Parliamoci chiaramente. Che senso ha, oggi, per noi laici, liberalsocialisti, repubblicani e riformisti stare in questo centrodestra dominato sostanzialmente da un tipo di cultura clerico-leghista ed affarista che nulla ha a che fare con la nostra storia e tantomeno con i nostri ideali. Che senso ha stare in questo centrosinistra occupato da un tipo di cultura, quella catto-comunista e giustizialista che è stata da sempre la più strenua oppositrice del riformismo laico e socialista. Che senso ha stare in questo centro, il cosiddetto terzo polo, completamente disomogeneo e senza una cultura di riferimento ma soprattutto senza una prospettiva politica comune per il futuro. Dov’è la nostra anima, il nostro coraggio. Perche’ continuiamo a farci schiacciare da chi ancora oggi sia a destra che a sinistra ci apostrofa come “ladri”. Non è più tempo di inutili opportunismi, non è più tempo di fare gli “servi sciocchi” di questa sinistra o di questa destra. 19 anni sono passati dai tragici e tristi eventi di “tangentopoli” e se una cosa in questi anni è stata provata è il fatto che la nostra vituperata e ferita cultura politico-istituzionale di stampo liberal-socialista e riformista non ha trovato spazio in nessuno degli attuali contenitori politici. Questi scatoloni disomogenei non ci rappresentano. All’interno di questi schieramenti politici gli autentici liberali, repubblicani e riformisti, e ce ne sono, non hanno voce e spesso sono emarginati. Quanto a noi , che senso ha ancora oggi ritenere di essere stati nel giusto per aver tenuto la barra a sinistra? Precludendo un percorso comune con quei laici, liberalsocialisti che hanno scelto il centrodestra? E allo stesso modo che senso ha ritenere di aver avuto ragione in quanto si è scelto la destra berlusconiana o finiana? Ritenendo i socialisti di sinistra i soliti massimalisti? Che senso ha continuare a farci del male. Cio’ vale per i socialisti, per i socialdemocratici, per i repubblicani come per i liberali. Non pensate sia giunta l’ora di una svolta, di dare un senso alle nostre idee, ai nostri valori e alle nostre azioni? Non pensate sia giunto il momento di dar vita ad un nuovo movimento che abbia le radici nella nostra cultura liberalsocialista, riformista, umanista e repubblicana? Liberiamo le nostre menti da lacci e lacciuoli, da falsi dogmi di destra e di sinistra, da facili opportunismi che hanno le gambe corte. Cominciamo a ragionare con la nostra testa, andiamo oltre gli obsoleti concetti di destra/sinistra. La seconda Repubblica ha fallito. Oggi, noi cittadini, siamo più poveri e meno telati di quanto lo fossimo 20 anni fa. Pd e Pdl sono riusciti, in vent’anni, ad abbassare quel benessere generalmente diffuso che altri, prima di loro, avevano contribuito a creare. E’ l’ora di una emancipazione autonomista, l’unica che ci può salvare. Cerchiamo insieme una nuova casa politica comune: la nostra. Ricominciamo a dialogare, via internet, via stampa, nelle piazze. Portiamo avanti battaglie comuni nei comuni, nelle provincie, nelle Regioni, in Parlamento. cominciamo una politica attiva di dialogo con chi culturalmente la pensa come noi anche se attualmente dello schieramento opposto. Tiriamo fuori il coraggio, quello stesso coraggio che troppo spesso i nostri dirigenti nazionali non hanno. Cominciamo a costruire l’avvenire insieme, da qualunque parte politica oggi ci troviamo. Cominciamo ancora a parlare alla gente, a chi ha voglia di costruire e non di distruggere. Dobbiamo essere avanti, al di la’ del muro. Ridiamo entusiasmo e voglia di partecipare alla nostra gente, al nostro popolo. E’ un momento storico importante cerchiamo di non farcelo sfuggire. Cogliamo l’attimo
Massimo Stefanetto (Monza e Brianza)

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