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LA STORIA SI RIPETE

Di Giancarlo Magni Per la seconda volta in vent’anni la politica sta per essere commissariata dalla magistratura. Puo’ sembrare un paradosso. ma solo salvando Berlusconi si potranno evitare conseguenze drammatiche per il paese.

di Giancarlo Magni | 28 Febbraio 2011

La Prima Repubblica cadde per via giudiziaria. E le conseguenze che vennero da quel cambiamento così anomalo e traumatico sono costate tantissimo al Paese in termini economi, politici ed istituzionali. Ora a distanza di quasi vent’anni la storia si sta ripetendo, anche perché la novità rappresentata da Berlusconi ha cessato ben presto di essere una novità, in termini politici. Lungi dal portare avanti la “rivoluzione” promessa, cosa che avrebbe potuto impedire il ripetersi di quanto già accaduto, il berlusconismo si è limitato a rincorrere l’emergenza gestendo, e non sempre al meglio, l’esistente. L’ attacco giudiziario senza precedenti sul Presidente del Consiglio, per la nostra analisi non importa se giusto o no, se in buona o mala fede, può oggi portare ad una nuova fine traumatica della legislatura con conseguenze politiche difficilmente immaginabili ma con danni certi per tutto il Paese. Ancora una volta la politica è inerme e non sa trovare una soluzione. L’opposizione grida ma si dimostra del tutto impotente, senza nessuna proposta realistica per uscire dall’impasse. Il ritornello della richiesta di dimissioni spontanee da parte del Premier, ripetuta all’infinito, rischia addirittura di trasformarsi un boomerang visto quello che sta accadendo sull’altra sponda del Mediterraneo. La maggioranza si limita a fare quadrato attorno al Premier sperando che salti fuori un qualsiasi tipo di soluzione in grado di salvare capra e cavoli. L’immagine dell’Italia all’estero precipita ai minimi storici perché, oggettivamente, quello che sta accadendo da noi, è difficilmente comprensibile per qualsiasi opinione pubblica occidentale che non sa e non conosce tutte le anomalie di quest’ultimo ventennio. Si capisce solo oggi, almeno molti capiscono solo oggi, quanto grande sia stato l’errore di aver abolito l’immunità parlamentare per ragioni di pura demagogia politica. Il Costituente nel prevedere quell’istituto aveva infatti capito fin troppo bene il pericolo di un contrasto politica-magistratura senza che entrambe fossero dotate di adeguati strumenti di tutela. Ma piangere sul latte versato non serve ed è del tutto illusorio pensare di rimediare oggi all’errore ripristinando quell’istituto. Serve una soluzione politica. All’orizzonte ce n’è solo una. Un Patto di fine legislatura legato a pochi, essenziali punti programmatici. Fra questi l’approvazione di quelle riforme della giustizia che permettano a Berlusconi di sfuggire alla tenaglia giudiziaria, almeno fino alla scadenza del mandato. In cambio la promessa del Premier di non ricandidarsi alle prossime elezioni. Forse da un punto di vista teorico non è una cosa tanto giusta né per i supporter della maggioranza né per quelli dell’opposizione. Ma è una soluzione realistica o se si preferisce di realpolitik che eviterebbe al Paese un mare di guai non ultimo quello della sua tenuta istituzionale in termini unitari. Una magistratura ancora protagonista della fine di una esperienza politica, che comunque la si voglia giudicare è stata il risultato di una libera scelta popolare, non potrebbe rimanere senza dei forti contraccolpi. Quello della spaccatura dell’unità d’Italia sarebbe uno dei più probabili. Che l’opposizione possa offrire al premier questa sorta di salvacondotto è impensabile. Ma lo potrebbe fare il nascente Terzo Polo, candidandosi così ad un ruolo di grande rilevanza per il dopo Berlusconi. Casini e Rutelli possono svolgere questa funzione, non Fini che, ancora una volta, ha dimostrato tutti i suoi limiti. Non ultimo quello di restare attaccato alla poltrona di Presidente della Camera. Un ruolo che non può svolgere chi vuole guidare attivamente una forza politica.

Giancarlo Magni

Pubblicato in : Primo piano

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gino Di Maro

    5 Marzo 2011 alle 12:19

    Non cambio discorso.
    Voglio solo capire se sei di una generazione (come la mia) che ha visto la guerra fredda, la fine della prima repubblica e tangentopoli.
    O magari sei un giovane.
    Entro volentieri in questo argomento, monetine comprese!

    Rispondi
  2. Silla Cellino

    5 Marzo 2011 alle 00:48

    Non cambiare discorso

    Rispondi
  3. Gino Di Maro

    4 Marzo 2011 alle 18:42

    Silla, ma quanti anni hai?

    Rispondi
  4. Silla Cellino

    2 Marzo 2011 alle 23:39

    Sì, però questa storia di buttare fuori l’altra metà della verità di mani pulite la sento dire da diverso tempo, ma non so proprio quale possa essere e certamente non può essere quella di monetina occhetto

    Rispondi
  5. Gino Di Maro

    2 Marzo 2011 alle 09:33

    Caro Magni,
    una cosa non è chiara su tutto quello che scrivi che, in larga parte, è condivisibile e condiviso almeno da parte mia.
    Dimmi: cosa deve fare la Magistratura?
    Perchè, permettimi per la stima che Ti porto, quanto scrivi è la metà di ciò che è il nocciolo della questione.
    Rischiamo, con la massima franchezza, di continuare a ripetere all’infinito o meglio a mormorare la storiella dei giudici cattivi amici dei comunisti di Occhetto e amici.
    Se vogliamo compiacerci di questo, siamo liberi di farli.
    Buttiamo fuori l’altra metà! Tutta!
    Lo dobbiamo per rispetto ai giovani, per onestà intellettuale e politica, ed alle vittime di tangentopoli.

    Rispondi
  6. puccio cartoni

    2 Marzo 2011 alle 09:27

    Lungi da me difendere l’ambizione ,l’ultranarcisismo ,la sufficienza spocchiosa : non é questo che dicevo . Rileggere ,prego ! Piuttosto noto che la valutazione fatta sul mio commento conferma il clima da bar sport ,da suscettibilità di parte . Sono certo “un anticomunista ” per valutazione e convinzione ,ma la definizione di”strutturale e irriducibile” denota solo avversione da bar sport ,come quell’accenno al “leader maxismo ” ( il refuso appare freudiano ) esemplifica l’ appartenenza acritica. Non so di chi sia “amico” il forlivese Caruso ,che certo esulta per la messinscena delle “primarie” torinesi , e non mi importa di saperlo.Ma non mi pare che la sua cultura sappia indurlo a distinguere tra libera scelta ed unanimismo ,tra elezione ed acclamazione per alzata di mano.

    Rispondi
  7. Giancarlo Magni

    1 Marzo 2011 alle 12:40

    I tanti commenti dimostrano, al di là delle opinioni su Berlusconi, che esiste in Italia una grossa anomalia e questa, spiace dirlo, è il ruolo assunto dalla Magistratura che agli inizi degli anni ’90 per una serie di circostanze favorevoli, sistema politico bloccato, corruzione conseguente, bisogno del PCI di accreditarsi come partito democratico dopo il crollo del comunismo, voglia di rivincita del potere economico, ha assunto uno spazio “tutto politico” all’interno della società. Berlusconi è la risposta, se si vuole sbagliata, che la società ha prodotto. In quel periodo non c’era altro e purtroppo non c’è molto altro anche oggi. La situazione ora è aggravata dal fatto che dopo quasi un ventennio Berlusconi ha mostrato tutti i suoi limiti. Servirebbe una nuova soluzione questa volta però “politica”. Una risposta affidata ancora alla Magistratura farebbe precipitare il Paese nel caos. I magistrati diventerebbero i nostri “ayatollah” e quella italiana una Repubblica “etica”. Il Paese si spaccherebbe perché, retorica a parte, la nostra unità è ancora fragile. Se il PD avesse coraggio farebbe lui una proposta sul tipo di quella ipotizzata. Ma non la farà anche se tante delle riforme, giustizia compresa, che vuole la maggioranza le farebbe anche il PD, se fosse da solo al Governo e non esistesse il problema rappresentato da Berlusconi. Ecco perché c’è il rischio che la storia si ripeta. Per non farla ripetere ci vuole una nuova proposta. Sempre che non si voglia, sia pure inconsapevolmente, far rimanere Berlusconi al governo.

    Rispondi
  8. pietro caruso

    1 Marzo 2011 alle 11:24

    No caro Cartoni,
    tutto mi si può dire ma non che le mie siano chiacchiere da bar sport, che non frequento, per altro. Se mai il vero motivo della sua irritazione è presto detto: Berlusconi è l’ultimo campione di un mondo che di socialista e di liberale non ha nulla ed è il campione dell’antipolitica di destra, di centro e di sinistra. Dietro quella maschera non viene nascosta l’enorme ambizione personale, l’ultranarcisismo, l’autosufficienza verso chi bene consiglia, l’emarginazione e sottomissione dei deboli avversari. Attenzione io non sono fra coloro che pensano che le cause della nostra decadenza attuale siano imputabili solo a lui. I ritardi della sinistra storica e in particolar modo gli errori politici e culturali del Pci sono alla base della condizione di sofferenza in cui vive la sinistra democratica italiana povera di idee ed anche di sentimenti. Solo che non vedo come si possa difendere (soprattutto se si è stati socialdemocratici o socialisti) il leader maxismo di un modello di partito-persona che non ha un vero gruppo dirigente, non seleziona mai in modo ponderato la sua classe politica, non convoca mai congressi ma li riduce a convention concentrati su se stesso, ama tutto quello che è potere, mentre disprezza la cultura, il giornalismo, la scuola e l’università a meno che non direttamente funzionale ad un disegno di privatizzazione e condizionamento in cui spesso ha un interesse personale o di gruppo aziendale. Se la cosiddetta sinistra ha bruciato Prodi, Amato, D’Alema, Veltroni in soli otto anni sull’altare delle proprie contraddizioni e magagne, la destra ha avuto un solo campione dietro al quale c’è il diluvio. Chi sarà il successore di Berlusconi? Tremonti? Formigoni? Letta? Lupi? Alfano? E’ un rebus irrisolvibile. Se fossi un anticomunista strutturale e irriducibile come lei Cartoni questa preoccupazione me la porrei comunque. O è un quesito troppo pacchiano in una democrazia matura? E’ una curiosità troppo insistente? In ogni caso sulla durezza delle questioni e delle analisi sono sempre disposto a incrociare il fioretto e la spada. La mia educazione politica e culturale ha profonde radici e non si è formata al Cepu (dell’amico di Dell’Utri).

    Rispondi
  9. puccio cartoni

    1 Marzo 2011 alle 09:36

    “il politico più cinico e amorale dal secondo dopoguerra “: forse Berlusconi sarebbe anche contento che il buon Caruso lo consideri comunque un “primo”,un “più di “, ma in realtà l’ affermazione é falsa . Se B. è il padrone e pretende di esserlo , cosa dire di coloro che spadroneggiano facendo finta di blandirti ? Ad esempio ,Prodi ha fatto quello che ha voluto con i poteri a lui concessi ( ma non con i suoi soldi ) ,compreso la perpetuazione del vitalizio anche dopo lasciata la carica di Presidente europeo (bella invenzione, però ), ed i soliti beoti lo considerano ancora un santo profeta . Purtroppo é la mentalità del tifo da bar sport che ha inquinato il “pensiero politico” delle masse , e senza valori ,o con valori d’accatto (come quello acritico dell’eguaglianza ,sbandierato solo quando qualcuno ti sopravanza),la strada si fa in salita per tutti. E lo dimostrano le argomentazioni alla Caruso ,i plausi alla Paulette e le voci ricorrenti dei vari Polifemi
    che animano le nostre discussioni “politiche” da bar sport.

    Rispondi
  10. bruno filipponi

    28 Febbraio 2011 alle 23:22

    Non sono assolutamente daccordo con il contenuto dell’articolo.
    Si dimentica che la magistratura ha l’obbligo di intervenire in ipotesi di reato, pertanto se reato ci sarà lo vedremo al termine dei processi che niente hanno a che vedere con la politica.
    Se la legislatura terminerà per questo lo si attribuisca alla politica, o non politica, e non alla magistratura.
    Saluti.

    Rispondi
  11. Fort

    28 Febbraio 2011 alle 22:36

    “..Naturale, secondo la legge fisica che non esistono spazi vuoti, lui li riempia..”

    Per fortuna, dico io! Pensi Lei se non ci fosse stato nessuno!

    Rispondi
  12. Giampaolo Mercanzin

    28 Febbraio 2011 alle 19:06

    Solo per precisare a Pietro Caruso che non do e non voglio dare ragione a Berlusconi. Prendo tristemente atto che i sotterfugi di questa sinistra (sinistra????) brancaleone, senza identità, gli consente di governare in carrozza.
    Naturale, secondo la legge fisica che non esistono spazi vuoti, lui li riempia. Allo stesso modo che li riempiono la Magistratura e le OO.SS. E li riempirà fintanto che il popolo gli darà il consenso.
    Io sono un microbo e non posso dare lezioni, ma mi sembra che non vi sia all’orizzonte alcuna organizzazione che si ponga credibilmente al confronto con gli elettori. Deinde?

    Rispondi
  13. pietro caruso

    28 Febbraio 2011 alle 18:06

    Contrariamente a quello che molti possono pensare io dò una certa ragione a Mercanzin soprattutto sul piano storico.
    La mia formazione socialista-liberale mi rende immune dall’amore per il comunismo che considero più ancora che sul piano squisitamente ideologico (non tutta l’analisi di Marx può essere buttata nel bidone dell’immondizia) sul piano pratico un fallimento di portata mondiale. Il “dio che ha fallito” come giustamente fu affermato nel secolo scorso. Contesto però Mercanzin sul piano politico. Lo stombazzamento anticomunista di Berlusconi verso chi è rivolto? Non certo verso i vari Diliberto o Ferrero che neo comunisti sono orgogliosi di esserlo ma verso i post-comunisti che ai tempi del vero Pci erano in “calzoncini corti”, alcuni addirittura con il pannolino dei lattanti. Personalmente l’ho già scritto da diverse parti, compreso questo sito, avrei preferito una sana alternanza fra liberal-democratici e socialisti-democratici, ma questo lusso l’Italia non se lo è potuto permettere perché c’erano la Dc e il Pci, c’erano prima nella storia precedente venti anni di fascismo, due anni di cieco massimalismo socialista, cento anni di monarchia spesso male illuminata, la potenza di uno Stato vaticano pervasivo in ogni atto pubblico della nostra Repubblica.
    Poi è arrivata l’avvenutura del Pdl e del Pd che volevano fare il bipolarismo, ma non sono riusciti perchè l’Italia non è una democrazia matura e se Veltroni ha fallito in un tentativo sia pure generoso, non sarà certo Berlusconi a regalarci un Paese normale. Spolvera un anticomunismo di maniera, ma se ne ha la possibilità sarebbe in grado di mettersi in affari privati anche con un satanasso stalinista degli anni Cinquanta in giro per il mondo. Anzi, forse, qualcosa in tale senso lo ha già fatto.
    I governi delle paure e delle illusioni non sono governi liberali. Mi dispiace che ci siano tanti berlusconiani, tanti vendoliani e pochi liberali e pochi socialisti. I nostri grandi limiti storici e culturali li paghiamo cari e dureranno, temo, ancora in futuro.

    Rispondi
  14. pietro caruso

    28 Febbraio 2011 alle 18:04

    Contrariamente a quello che molti possono pensare io dò una certa ragione a Mercanzin soprattutto sul piano storico.
    La mia formazione socialista-liberale mi rende immune dall’amore per il comunismo che considero più ancora che sul piano squisitamente ideologico (non tutta l’analisi di Marx può essere buttata nel bidone dell’immondizia) sul piano pratico un fallimento di portata mondiale. Il “dio che ha fallito” come giustamente fu affermato nel secolo scorso. Contesto però Mercanzin sul piano politico. Lo stombazzamento anticomunista di Berlusconi verso chi è rivolto? Non certo verso i vari Diliberto o Ferrero che neo comunisti sono orgogliosi di esserlo ma verso i post-comunisti che ai tempi del vero Pci erano in “calzoncini corti”, alcuni addirittura con il pannolino dei lattanti. Personalmente l’ho già scritto da diverse parti, compreso questo sito, avrei preferito una sana alternanza fra liberal-democratici e socialisti-democratici, ma questo lusso l’Italia non se lo è potuto permettere perché c’erano la Dc e il Pci, c’erano prima nella storia precedente venti anni di fascismo, due anni di cieco massimalismo socialista, cento anni di monarchia spesso male illuminata, la potenza di uno Stato vaticano pervasivo in ogni atto pubblico della nostra Repubblica.
    Poi è arrivata l’avvenutura del Pdl e del Pd che volevano fare il bipolarismo, ma non sono riusciti perchè l’Italia non è una democrazia matura e se Veltroni ha fallito in un tentativo sia pure generoso, non sarà certo Berlusconi a regalarci un Paese normale. Spolvera un anticomunismo di maniera, ma se ne ha la possibilità sarebbe in grado di mettersi in affari privati anche con un satanasso stalinista degli anni Cinquanta in giro per il mondo. Anzi, forse, qualcosa in tale senso lo ha già fatto.
    I governi delle paure e delle illusioni non sono governi liberali. Mi dispiace che ci siano tanti berlusconiani, tanti vendoliani e pochi liberali e pochi socialisti. I nostri grandi limiti storici e culturali li paghiamo cari e dureranno, temo, ancora in futuro.

    Rispondi
  15. Paolo Francia

    28 Febbraio 2011 alle 14:46

    Bravo a Pietro Caruso per aver descritto cosi bene la triste realtà italiana.

    Rispondi
  16. Giampaolo Mercanzin

    28 Febbraio 2011 alle 14:18

    Vanno naturalmente consentiti tutti i convincimenti personali, ma non quelli storici documentati da prove inconfutabili.
    Vi è in Italia, mantenuta nascosta dalla maggioranza della nostra “stampa libera” una anomalia che tocca momenti importanti della storia Repubblicana.
    Mi riferisco alla gestione della “piazza”. Credo che in alcun paese della terra sia IMPEDITO a legittimi rappresentanti, di o ufficializzare o presenziare cerimonie pubbliche,da parte di minoranze facinorose. Ultimamente non solo a loro ma anche ad organismi sindacali non “omologati da chi si ritiene proprietario della Costituzione, della Resistenza, della Rapubblica, della VERITA’.
    Il 150° è vicino: lo verificheremo ed il 25 aprile lo dimostrerà. Non è consentito ai cittadini legittimi rappresentanti delle istituzioni nate con la Costituzione repubblicana, di esprimere in pubblica piazza, non i loro personali convincimenti, ma i convincimenti condivisi con la maggioranza degli elettori che li hanno votati.
    Ne è possibile documentare (vedi l’ultimo Paolo Pansa) fatti “spiacevoli” accaduti nel primo dopoguerra o ricordare la veregogna delle foibe, negata alla stessa stregua cun cui si sono negati lo sterminio degli ebrei, i “gulag” sovietici o i “laohai” cinesi: TUTTE VERITA’ IMPOSTE DAL UNA SPAVENTOSA IDEOLOGIA che ha prodotto ultimamente i vari Pol Pot.
    Capisco che fa comodo alla vera “razza padrona” che queste cose non siano conosciute dalle giovani generazioni. L’ignoranza le rende molto sensibili alla demagogia che quella “sinistra” è maestra nel divulgare. Ma alla lunga la memoria storica riesce ad emergere e quelli che si vergognano dei loro nomi passati, dovranno prenderne atto.
    E’ proprio qui che Berlusconi vince quando parla di “Comunisti” ed è inutile che le varie “Bindi” se ne scandalizzino!
    Siamo in grado di prenderne atto o continuiamo a guardare con un occhio solo?

    Rispondi
  17. pietro caruso

    28 Febbraio 2011 alle 13:28

    La seconda volta in farsa

    La storia si ripete. La prima in tragedia e la seconda volta in farsa. Il paragone fra Prima e Seconda Repubblica (pardon, Prima bis) regge fino ad un certo punto. All’inizio degli anni Novanta il fuoco concentrico della Procura di Milano era stato preceduto da uno stillicidio di azioni giudiziarie, denunce fino alla scontro Mafia Stato con l’uccisione di due magistrati e le accuse a Craxi e poi ad Andreotti, per non parlare di bombe e suicidi eccellenti…una sfilza. Qui è un’altra cosa. Berlusconi ha un plotone di avvocati in Parlamento, è riuscito a sottrarsi ai processi decine di volte, è l’uomo più ricco del Parlamento Italiano con rapporti a suo favore che restringono a rango di nano qualsiasi competitore. Ha in mano il Pdl per intero e potere di condizionamento di cinque reti televisive nazionali su sette e di un peso di due quotidiani a tiratura nazionale, due quotidiani nazionali di opinione, quindici testate locali, la più importante casa editrice, le partecipazioni nei sistemi di comunicazione postale, la pesante presenza nel mondo sportivo, la forte partecipazione nel settore edile, la presenza nel settore socio sanitario privato, una rete finanziaria e assicurativa di tutto rispetto, un forte reciproco legame con settori vaticani, con l’Opus Dei, con alcuni settori massonici che non disdegnano fare affari e patti con l’Opus Dei e i suoi bracci operativi, con i servizi della Russia, fino a pochi giorni fa con Gheddafi, con settori conservatori del Partito repubblicano americano, con amici insospettabili anche nel mondo delle imprese private dell’industria, del commercio e della cooperazione. Se anche fosse condannato in primo grado per il “Rubigate” non si dimetterà mai fino al terzo grado e certo non sono reati che prevedono arresto in caso di mancata flagranza. Certo, nonostante la strenua difesa dei moderati e reazionari italiani (che sono più a destra del resto dell’Europa) Berlusconi è un santo, un leader da proteggere. Invece è il peggio che l’Italia e gli italiani abbiano partorito negli ultimi venti anni. Il meno statista dei politici italiani, il più insolente verso Repubblica e Costituzione, il politico più cinico e amorale dal secondo dopoguerra ha conquistato cuore e cervello di almeno un terzo degli italiani. E questa malattia sarà difficile toglierla. Anche io auspico che non cada con una sentenza di un tribunale. Se fossimo un Paese normale, ma non lo siamo, Berlusconi doveva già perdere le elezioni del 2008 ma si sa il “mago di Oz”, “l’arcano tentatore”, il “dolce drago”, “il pifferaio di Arcore”, “Berluskaz” è il dominus delle nostre cronache. Beato il paese che non ha bisogno di padroni e di cavalieri. Non è, però, il nostro caso.

    Rispondi
  18. galgano palaferri

    28 Febbraio 2011 alle 13:19

    Articolo condivisibile. Forse la chiusura l’avrei scritta diversamente: credo che solo l’unione delle forze Laiche, Liberali e Riformiste possano autorevolmente svolgere questa funzione, di richiesta di “salvacondotto”. Anche il terzo polo, nascente e già male assortito, per tanti motivi, non mi pare idoneo per una tale richiesta. Troppo schierato, a volte, troppo di parte e livoroso. Occorre davvero ripartire da zero, occorrono forze nuove, non coinvolte direttamente nelle “randellate” di questi ultimi anni, che ci hanno portato al disastro, da “stallo”.
    IN ALTRE PAROLE, SERVE SERENITA!’
    Galgano PALAFERRI
    coordinatore nazionale
    Unione per le Libertà
    Presidente Circolo PLI
    Città di Torino luigi Einaudi

    Rispondi
  19. Giampaolo Mercanzin

    28 Febbraio 2011 alle 12:52

    Non ho capito cosa c’entrano le “Primarie della sinistra” a Torino con il governo dell’Italia. Forse l’informazione che arriva all’estero ha già stabilito che Fassino sarà il prossimo presidente del Consiglio?

    Rispondi
  20. Paolo Francia

    28 Febbraio 2011 alle 12:10

    Non sono completamente daccordo, anche se qualcosa di vero c’é.
    Credo che non si possano fare paragoni con eventi anche simili ma completamente diversi, Craxi non fece delle istituzioni un Harem con minorenni, quello che vale per i comuni cittadini deve valere ancora di piu’ per chi governa, altrimenti si é in una dittatura e non in una democrazia.
    Sarebbe l’ora di finirla di scusare gli italiani per la loro anomalia, perché un Paese fatto di anomalie non puo’ convivere nella realtà europea che evidentemente non é ancora abbastanza forte da impedire nel suo seno comportamenti simili.
    La vittoria larga di Fassino a Torino dovrebbe essere una chiave di svolta senza anomalie, Berlusconi offende l’Italia e i suoi cittadini, dimissioni subito, processo per le sue molteplici malefatte, e nuove elezioni.

    Rispondi

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