
Negli spazi della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia una rassegna inedita racconta sino al 6 marzo 2026, la ricerca espressiva di Lucio Fontana dedicata allo studio della ceramica. L’artista (Rosario, Argentina 1899- Comabbio, Italia 1968) è considerato da sempre uno dei più innovativi nell’ambito del panorama dell’arte del Novecento, con una ricerca espressiva ricca di sperimentazioni che lo hanno condotto oltre la rappresentazione bidimensionale.
Ricerche, studi e realizzazioni creative scultoree di Fontana relative alle tecniche della manifattura, soprattutto nel campo della ceramica, sono poco note al grande pubblico che, forse, ha più dimestichezza con le opere più iconiche della sua produzione, i celebri quadri con le tele” tagliate o bucate”, appartenenti al Fontana spazialista, alla produzione artistica degli anni Sessanta e Settanta.
Riunite nella mostra veneziana una settantina di esemplari che – sezione per sezione- raccontano l’affascinante viaggio di Fontana attraverso l’iter delle prime esperienze e sperimentazioni artistiche. Le idee, le ricerche, gli studi sul procedimento dei materiali usati, l’impatto coloristico sulla ceramica. Le ispirazioni dell’artista traggono origine da soggetti e temi scelti provenienti sia da mondo della botanica, degli animali che della natura: almeno agli inizi. Sono questi elementi che dopo esser stati disegnati, progettati diventano materialmente oggetti – soggetti come…coccodrilli, granchi, fiori, farfalle.


La mostra spazia anche attraverso le tematiche spirituali e religiose affrontate da Fontana, come la serie dedicata ai Crocifissi pluridipinti, di grande impatto materico e coloristico.
Raffinate, leggiadre invece le rappresentazioni materiche elaborate dall’artista relative alle tematiche espressive ricche di volti e busti femminili.
Tutte le opere ceramiche di Fontana provengono da collezioni pubbliche e private. Sono state realizzate ad Albissola nella celebre Manifattura Mazzotti. In questa mostra assenti le opere “Teatrini”, le serie di ceramiche tridimensionali, dai toni colorati sfumati a sfondo bianco che reputo anch’essi importanti nell’ambito della produzione creativa di Fontana scultore, opere queste ben note ai collezionisti.
La mostra è interessante perché ha lo scopo di mettere in luce un aspetto inedito di Fontana artista, il suo fare con le mani, il contatto con materiali come la creta, la terracotta, l’argilla. Una lettura del tridimensionale, un’innovativa visione scultorea l’invenzione della pittura-ceramica superando le tecniche del bronzo classico.
Questa mostra è un ‘occasione per riconsiderare il pensiero creativo di Fontana -al di là della sua ricerca artistica spazialista e concettuale- in favore di un’essenzialità e semplicità materica espressiva, in grado di coniugare il potenziale tattile materico –con la pittura. Un terreno di sperimentazione iniziato da Fontana in Argentina e continuato durante gli studi giovanili di formazione all’Accademia di Brera a Milano sotto la guida dello scultore Adolfo Wildt.
Laura Novello

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