
Nella stessa giornata di ieri Papa Leone non ha solo ricevuto re Carlo III, in un incontro denso di significati di dialogo religioso tra le due Chiese, ma ha accolto anche i movimenti popolari con parole che non lasciano dubbi: “Sono con voi” dichiara il Pontefice.
E prosegue: “La terra, la casa e il lavoro sono diritti sacri, vale la pena lottare per essi”.
Il Papa ha inoltre denunciato l’allargarsi del solco tra l’1% più ricco e tutti gli altri, l’uso distorto del progresso tecnologico e la crisi climatica, e ha affermato che senza mettere un freno all’autonomia dei mercati e alla speculazione non si risolvono i nodi del mondo.
Sulle migrazioni ha condannato la “crudeltà spettacolarizzata” delle politiche sovraniste, e elogiato chi accoglie e salva vite. Quindi ha chiuso tra attivisti di 26 Paesi stringendo mani e salutando.
Qualcuno gli ha porto una una kefiah palestinese, che lui si è portato via con sé.

L’arcivescovo di Chicago, il cardinale Blase Cupich, uomo molto vicino a Papa Leone, proprio in questi giorni si è scagliato contro le politiche anti-immigrazione di Donald Trump.
“La Chiesa -ha detto- è dalla parte della madre che attraversa i confini per sfamare i figli, del padre che lavora in silenzio per un futuro migliore, dei giovani che sognano sicurezza e dignità.”
Cipuch ha apertamente condannato le politiche disumane dell’amministrazione Trump che separano le famiglie e generano paura nelle comunità: “Queste azioni feriscono l’anima della nostra città”, afferma, promettendo che le parrocchie di Chicago non respingeranno nessuno.
Si è rivolto direttamente agli immigrati senza documenti, riconoscendo il loro contributo alla società americana e chiedendo rispetto e dignità per ognuno di loro.
Pietro Parolin, il cardinale Segretario di Stato della Santa Sede, cioè il principale collaboratore e “ministro degli Esteri e degli Interni” del Papa, ha suscitato la reazione irritata di Israele definendo le operazioni militari a Gaza una carneficina e un massacro, e opponendosi con forza a qualsiasi ipotesi di deportazione dei palestinesi dalla loro terra.
In questi giorni è stata pubblicata anche l’esortazione Dilexi te, che è una dichiarazione esplicita di una Chiesa che si rivolge ai poveri, agli esclusi, a chi lotta per la giustizia, cioè a coloro che il mondo tende a calpestare e sfruttare.
Scrivo questo per due ragioni.
La prima è che queste posizioni della Chiesa vengono in gran parte ignorate o ridimensionate nel loro significato dalle tv e dalla stampa governativa.
Ma anche perché c’è una totale assenza di attenzione e di confronto da parte della sinistra.
A me sembra che questo sia un errore gravissimo.
Come si può pensare di tornare a vincere in Italia senza prendere in considerazione e valorizzare le posizioni della Chiesa sui temi sociali, ambientali e sulla pace?
Spero davvero che presto si voglia rimediare a questa mancanza di sensibilità e di dialogo…
Enrico Rossi

Lascia un commento