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La strategia di Bersani

di Mauro Del Bue | 17 Giugno 2012

Bersani propone un’alleanza tra democratici e progressisti (un centro-sinistra più o meno classico) che in un secondo momento (cioè dopo il voto) possa
concordare un’alleanza di governo col terzo polo. 

Dichiarando la sua volontà di presentarsi candidato premier alle primarie Bersani ha anche indicato il suo progetto di alleanze politiche. Certo a bocce più o meno ferme, cioè tenendo presente questa legge elettorale o una legge che non scomponga il quadro di alleanze che questa legge comporta. Fondato cioè sul bipolarismo, che poi diventa, nella nuova accezione, un tripolarismo non autosufficiente. Il terzo polo può cioè presentarsi in autonomia alle elezioni, ma dopo le elezioni deve scegliere da che parte stare. Bersani infatti propone un’alleanza tra democratici e progressisti (un centro-sinistra più o meno classico) che in un secondo momento (cioè dopo il voto) possa concordare un’alleanza di governo col terzo polo. Parte evidentemente dal presupposto che la foto di Vasto può al massimo consentirgli di vincere le elezioni (personalmente ne dubito), ma non gli consentirebbe di governare il Paese. Sarebbe infatti una coalizione ancora più sbilanciata a sinistra della vecchia Unione, con Di Pietro e Vendola che finora si sono caratterizzati per la copertura ad ogni forma di protesta, anche la più irrazionale. E siccome il punto d’arrivo dovrebbe essere l’accordo col terzo polo è impossibile politicamente proporre a Casini di accodarsi alla foto di Vasto come quarto e compiacente soggetto dell’allegra compagnia. Per questo Bersani pensa a un’alleanza che, anche se dovrebbe comprendere Sel, non comprenda l’Idv (troppi sono i punti di dissenso con Di Pietro e inservibile sarebbe il piatto da proporre a Casini). Personalmente penso che si tratti d’una proposta giusta e motivata, da sostenere. Non saranno certamente i socialisti a lamentarsi dell’eventale esclusione del Torquamada Di Pietro, l’uomo del giustizialismo e del populismo più estremi che hanno sempre fatto parte della cultura della destra più che dell’anima della sinistra dmocratica. E credo anche che l’accordo col centro sia una buona cosa. Regalare alla destra Casini e il terzo Polo è assai rischioso. E il pericolo Grillo non lo si combatte alimentando il tasso di grillismo, ma rilanciando l’offerta di buona politica e di buon governo. Inseguire Grillo sul suo versante è come offrirgli un motore, e condurlo più velocemente al traguardo. A me pare un suicidio. Gli italiani devono essere messi di fronte alla proposta di un governo ampio, forte e risoluto, in grado di far ripartire la crescita economica e di mediare con le parti sociali, di essere più incisivo sul versante europeo e a sostegno dell’asse Obama-Hollande. Se poi altri candidati, vedasi Renzi, hanno proposte migliori, si facciano avanti. Ma non parlino solo di rottamazioni e di generazioni, parlino di alleanze e di contenuti, per favore. Per quanto riguarda i socialisti ripeto un vecchio detto latino: “Hic manebimus optime”. Dove altro possono infatti collocarsi i socialisti italiani se non in una sinistra riformista che guarda al centro? E allora ritornino nel Psi e vengano a darci una mano.

Pubblicato in : Primo piano

Info Mauro Del Bue

Mauro Del Bue è un politico, giornalista e storico italiano. Già deputato per lo storico PSI e per il Nuovo PSI, attualmente è membro della Segreteria Nazionale del ricostituito PSI, direttore del quotidiano socialista Avanti!

Interazioni del lettore

Commenti

  1. michele

    18 Giugno 2012 alle 19:14

    mi fa piacere di udire che Bersani ha ” una strategia” perchè finora, almeno io, non me ne ero proprio accorto, evidentemente però si tratta della solita strategia di prima delle elezioni e cioè allearsi con Berlusconi allo scopo di fare un sistema elettorale più penalizzante possibile in maniera da vincere le elezioni ma non governare così da ridargli il paese in mano il più presto possibile.Ce la farà la sinistra anche questa volta??Non è facile il compito di Bersani ma ritengo che il masochismo è talmente radicato nel DNA della sinistra che anche questa volta ci riusciranno!!!

    Rispondi
  2. LUIGI

    18 Giugno 2012 alle 16:29

    Era il 2008, facevo parte del direttivo provinciale del PSI, sostenevo che fu un errore gravissimo infilarci in Sinistra Ecologia e Libertà e che non avremmo dovuto andare a rimorchio del PD bipolarista e antisocialista ma assumere un’iniziativa autonoma nella percezione, già allora evidente, della scomposizione bipolare e della nascita di una prospettiva antibipolare centrista imperniata sull’UDC. Nessuno era d’accordo con me, ciechi a quanto stava accadendo e a nulla valse evidenziare che siccome quanto si percepiva era chiaro, prima o poi l’accordo con Casini l’avrebbe fatto il PD e noi, com al solito, privi di identità e strategia ci saremmo arrivati a rimorchio.
    Nella sordità generale e a seguito di attacchi al congresso pronviciale proprio su questa opzione decisi di andarmene. Ritengo tuttora che quella sarebbe stata l’opzione allora vincente, ora non lo so. Penso che Casini (Fini e Rutelli sono morti) pensi adesso a qualcosa di diverso: 1) non porsi più in ottica tripolare o di scomposizione del bipolarismo bensì sostituirsi in quella bipolare, 2) fare un centro largo e tecnico con aggncio al PPE, 3) favorire la scissione nel PD per portarsi a casa i democristiani e per far diventare il PD la sezione italiana del PSE (la Bindi o Franceschini possono rimanere nel PD in quanto oramai in fuori gioco), 4) sostituirsi ed inglobare Forza Italia 5) andare alle elezioni come post Monti, tecnici, nazionali, responsabili, PPE contro PSE e vincerle. E i sociasti? Quelli che erano, sono, hanno votato Forza Italia difficilmente sosterranno il PD che finalmente avrà raggiunto l’obiettivo principale del PDS (ammazzare i socialisti e sostituirli); quelli del PSI magari gli porteranno il nome e la storia, saranno coccolati ma cooptati. Gli orgogliosi resteranno a casa come fanno da 20 anni.
    I giovani potrebbero essere attratti da questa cosa nuova che nuova non è ma che nella nebbia politica supportata da adeguata propaganda potrebbe assumerne le sembianze. Una cosa è certa, per il PSI che aveva anticipato i tempi e visto giusto, il PSI assassinato, e per il suo Segretario Bettino sarà l’blio. Per i democristani no, in quel campo ci sarà la rivalutazione storica dei meriti e delle persone e questo accadrà perché il PPE italiano lo faranno, appunto, i democristiani mentre il PSE italiano lo faranno i comunisti.

    Rispondi

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