
Ora la sinistra sarà accontentata. Se vince Kerry il dialogo degli Usa con gli alleati riprenderà in grande stile. Solo che l’oggetto del confronto non sarà costituito dalla messa a punto delle modalità del ritiro delle truppe americane dall’Iraq ma dalla discussione su quante truppe manderanno gli alleati perché non si può lasciare l’America da sola in questa lotta. Come ha detto l’Albright la posizione di Kerry è “multilaterale se si può, unilaterale se si deve”. L’America quando sono gioco sicurezza nazionale e interessi geopolitici è una sola e non due come pensano Prodi e Fassino. Allora se vince Kerry e poi nel 2006 vince Prodi che faranno i Nostri eroi sotto le pressioni diplomatiche, questa volta però multilaterali, degli Usa?
Ancora non lo dicono e forse non lo diranno mai ma, ne siamo certi, qualcuno lo sta già pensando. Proviamo a indovinare? Per togliere l’olio dai fiaschi è meglio che nel 2006 vinca Prodi e il 2 Novembre venga rieletto Bush. Perché, insomma, con l’unilateralismo americano non è proprio possibile dialogare.

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