• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La tassa nascosta sulla casa e l’esempio di Venezia

Babbo Natale ha portato agli italiani una patrimoniale mascherata. Lo Stato ha infatti due modi di tassare le proprietà: attraverso l’applicazione di imposte formali (per esempio l’Imu) oppure con regole che ne limitano l’utilizzo in modo arbitrario e capriccioso. Le prime hanno il vantaggio di essere ben visibili; le altre sono più insidiose. E’ il caso delle numerose norme sugli affitti brevi, che hanno come obiettivo (ed effetto) impedire l’utilizzo delle abitazioni in modo tale da soddisfare la domanda di chi, per turismo o lavoro, deve soggiornare per periodi limitati in un certo posto. Si tratta di un meccanismo infernale soprattutto nei periodi di alta richiesta, come le prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Eppure, sotto questo profilo, cattive notizie si sommano ad altre cattive notizie.

di Istituto Bruno Leoni | 27 Dicembre 2025

Babbo Natale ha portato agli italiani una patrimoniale mascherata. Lo Stato ha infatti due modi di tassare le proprietà: attraverso l’applicazione di imposte formali (per esempio l’Imu) oppure con regole che ne limitano l’utilizzo in modo arbitrario e capriccioso. Le prime hanno il vantaggio di essere ben visibili; le altre sono più insidiose. E’ il caso delle numerose norme sugli affitti brevi, che hanno come obiettivo (ed effetto) impedire l’utilizzo delle abitazioni in modo tale da soddisfare la domanda di chi, per turismo o lavoro, deve soggiornare per periodi limitati in un certo posto. Si tratta di un meccanismo infernale soprattutto nei periodi di alta richiesta, come le prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Eppure, sotto questo profilo, cattive notizie si sommano ad altre cattive notizie.

Avevamo già commentato i divieti di lock box che stanno proliferando un po’ ovunque e le misure punitive contenute nella legge di bilancio, fortunatamente attenuate nelle ultime revisioni. Adesso la notizia è che una sentenza della Consulta ha confermato la costituzionalità della legge regionale toscana sul tema, di fatto dando il via libera alle regioni che vogliono legiferare in materia. Il fischio del liberi tutti non è passato inosservato: nel giro di poche ore, la regione Emilia Romagna ha seguito le orme della Toscana.

Che fare? La pronuncia dei giudici costituzionali suggerisce che la litigation è una strada sbarrata: l’unica via per ripristinare la pienezza del diritto di proprietà è convincere la politica di quanto assurde e controproducenti siano le limitazioni. Un esempio di come la difesa del diritto di proprietà dovrebbe essere organizzata viene da Venezia, dove il tema è comprensibilmente caldissimo. La giunta aveva varato un regolamento molto restrittivo; le opposizioni chiedono addirittura una moratoria e norme ancora più draconiane. La delibera è stata presto sospesa grazie al lavoro di numerose associazioni di proprietari (Abbav, Breve, Agata, Confedilizia, Fiaip e Prolocatur) che hanno scelto di combattere la propria battaglia a viso aperto.

Il caso di Venezia è interessante anche perché rappresentativo dell’andamento delle città storiche del nostro Paese. Il processo di spopolamento del centro storico ha avuto inizio negli anni Sessanta e non si è interrotto neppure nei vent’anni di applicazione dell’equo canone (1978–1998), al termine dei quali si è registrato un ulteriore decremento della popolazione di circa 30.000 residenti. La diffusione delle locazioni turistiche a Venezia può essere interpretata sia come effetto delle dinamiche migratorie sia come una strategia adottata da numerosi cittadini per continuare a risiedere in una città la cui economia risulta fortemente dipendente dal settore turistico. Tale fenomeno ha inoltre consentito il recupero di immobili da tempo abbandonati, a carico dei proprietari privati, contribuendo a processi di rigenerazione urbana e di riqualificazione del patrimonio immobiliare privato

Non sappiamo come la questione andrà a finire, a Venezia e nel Paese: sappiamo però che in ballo c’è qualcosa che va al di là del legittimo interesse dei proprietari di appartamenti a Venezia o altrove. Regolamenti che limitano l’uso dei loro beni da parte dei proprietari, anche quando questo non comporta alcun danno per terzi, sono del tutto equivalenti a un vincolo sulla proprietà stessa, e hanno i medesimi effetti di un prelievo forzoso.

Istituto Bruno Leoni

Pubblicato in : Editoriale

Info Istituto Bruno Leoni

L’Istituto Bruno Leoni è nato nel 2003 per promuovere le “idee per il libero mercato”.
L’IBL vuole dare il suo contributo alla cultura politica italiana, affinché siano meglio compresi il ruolo della libertà e dell’iniziativa privata, fondamentali per una società davvero prospera e aperta.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti