A volte ritornano. Dopo Caimani giaguari e pitonesse si cerca di ammazzare il gattopardo.

Dopo aver ripetuto fino alla nausea macchimmelofaffare Matteo dimostra, tanto lo ripete, di cercarsi un alibi per poterlo fare. Ma è semplicissimo.. per il bene del Paese !!
Per la cronaca, siamo fra quelli che lo ringraziano per aver fatto questa scelta coraggiosissima e sperano di non rimanerne delusi. Per lui ma soprattutto per noi che siamo con la corda al collo e l’acqua alla gola . E speriamo con tutto il cuore che possa viaggiare spedito con pochi bastoni fra le ruote….quelle della fortuna. D’altra parte la narrazione scout, accennava giustamente Damilano, ci offre il quadretto del sentiero non battuto, guidati da un capo esperto
Quinzi Camusso Scelta Civica Fassina e altri, tutti i nemici vogliono Renzi premier.
Intanto assistiamo alla scena quotidiana di Civati e il Matteopardo.
Ogni mattina un iscritto al PD si alza e sa che Pippo dirà la sua diversaopinione mattutina.
Staffetta al Quirinale? Lo scopriremo solo vivendo.
Romano Prodi, a volte ritornano, nega di occuparsi di politica e di volersene occupare in futuro. Voi ci credete?
Intanto Tuttofumo Napolitano nega di avere detto.. “andare a elezioni? Ma non diciamo sciocchezze” e si affretta a spiegare che intendeva .. senza nuova legge elettorale. Certo senza quella è difficile andarci….lo sa anche il gatto. E nessuno le voleva le elezioni, salvo poi urlare, tutti, al voto al voto!
Chiagne e fotte, il cavaliere, a novembre del 2011 dopo essere stato fatto fuori da manidiforbice alias rigormonti alias gigarobot. E dopo l’avvento di Passera con il suo piano per l’Italia mai nato o morto fanciullo, minestra oggi riscaldata dal golpino golpetto e oggi riesumato rivisto e corretto, e presentato contestualmente al lavoro friedmaniano ammazziamo il gattopardo. Cosa non si farebbe per recuperare un attimo da primadonna. Tanti piani senza la minima attuazione.
NO ci rifiutiamo di accennare a Fornero, che ci vengono i ponfi (i bubboni per i fiorentini ).
Siamo in una gabbia di matti e non c’è la chiave, dice uno che passa per caso e tira innanz…
Ecco dunque il buon Ricoletta , ottimo capostaff studioso serio benvoluto ben amato ma senza il carisma del leader ma soprattutto senza aver combinato una beata mazza.
Una conferenza stampa monotonica, fuori luogo e fuori tempo, come se si fosse a inizio legislatura e relativo governo.
Il giorno dopo De Micheli lascia la sala insieme ai lettiani, 4, prima del voto in Assemblea.
Così ci risparmierà le sue vocali incommensurabili e il suo SCIlinguagnolo.
136 si 16 no 2 astenuti .
In fondo gli ultimi eventi hanno dimostrato quanto la politica sembrasse dare forfait mentre il governo era in stallo. Nelle ultime scelte importanti è stata sostituita dalla Consulta con tutte le motivazioni del caso. La decadenza per inammissibilità del porcellum con la riammissione del mattarellum, l’incostituzionalità della fini giovanardi e, di conseguenza un pezzo di svuotacarceri.
Tutto ciò dopo un decennio sano sano.
Secondo alcuni il progetto matteiano sarebbe quello di far fuori Berlusconi mandandolo a scadenza, in una similitudine che gli è cara, come lo yogurth. Nel 2018 il cav. sarà ultraottantene…
Eppure si vocifera di conversazioni fra Matteo e Silvio, prima della scelta. Chissà cosa bolle in pentola.. intanto porteranno avanti le riforme insieme, come convenuto, con una sorta di sostegno esterno, con un’opposizione collaborativa/costruttiva. Si misurerà così la forza riformatrice del new premier. Poi.. se son rose fioriranno. Crea qualche perplessità il governo di legislatura e non di emergenza, dunque costituente, quale dovrebbe essere. E l’ambizione, sempre positiva, deve servire a risolvere prima possibile e non a stagnare, altrimenti si cade dalla padella nella brace.
Intanto Silvio sale al Colle alla testa del drappello e a testa alta.
Dato che l’uomo è sempre uguale a se stesso e siamo tutti dei cloni dei nostri avi,
nelle rimembranze delle antiche massime vetuste ci si imbatte casualmente in un aforisma di Fedro
“Molto spesso, col cambiare del governo, per i poveri cambia solo il nome del padrone”.
Molto spesso ma non sempre..
Non si ferma il vento con le mani. Ora è il suo momento.

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