Bersani propone un’alleanza tra democratici e progressisti (un centro-sinistra più o meno classico) che in un secondo momento (cioè dopo il voto) possa
concordare un’alleanza di governo col terzo polo.

Bersani propone un’alleanza tra democratici e progressisti (un centro-sinistra più o meno classico) che in un secondo momento (cioè dopo il voto) possa
concordare un’alleanza di governo col terzo polo.

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

mi fa piacere di udire che Bersani ha ” una strategia” perchè finora, almeno io, non me ne ero proprio accorto, evidentemente però si tratta della solita strategia di prima delle elezioni e cioè allearsi con Berlusconi allo scopo di fare un sistema elettorale più penalizzante possibile in maniera da vincere le elezioni ma non governare così da ridargli il paese in mano il più presto possibile.Ce la farà la sinistra anche questa volta??Non è facile il compito di Bersani ma ritengo che il masochismo è talmente radicato nel DNA della sinistra che anche questa volta ci riusciranno!!!
Era il 2008, facevo parte del direttivo provinciale del PSI, sostenevo che fu un errore gravissimo infilarci in Sinistra Ecologia e Libertà e che non avremmo dovuto andare a rimorchio del PD bipolarista e antisocialista ma assumere un’iniziativa autonoma nella percezione, già allora evidente, della scomposizione bipolare e della nascita di una prospettiva antibipolare centrista imperniata sull’UDC. Nessuno era d’accordo con me, ciechi a quanto stava accadendo e a nulla valse evidenziare che siccome quanto si percepiva era chiaro, prima o poi l’accordo con Casini l’avrebbe fatto il PD e noi, com al solito, privi di identità e strategia ci saremmo arrivati a rimorchio.
Nella sordità generale e a seguito di attacchi al congresso pronviciale proprio su questa opzione decisi di andarmene. Ritengo tuttora che quella sarebbe stata l’opzione allora vincente, ora non lo so. Penso che Casini (Fini e Rutelli sono morti) pensi adesso a qualcosa di diverso: 1) non porsi più in ottica tripolare o di scomposizione del bipolarismo bensì sostituirsi in quella bipolare, 2) fare un centro largo e tecnico con aggncio al PPE, 3) favorire la scissione nel PD per portarsi a casa i democristiani e per far diventare il PD la sezione italiana del PSE (la Bindi o Franceschini possono rimanere nel PD in quanto oramai in fuori gioco), 4) sostituirsi ed inglobare Forza Italia 5) andare alle elezioni come post Monti, tecnici, nazionali, responsabili, PPE contro PSE e vincerle. E i sociasti? Quelli che erano, sono, hanno votato Forza Italia difficilmente sosterranno il PD che finalmente avrà raggiunto l’obiettivo principale del PDS (ammazzare i socialisti e sostituirli); quelli del PSI magari gli porteranno il nome e la storia, saranno coccolati ma cooptati. Gli orgogliosi resteranno a casa come fanno da 20 anni.
I giovani potrebbero essere attratti da questa cosa nuova che nuova non è ma che nella nebbia politica supportata da adeguata propaganda potrebbe assumerne le sembianze. Una cosa è certa, per il PSI che aveva anticipato i tempi e visto giusto, il PSI assassinato, e per il suo Segretario Bettino sarà l’blio. Per i democristani no, in quel campo ci sarà la rivalutazione storica dei meriti e delle persone e questo accadrà perché il PPE italiano lo faranno, appunto, i democristiani mentre il PSE italiano lo faranno i comunisti.