Un’alternanza continua di concerti, opere e balletti, in modo da consentire un “rodaggio” più equilibrato in una stagione che, inevitabilmente, sarà un po’ sperimentale.
Nel presentare la stagione 2014/15 all’Opera di Firenze, il neo sindaco Dario Nardella ha evidenziato come la fase difficile per il teatro del Maggio si stia esaurendo e la faticosa opera di risanamento portata avanti dal commissario straordinario Francesco Bianchi stia avendo un esito positivo, attraverso un piano triennale ambizioso ed equilibrato, che possa determinare – nel 2016 – il pareggio del bilancio. «Si può quindi guardare con più fiducia al futuro» ha affermato Nardella «e già pensare all’insediamento del Consiglio di indirizzo – il prossimo 11 luglio, formato da Enzo Cheli, Vittoria Franco, Micaela Le Divelec e Mauro Campus – che avrà l’importante compito di proporre una terna di nomi, da cui il ministro della cultura Franceschini sceglierà il prossimo soprintendente del teatro».
Da parte sua Bianchi ha ringraziato per «il forte impegno da parte del Comune, che attribuisce ben il 40% dei fondi destinati alla cultura al teatro del Maggio» ed ha espresso soddisfazione per essere riusciti a «riconsegnare il teatro all’amministrazione ordinaria e poter finalmente guardare avanti, auspicando, per il futuro, ad una programmazione di tre anni in tre anni, come in tutti i maggiori teatri europei». Non manca, da parte di Bianchi, un profondo moto di gratitudine nei confronti di Gianni Tangucci, competente direttore artistico che ha saputo realizzare un lavoro straordinario di orditura della programmazione in un momento difficilissimo, riuscendo a mantenere un livello qualitativo elevato.
A questo punto la stagione 2014/15 può partire con maggiore serenità nel nuovo teatro, essendo ormai dismesso il vecchio Comunale, con l’obiettivo di terminare entro il 2016 l’auditorium più piccolo ed ulteriori lavori al palcoscenico. In attesa di ciò, il prossimo cartellone prevede un’alternanza continua di concerti, opere e balletti, in modo da consentire un “rodaggio” più equilibrato in una stagione che, inevitabilmente, sarà un po’ sperimentale.
IL CARTELLONE.
Per quanto riguarda le opere, l’inaugurazione del 25 settembre è affidata ad “Il campiello” di Ermanno Wolf Ferrari, lavoro mai rappresentato a Firenze ed ispirato ad un testo di Goldoni; l’allestimento, in coproduzione con il Verdi di Trieste, prevede la regia di Leo Muscato e la direzione orchestrale di Francesco Cilluffo. Si prosegue con “Cavalleria rusticana” di Mascagni (dal 23/10 al 2/11), che sarà diretta da Giampaolo Bisanti e con la ripresa dell’allestimento di Mario Pontiggia, cui è abbinato, nella seconda parte della serata, il balletto “La luce nel tempo”, una nuova coreografia di Francesco Nappa, con musiche di Haydn.
Grande appuntamento, quindi, con il “Falstaff” verdiano (29/11 – 7/12), che vede Zubin Mehta sul podio e la regia di Luca Ronconi, in una coproduzione con il Petruzzelli di Bari ed il San Carlo di Napoli; scena di Tiziano Santi e, fra gli interpreti principali, Eva Mei, Daniela Barcellona ed Ambrogio Maestri. Titolo di grande interesse è rappresentato da “I puritani” di Bellini (dal 29/1/15 al 10/2), in un allestimento in coproduzione con il Regio di Torino, con la regia di Fabio Ceresa e la direzione di Giacomo Sagripanti. Nella prima settimana di marzo è invece la volta di “Dido and Aeneas” di Purcell, spettacolo dell’Arena di Verona, diretto da Stefano Montanari e con la regia di Marina Bianchi; ad esso è abbinato il balletto “Le jeune homme et la mort”, coreografia di Roland Petit, protagonista la celebre étoile Alessandra Ferri. Chiude la serie delle opere un titolo amatissimo dal pubblico, “La traviata” di Verdi, con Mehta sul podio e la regia di Henning Brockhaus, in una produzione della Fondazione Pergolesi Spuntini (dall’1 all’8 aprile).
Più pensate per i bambini sono le opere “Brundibar” di Hans Krasa (al Goldoni il 18 e 19 ottobre, oltre alle recite mattutine per le scuole) e “Pollicino” di Henze, stesso luogo a fine febbraio, con la regia di Dieter Kaegi. Infine, per completare il quadro dei balletti, ricordiamo “Punto d’azione”, con coreografia di Matteo Levaggi e musiche di Ennio Morricone (al Goldoni a fine novembre) e “Les 4 saisons” (28/12 – 4/1 all’Opera di Firenze) del grande Angelin Preljocaj.
Ricchissimo anche il cartellone dei concerti, dove spiccano l’appuntamento inaugurale con Roberto Abbado il 27 settembre e lo straordinario soprano Violeta Urmana (musiche di Berlioz e Musorgskij), quello con il giovane Andrea Battistoni (5 novembre) e con Mehta insieme all’eccellente violinista Zukerman (3/12), che si presenta anche tre giorni più tardi in veste di direttore. Ritornano i nomi di Daniele Gatti, in un concerto in memoria di Claudio Abbado l’8 febbraio, Ryan MacAdams (14/1), Daniel Oren (14 e 15 febbraio), Federico Maria Sardelli (23/12), Nicolaj Znaider (28/12), ancora Roberto Abbado in una serata in ricordo di Sergio Sablich a dieci anni dalla scomparsa (7 marzo) ed infine di nuovo Mehta a concludere la stagione (10 aprile).
Fra i grandi interpreti emergono i nomi dei pianisti Aldo Ciccolini (18/10 alla Pergola) con l’Orchestra del Maggio guidata da La Malfa, Evgeny Kissin (26 marzo), Maria Joao Pires con Julien Brocal (30 marzo) ed Andras Schiff (19 aprile), tutti quanti in collaborazione con gli Amici della Musica; e inoltre il pianista Rudolf Buchbinder, il violinista Leonidas Kavakos e la sitarista Anoushka Shankar, figlia del celebre Ravi. Molto spazio, inoltre, ai concerti del Coro del Maggio, sotto la direzione di Lorenzo Fratini, che parteciperà anche ad un “mini festival” barocco a novembre presso la Chiesa di Santo Stefano, con concerti diretti da Stefano Montanari e Federico Maria Sardelli.
Infine qualche anticipazione sul 78° Maggio del 2015: inaugurazione con “Fidelio” di Beethoven con la direzione di Mehta, quindi Daniele Gatti con “Pelléas et Melisande” di Debussy (regia di Daniele Abbado) e l’opera contemporanea “Lo specchio magico” di Fabio Vacchi, su commissione dello stesso Festival.

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