L’incarico per formare un governo
“Sbaglia chi da per finito Bersani. Ecco perché può farcela”. Parola d’esperienza, quella di Bertinotti.

In questa situazione, la prospettiva un governo Bersani è apparsa decadere giorno dopo giorno, con le correnti interne al Pd (renziani, “giovani turchi”, dalemiani, riformisti) che sembravano aggiungere pietre su pietre alla tomba politica dell’uomo di Bettola. Ma ha sbagliato chi ha dato tutto per scontato. “Bersani è il più bravo in assoluto a giocare in contropiede. Chi la da per morto non conosce la realtà”, ha detto l’ex Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, dagli schermi di Roma Incontra – Ara Pacis, il nuovo talk condotto da Enrico Cisnetto in onda ogni lunedì sera. “Bersani è un campione a giocare di sponda, ad appoggiarsi alla forza altrui. Basta vedere cosa ha fatto alle primarie: tramite Renzi, in un colpo solo, ha fatto fuori due presenza ingombranti come D’Alema e Veltroni”.
L’ex leader comunista è poi tornato sull’attualità provocando il pubblico: “Quanti pensavano che fosse finito? E invece, con la scelta di Boldrini e Grasso Presidenti delle Camere ha dato un’idea di rinnovamento, ha ottenuto il massimo e, soprattutto, ha messo in crisi, nell’angolo, i neoeletti del Movimento di Beppe Grillo, sfidandoli sul terreno della lotta “anti-sistema”. Attenti a fare i conti senza l’oste…”, è stato l’avvertimento di Bertinotti, che evidentemente qualcuno non ha ascoltato: “Bersani è il miglior giocatore di rimessa della politica italiana. Lui è emiliano, essenziale, arcigno, resistente. Ora, chi ci dice che i successi delle primarie e dei presidenti delle Camere non possano essere l’anticamera di quello per un successo nel governo del Paese?”.

Tre sugheri: Nencini, romanziere socialista per tutte le stagioni, dalle chiome color ebano che studia da Presidente della Repubblica tra tre mandati, unico merito essere nipote di un ottimo ciclista. Bersani, ex ragazzo del triste Berlinguer, ancora con un piede a Bad Godesberg e l’altro nella terza Internazionale, “emiliano, essenziale, arcigno, resistente ” e se lo dice un Bertinotti c’è da credergli. E infine il buon Vendola, che sovrasta i primi due di qualche palmo, ma sta nelle pastoie d’un idealismo che non batte più moneta, nemmeno quella ottocentesca, figuriamoci oggi.