Ogni giorno il governo imbarca acqua tra parlamentari grillini che lasciano il Movimento, assalti a Di Maio e figuracce internazionali. E’ un canotto che galleggia con difficoltà e senza vedere all’ orizzonte un porto sicuro. Ma il PD preferisce stare con i piedi a mollo piuttosto che staccare la spina. Per questo accetta di tutto, anche le cose più scellerate come l’ abolizione della prescrizione. Ad oggi, mentre i 5 stelle nella confusione ideologica che li contraddistingue impongono le loro priorità, la sinistra balbetta senza mai mettere in campo idee qualificanti. Il PD rappresenta una sorta di salvagente per la maggioranza giallorossa fornendo personale politico preparato per sopperire alla incapacità dei ministri grillini. Vivacchia per evitare elezioni anticipate che vedrebbero, secondo i sondaggi, stravincere il centrodestra a trazione leghista. Il punto di svolta saranno le elezioni regionali del 26 gennaio. Il PD crede nella vittoria di Bonaccini. Ma Zingaretti si prepara al dopo. Comprende la situazione di crisi e di stallo e punta in alto. Rilancia. Scuote il partito con una proposta forte . Addio al vecchio PD e si dia vita ad una nuova formazione con nuovi soggetti politici che vadano oltre a gli ex PCI e agli ex DC. Zingaretti guarda alle “sardine”, ai verdi, e alla società che produce ma non è rappresentata. La politica in questi anni è andata veloce, con scossoni e virate elettorali che non erano prevedibili. Ci aspettano mutazioni che potrebbero cambiare l’ attuale scenario. Anche perchè non sarà solamente Zingaretti a muovere la scacchiera.
Roberto Caputo

Gentile dott. Caputo, una persona come lei che ha ricoperti incarichi importanti nel PSI e nelle istituzioni milanesi sa bene come sia difficile stare in una coalizione specie con i 5 Stelle, , sbarbatelli in politica come nei discorsi, a volte sterili, a volte polemici o fuori luogo.Credo che il Pd abbia senso di responsabilità a non ammazare ìla legislatura, ultima spiaggia prima dellelezioni che reglalerebbero alla destra piu’ arrogante e prepotente i veritici della Repubblica. Una destra che stravince alle elezioni politiche porta a qualche considerazione: la prima, l’ellezione del capo dello Stato che deve essere eletto da questo parlamento se si vuole garantire anche l’intoccabilità delle istituzioni repubblicane. Con una maggioranza di destra cambierebbero i numeri a favore di una Repubblica presidenziale, , di un cambio nel senso di strsvolgimento della Costituzione, della eòlezione dei giudici costituzionali, dei consiglio superiore della Magistratura. E poi il pericolo di uscire dall’euro, dell’inflazione che ne nascerebbe, del rischio di trovarsi di fronte ad uno spread alto, del rischio di non poter pagare gli stipendi dei dirigenti pubblici o le pensioni. So che e’ una immagine la piu’ deleteria, ma potrebbe accadere. Per questo dico che il Pd cammina con in piedi di piombo e cerca mediazione su ogni provvedimento. E non bisogna nemmeno fidarsi del capo diel nuovo partito padronale fondato da Renzi che in qualche modo cerca a gomitate di farsi largo. Insomma di fronte al caos appena accennato (la parola piu’ adatta e’ catastrofissmo? , preferisco navigare a vista e pensare che prima o poi passerà una nave che ci accoglierà e ci salverà la vita.. In quanto al Pd Zingaretti cerca di dare stimoli ad un partito semiaddormentato da anni di renzismo, L’apertura agli ambb ientalisti, alla socieetà civile, alle sardine non sono una novità a sinistra, il nuovo soggetto politico e’ un Ulivo riinnovato, ma che ha solide fondamenta nella cultura politica dei democratici. Ben venga, dunque, questo nuovo soggetto se serve a fermare la destra e il suo capo popolo Salvini. Sarebbe grave errore se questa ventata di rinnovamento avvenisse a scapito dell’attuale gruppo dirigente, ormai derenzizzato. Il nuovo partito deve nascere sul corpo del Pd che rappresentano un salto qualitativo riispetto al Novecento con la fusione dellre culture comuniste e cattoliche.. Senza la guida del partito (PD) si tornerebbe indietro. E’ dcio’ che bisogna evitare per il futuro del’Italia, dei giovani, per garantire sviluppo e lavoro.