Care/i compagne/i ed amiche/ci
che ho conosciuto nell’esperienza del Polo laico, liberale e socialista,
nel Gruppo dei 101
e tra gli lettori/partecipanti di Pensalibero,
compagne/i ed amiche/ci con i quali ho condiviso molte battaglie,
l’esperienza indimenticabile dei giorni di Bertinoro
e la costatazione del fallimento dell’ennesimo partito cartolare (quello di
Nencini) richiamante la tradizione socialista tanto cara a tanti di noi,
Berlusconi finirà a breve o a lungo, tra un mese o molto di più.
Cadrà per iniziativa, l’ennesima e fastidiosissima, della Magistratura o per
altro, ma finirà.
Lunga vita e felicità (non solo sessuale) auguriamo all’uomo Berlusconi, ma
nel momento che lascerà Palazzo Chigi tireremo tutti (o quasi tutti) un sospiro
di sollievo, anche molti del centro/destra.
Nel momento in cui uscirà di scena dobbiamo renderci conto che lascerà intatto
come anni fa il problema della riforma della Giustizia.
Lascerà intatta la contrapposizione di un partito sedicente garantista
) ed un partito sedicente legalitario (interno al centro/sinistra. Una battaglia
strisciante, avvilente e pericolosa su cui si è poggiata la seconda
repubblica.
Scrivo a Voi per proporre un’iniziativa in questo campo.
Dare vita ad una battaglia su questo solo tema, dare impulso a proposte
ponderate di riforma della Giustizia coinvolgendo forze politiche e
Parlamentari su questo tema scottante, solo su questo tema.
Parlo di proposte ponderate e metto le mani avanti per scongiurare il pericolo
di certe sviolinate ideologiche con proposte che sono solo di bandiera se non
vanno inquadrate in riforme organiche e rigorosamente attente sugli aspetti
tecnici.
Si eviti per favore di buttare giù, tout court, la richiesta della separazione
delle carriere o l’eliminazione dell’obbligatorietà dell’azione penale che,
prese da sole, sono addirittura pericolose mentre sono, di tutta evidenza,
punti molto determinanti di una riforma di cui noi italiani abbiamo necessità
da anni!
La mia proposta a compagne/i, ad amiche/ci si completa con un invito ad
impegnarci nel referendum sul “legittimo impedimento” che si terrà nella tarda
primavera.
E’ indubbio che, a prescindere da chi l’ha proposto, si trasformerà in un “C.L.
N. contro il berlusconismo”.
Io propongo di dar vita, nell’ambito di questo fronte, alla componente del “NO
del C.N.L.”.
Mentre Berlusconi ed i suoi (chi resterà con lui) istigheranno/inviteranno al
non voto, dare vita ad una componente del C.L.N. che contribuirà al
raggiungimento del quorum in chiave antagonista al berlusconismo, ma allo
stesso tempo si distinguerà dal partito sedicente legalitario e forcaiolo che è
interno al centro/sinistra, almeno a questo centro/sinistra.
Un modo per contarci, per contare un pezzo d’Italia che da posizioni di
minoranza vuol dare il suo contributo come lo ha dato in altre battaglie.
Divorzio, aborto, rispetto delle minoranze di ogni genere:
compagno Scarlino, eravamo proprio maggioranza 150 anni fa quando fu fatta l’
unità d’Italia?
Ricompattiamoci in questo voto e guardiamo avanti.
Sarà il modo migliore per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia.
Gino Di Maro

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