• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La terribile domanda di un’aspirante badante

di Florenza Carsi | 21 Maggio 2016

Di cosa significhi fare quel mestiere non ne ho la più pallida idea. Credo che (come tutte le cose) nasconda del bello, del brutto.
Sarà (immagino) bello portare a zonzo una simpatica vecchina che parla dei suoi amorazzi e ricorda i tempi in cui ballava il rock ‘n’ roll col tenente del New Jersey paracadutato in Italia a salvarci dalla nostra stessa follia. Oppure, ci sarebbe da ridere se la nostra vecchia ancheggiasse (in preda alla disinibizione senile) al ritmo della musica del verduraio. Chissà, sarebbe un mestiere con del bello se il vecchio che aiuti a mangiare (anche se un filino rimminchionito) ti raccontasse di quanto avesse amato la moglie. Di quando i suoi figli lo portarono in gita sulle Apuane. Di quando perse il lavoro perché fece il primo sciopero della sua vita, ma non cedette, non cedette mai, non cedette affatto e ottenne finalmente quel paio di guanti protettivi utili a salvarsi le dita in fabbrica.
Forse, potrebbe essere un bel mestiere se il tuo vecchio (quello che badi) ridesse con la nipotina piombata in casa e scorrazzante per un improbabile nascondino.
Certo, sarà un mestiere con la sua parte buia. Una parte (davvero) buia se accudissi qualcuno più rintronato di un pugile al quindicesimo round. Più stronzo di un sergente della legione straniera. Più cagone di un bambino di due anni.
Insomma, non ne avevo la più pallida idea mentre ero dalla parrucchiera. Quella sotto casa mia. La parrucchiera d’emergenza. Una simpatica argentina a cui affido la capoccia se ho poco tempo e se ho poca voglia di fare due passi in più nella direzione di quello serio (di parrucchiere). Lì per shampoo e messa in piega quando spunta lei. La gentile signora (con un sacchettino della spesa per le mani). Ha l’aria cortese. Anzi, deferente. Parla alla parrucchiera argentina con garbo e sottovoce. Le chiede se sa di qualcuno bisognoso di una badante.
Poi, aggiunge qualcosa di più. Di terribile. Chiede quanto s’intascherebbe (l’argentina) nel caso in cui le trovasse un cliente. Lo chiede con garbo e con la stessa deferenza dell’inizio conversazione. Lo chiede perché sicuramente, in passato, avrà pagato caro un’indicazione, un aiuto. La sua domanda non era “se”, ma era “quanto”.
L’argentina immigrata, sicuramente più pulita di tanti marci che la rivorrebbero a casa sua, ha risposto di no. No, non avrebbe certo chiesto soldi. Era sorpresa.
Dalla mia postazione a testa reclinata, ho notato su quella donnuccia gli sguardi di Rossellini, Visconti, De Sica, De Santis. Il bianco e nero di una Roma citta aperta, di un ladro di biciclette o uno sciuscià.
Ho sentito l’odore di un paese fatto (anche) di gente che campa sulla miseria. Non parlo di delinquenti, neppure del pizzo, parlo di architetti che si fanno dare il soldi dagli operai che chiamano a lavorare nel loro cantiere; di agenzie che lucrano su giovani interpreti buttate in qualche convegno; di politici (comici compresi) che illudono povera gente per due voti in più; di avvocati che spolpano clienti in liti temerarie; di professori universitari che mandano avanti i loro schiavetti per averne eterna fedeltà. Parlo di gente socialmente perbene che vuole (davvero) credere di essere (davvero) perbene. Ma che perbene non è.
Quelli. Parlo di quelli.
Mentre la donnuccia ringrazia e se ne va, l’acqua sulla testa s’è fatta fredda e la schiuma cola nelle orecchie. Prima, era un piacere essere lì. Ora t’accorgi che la cinepresa di Rossellini, Visconti, De Sica, De Santis, si è spostata dall’aspirante badante su di te. Stringe (in bianco e nero) per inquadrare le tue belle mani, la tua bella bocca. Scruta (con un primo piano) per capire se la miseria ti tocca. Se ti senti infastidita dalla povertà. Se ridi ignorando quello che sta fuori dal tuo borghesissimo salotto

Pubblicato in : Editoriale, Florenza CarsiTag: anni, bambino, bianco e nero, giovani, italia, lavoro, professori, roma, sciopero, soldi

Info Florenza Carsi

Florenza Carsi, libero professionista. Cura un proprio blog sul social Facebook

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti