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La sicurezza del territorio è un’utopia? Fra fango e macerie. Il Governo si sta attrezzando.

Eppure i piani di intervento ci sono stati. Proposti da governi diversi, ma mai portati a termine. Fonti attendibili citano nomi dei piani e dei governi coinvolti.

di Carla Ceretelli | 24 Maggio 2023
Il presidente della Regione Emilia Romagna accanto alla premier Giorgia Meloni nel corso della riunione a palazzo Chigi col Governo sull’emergenza in corso (fonte Governo.it)

“Bisogna ridurre le soglie di rischio sul territorio”.

Lo diceva  Bertolaso nel 2010. Da tempo immemorabile.

“Ma la prevenzione non paga  elettoralmente e politicamente.

Perché non si vede”.

La sua mancanza  e inefficienza si appalesano  soltanto  in emergenza di un cataclisma..

Tentativi per mettere in sicurezza il territorio ne sono stati fatti. Governo Berlusconi con il “Piano del suolo”, fallito per mancanza di risorse. “Italia sicura” del governo Renzi, con ottimi risultati ma subito smantellato dal governo Conte che lanciò il disastroso “Progetto Italia”.

A seguire, Il governo dDraghi, con il suo Piano PNECI 2021.

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 (PNIEC) è lo strumento fondamentale per cambiare la politica energetica e ambientale del nostro Paese verso la decarbonizzazione. Ma  non ha ottenuto  i risultati sperati.

Ora ci affidiamo all’attuale governo, sperando che sia davvero la volta buona. O almeno l’inizio di un serio progetto di  intervento strutturale. Per il tempo che ci vorrà, dato che la bacchetta magica, che tanti pretendono da lei, non ce l’ha neppure il Presidente del consiglio. Già criticata da qualche idiota perchè sarebbe andata nell’acqua ormai fangosa dopo qualche giorno, oggi anche inquinatissima  da batteri e muffe, perché  stagnante dalle fogne da oltre una settimana,   dell’ Emilia  Romagna per farsi vedere e per giunta in camicetta verde!

Ma con maniche arrotolate. Come si suol dire, rimboccandosi  le maniche.

Eh, ma non ha voluto giornalisti al seguito, eh ma c’è andata per farsi propaganda, eh ma sarebbe dovuta andare prima. Dopo che ha lasciato il Giappone e il G 7 prima che terminasse.  Abbiamo sentito tutto e il suo contrario. Giusto per criticare  senza alcuna discrezione e con il  consueto disprezzo.

Comunque pare che siano rimasti in pochi e  le persone di  una certa sinistra illuminata, come amo definirla, se ne stanno rendendo conto.

Tutto sommato la mamma dei cretini  sembra abbia  iniziato a usare anticoncezionali.

Del resto, Il monito di Goya, il sonno della ragione genera mostri, è sempre attuale. Lo vediamo sia a livello della psiche della singola persona sia a livello sociale

Se in Romagna il nuovo modello di mobilità fosse già reale, il territorio sarebbe inagibile anche ai  mezzi di soccorso. Basta un’emergenza per affogare una teoria.  E le migliaia di colonnine da ripristinare? Non solo. Sarebbero divampati incendi catastrofici ed esplosioni, a migliaia: le celle al litio sono pericolose in fase di cortocircuito. Dicono i competenti in materia. Certo, non  la sottoscritta.

Tanto per sottolineare la follia degli  ideologizzati ecologisti  esaperati che fanno, o vorrebbero fare,  scelte senza pensare alle  possibili conseguenze  infauste.

 “Pisa,   6 settembre 2010 – Nel suo messaggio inviato alla Presidenza dell’85esimo congresso della Società geologica italiana  il capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso aveva annunciato che  che ”c’è un versante importante sul quale, chi fa seriamente il lavoro scientifico del geologo, può interagire con la Protezione civile ed è quello della riduzione delle soglie di rischio sul territorio”.

”Non è compito della Protezione civile – ha aggiunto – occuparsi di questa forma di prevenzione strutturale dei rischi, ma delle amministrazioni che hanno la responsabilità della gestione ordinaria del territorio. Su questo punto stiamo raggiungendo pero’ un livello di forte criticità per la sistematica sottovalutazione del rischio esistente, la mancanza di piani e programmi di lungo respiro, la scarsa attenzione ai rischi anche quando conosciuti e incombenti”. ”La mancata prevenzione strutturale – ha concluso Bertolaso – provoca un aumento sistematico delle emergenze e un ricorso sproporzionato agli strumenti propri della Protezione civile. Si verifica, insomma, quello che nel settore sanitario potrebbe essere una sistematica disfunzionalita’ dei reparti di un intero ospedale che provoca il massiccio ricorso alle cure del solo pronto soccorso”. La Nazione.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: berlusconi, cortocircuito, disprezzo, emergenza, emilia romagna, governo, governo berlusconi, italia, la nazione, lavoro, meloni, nazione, palazzo chigi, persone, pisa, presidente del consiglio, renzi, utopia

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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