici laici agnostici e anche atei. E quanti cristiani ancora
Oggi 26 dicembre Stefano protomartire, il primo martire del cristianesimo secondo il Nuovo Testamento.
Intorno all’anno 36 d.C. Stefano fu accusato di blasfemia e condannato alla lapidazione. Uno dei suoi principali inquisitori fu Saulo di Tarso, che poi diventerà San Paolo. Stefano è stato il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la fede in Cristo e la diffusione del Vangelo. Il suo martirio è descritto negli Atti degli Apostoli.

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