
l’andamento della riunione promossa dall’assessore comunale Graziano Cioni al Convitto della Calza, per contestare la nuova legge elettorale regionale (quella, tra l’altro,che abolisce la preferenza) ha confermato le nostre anticipazioni. Il gruppo che si richiama a D’Alema e a Fassino (Vannino Chiti, Michele Ventura, Graziano Cioni) ha deciso di sferrare il proprio attacco al Governatore Claudio Martini ed ai suoi sostenitori, fra i quali, in primo luogo, Paolo Cocchi, capogruppo al consiglio regionale. Cocchi è stato eletto grazie ai voti di Cioni e correrebbe grossi rischi se si dovesse tornare a votare con il sistema delle preferenze.
Martini, secondo i suoi avversari, va un po’ troppo per conto suo; si è allargato eccessivamente e deve essere quanto meno ridimensionato.
Ma, a cascata, Cioni, Ventura e Chiti si propongono anche un altro obbiettivo: modificare nel partito, gli equilibri nella città e nella provincia di Firenze. Attualmente, infatti, un certo gioco di sponda tra correntone ed esponenti della maggioranza li ha messi varie volte in difficoltà.
A che punto di tensione siano giunte le cose, lo dimostra la risposta piccata del sindaco Domenici a Cocchi dopo la dichiarazione di quest’ultimo sulla “difficoltà di Firenze di interloquire con la realtà regionale” in seguito all’incontro al Convitto della Calza. Tanto piccata, che Cocchi si è precipitato a fare marcia indietro, avendo capito che il sindaco, vecchio sodale di D’Alema, non è arruolabile nell’esercito di Martini.

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