L’assise regionale del MPA tenutasi a Catania ha il sapore di una chiamata alle armi e di volere riproporre il già visto per questa Regione.
Il Presidente della Regione dichiara di voler trasformare il movimento in Partito. Sue testuali parole “Questo movimento dovrà organizzarsi come un partito. Abbiamo raccolto come potenziale disponibilità a partecipare a questo nuovo progetto 20 mila adesioni, che contiamo di far arrivare a 50 mila e tra questi 50 mila persone certamente noi dobbiamo poter contare su almeno 5-6-7.000 militanti, persone disposte a scendere in piazza, a manifestare per la Sicilia ma anche per ciascun comune”. Il Partito immaginato da Lombardo è un partito di militanza ed obbedienza.
Il secondo dato è che questo nuovo partito insieme al terzo polo dovrebbe raggiungere il 28% dei consensi. Tutta la partita del convegno si è giocata sulla costituzione del Partito e sulle possibili alleanze. In questo scenario il PD, presente con i suoi massimi esponenti regionali, ha semplicemente proposto il superamento del Governo tecnico, le elezioni anticipate e le primarie per la scelta del candidato presidente.
Non si è parlato di lavoro, non si è accennato ai fondi UE che si stanno perdendo in Sicilia per l’incapacità di questo governo per lo stallo amministrativo determinatosi, non si è parlato su quale progetto di sviluppo vengono chiamate le forze politiche a coalizzarsi, non si è parlato di riforme, ma si è inneggiato ad un’alleanza riformista ed autonomista per la Sicilia.
Questa assemblea ha marcato il territorio entro cui il trasformismo della politica siciliana si può attestare.
Noi socialisti ci chiediamo, come lo facemmo negli anni sessanta con la nascita del primo centro sinistra, è possibile creare una alternativa progressista e riformista in Sicilia? Nella proposta di un Governo alternativo il PD, quale maggiore partito del centro sinistra vuole essere della partita o semplice spettatore o peggio raccoglitore delle palle uscite dal campo.
I socialisti siciliani ribadiscono il loro impegno per la costruzione di una alternativa di Governo in Sicilia con tutte le forze politiche del centro sinistra e autenticamente progressiste e riformiste. Inoltre, sollecitano il PD, SeL IdV ad aprire un tavolo di confronto per un programma condiviso, che veda tra le priorità la questione del Lavoro, la riforma della Formazione, l’utilizzo dei Fondi UE con la rimodulazione del POR e la legge elettorale regionale.
di Nino Gulisano
*V. Segretario regionale PSI

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