
Dopo la pausa di agosto, riprende l’attività del teatro del Maggio con una celebre opera di Georges Bizet, Les pêcheurs de perles, che andrà in scena martedì 16 settembre alle 20:00; le altre tre recite previste in cartellone sono nei giorni 19 e 23 alle 20:00 e domenica 21 alle 15:30. Si tratta di un allestimento ripreso dalla Staatsoper Unter den Linden di Berlino. Sul podio della Sala grande del Teatro, alla guida dell’Orchestra e del Coro del maggio, vi è il maestro Jérémie Rhorer, mentre la regia, firmata da Wim Wenders, è ripresa da Derek Gimpel ed è portata in scena per la prima volta in Italia. Nel cast vocale figurano Hasmik Torosyan (Léila), Javier Camarena (Nadir), Lucas Meachem (Zurga) e Huigang Liu (Nourabad).
Les pêcheurs de perles, opera in tre atti sul libretto di Michel Carré ed Eugène Cormon, venne composta da Bizet nel 1863, quando Il musicista francese era appena venticinquenne. L’opera denota un soggetto esotico, seguendo una moda tesa alla ispirazione orientale, che era particolarmente in voga in Francia nella seconda metà dell’Ottocento. Infatti, l’isola di Ceylon, costituisce lo sfondo di una storia d’amore formata dal classico triangolo: la sacerdotessa di Brahma Léila, amata sia dal pescatore di perle Nadir, sia da Zurga, capo dei pescatori e amico stretto di Nadir; tuttavia Léila ama proprio quest’ultimo e di conseguenza Zurga dovrà sacrificare i propri sentimenti, rinunciando sia alla donna amata che all’amico fraterno.
Il maestro Jérémie Rhorer, che debutta al Teatro del Maggio, dirige anche per la prima volta l’opera di Bizet: “Durante la mia carriera, non ho diretto con frequenza le opere del musicista francese, per cui sono contento di affrontare Les pêcheurs de perles” ha dichiarato Rhorer “e ultimamente mi sono particolarmente interessato ad approfondire i rapporti tra la musica italiana e quella francese. Prendiamo Puccini, che è da sempre il mio preferito e, venendo proprio ai Pescatori di perle, un interrogativo assai stimolante che nasce dall’ascolto di quest’opera è il verificare fino a che punto il musicista toscano la conoscesse e l’abbia utilizzata come modello in alcune sue opere. Infatti ci sono tanti aspetti di questa opera di Bizet che sembrano ritrovarsi come in un’ideale relazione gemellare in più pagine pucciniane”.
La regia dell’opera di Wim Wenders, che, come sopra ricordato, è ripresa da Derek Gimpel, presenta una scena essenziale, delle proiezioni con tratti foschi, e dei costumi piuttosto semplici, facendo sì che lo svolgersi del dramma sia il vero protagonista. Queste alcune parole di Wenders in occasione della prima berlinese del 2020: “Questa opera è secondo me poco eseguita e dunque il mio desiderio era quello di esporre la storia il più possibile e di raccontarla in modo da indurre o incoraggiare lo spettatore all’ascolto attraverso tutti i nostri mezzi. Non volevo che il pubblico uscisse ricordandosi di aver visto qualcosa di grandioso, ma volevo lasciare la sensazione di aver scoperto questa musica e soprattutto che sia stata la musica a raccontarvi la storia”.
Per informazioni e per l’acquisto dei biglietti si veda www.maggiofiorentino.com
Luca Summer

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