
Questa strumentale contrapposizione, in grado di garantire vita e vegetazione alla destra più improbabile d’Europa per lustri , si basa su pochi assunti sempre uguali e con l’obiettivo di eliminare prima di tutto qualsiasi tentativo eccentrico rispetto all’elementare definizione dei ruoli identica dal 1994, si tratti dei “sindaci cacicchi” del 1996 o dei disturbatori arancioni del 2011, riproponendo sempre due immutabili modelli che chiamerò “ Alcatraz” e “ Macondo”.
Il modello Alcatraz è quello sul quale è stato costruito il Pd, a vocazione maggioritaria o minorataria che fosse . L’alternativa alla destra può venire solo in un’area politica che – in origine ormai talmente lontana da averne perso sostanzialmente memoria, come non si aveva più memoria della legge vigente nel penitenziario sull’isola – era quella dell’ex Pci- sinistra Dc. Nel territorio sono ammessi anche estranei alle tribù politiche dominanti, ovviamente abitando nelle celle e non certo nei piani istituzionali , godendo anche di qualche libertà di movimento, che trova il suo limite principale nel fatto che non si può andare da nessuna altra parte essendo su un’isola e nell’intervento delle guardie e dei capi reparto che alternano bonarietà piacentina al rigore sabaudo per mantenere la situazione calma ed in ordine, in maniera che il misterioso e distante Direttore dalle fattezze ignote ( pare in realtà siano due , che si alternano, uno con severi baffetti e sorriso sardonico ed uno con una certa pinguedine che gli attribuisce una inesistente maggiore bonarietà ) possa dedicarsi alle sue altrettanto misteriose incombenze maggiori , interrotte solo di tanto in tanto per ordinare la punizione ed il rientro in cella di qualcuno che si è scordato la sua condizione di detenuto o subordinato.
Il modello complementare più che alternativo è quello di Macondo , inesistente città della felicità costruita intorno ad un rispettato e rispettabile combattente di più di cento battaglie tutte rigorosamente perse . La felicità coincide con l’essere in pace con sé stessi, ripetendo sempre le stesse cose avvolti in una nuvola di fumo creativo o seduti intorno ad un sacerdote autoproclamatosi unico interprete del Fatto della Giustizia ovvero all’ascolto di un predicatore urlante dalla montagna web. La sinistra sempre talmente “contro” da non ricordarsi più nemmeno “per” cosa sia nata, al punto da far giustamente dubitare che i suoi predicatori abbiano anche solo a che fare con la sinistra, vive felice così , dividendo il proprio tempo fra il lancio di invettive politiche contro tutti e la ricerca ossessiva dell’inviato del Nemico che si è infiltrato nella Città Felice e che si palesa proponendo orride tattiche di alleanza dopo aver raggiunto un ruolo qualsiasi di responsabilità , fosse quello di sindaco di Parma o di segretario di struttura di Canicattì.
Fuori da questi due luoghi, politicamente parlando, non possono esserci per definizione che velleitarismo, personalismo, in una parola disturbo , da eliminare attraverso il ritorno nei confini tracciati o il disconoscimento e l’esilio politico .
Nel frattempo però è successo che il mare ha ristretto sempre più il territorio dell’isola di Alcatraz senza che il Direttore di turno desse troppo ascolto al capo dei Guardiani che si permetteva di segnalare le sempre più frequenti fughe mentre molti abitanti della città di Macondo hanno deciso che cento anni erano abbastanza ed hanno lasciato la città in mano a pochi banditori che la governano sempre più con urla e minacce che con la distribuzione di fiori e collanine. Ed è successo che la gente proveniente tanto da Alcatraz che da Macondo si sia ritrovata nei vari Municipi d’Italia, a partire proprio da quello di Milano, accomunata dal desiderio di scrivere una storia diversa da quelle fino ad allora conosciute e, come per miracolo, abbia scoperto di essere in grado di scriverne, pur con la necessaria fatica e senza trovare scorciatoie effimere, molte di più e diverse , aventi però in comune un fondale color arancione tessuto di volontà di lavorare assieme, scelte di cambiamento molto più pragmaticamente radicali di quelle sognate e mai realizzate, di volti di uomini e donne che decidono di “dare” e non di “chiedere” .
al di là della fortuna e della capacità che le amministrazioni ed i singoli sindaci ed amministratori sapranno esprimere, è stato dimostrato che esiste un’altra via, nuova ed antica allo stesso tempo, per essere di sinistra, per una politica fatta di partecipazione e passione, per un senso dello Stato e delle istituzioni che non debba scendere a patti sul piano dell’etica ed al contempo sia in grado di affrontare con realismo e pragmatismo i problemi reali e quotidiani.
Einstein disse: “solo gli stupidi ripetono gli stessi esperimenti con le stesse modalità aspettandosi risultati diversi”. E se questa volta si provasse a cambiare metodo, oltre che ricercatore, una occhiata non superficiale ai municipi arancioni potrebbe essere utile.

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