Matteo, solo i bambini rovesciano il tavolo quando hanno paura di perdere…
Se un giorno qualche storico perditempo vorrà ricostruire e sintetizzare la parabola del renzismo citerà sicuramente la frase pronunciata da Matteino nei giorni scorsi:
“Mi pento di aver personalizzato il referendum”. Vi è contenuta tutta la sua protervia e , più ancora, il profondo disprezzo nutrito per noi cittadini. Ma come ? Un leader basa l’ intero messaggio comunicativo sulla personalizzazione, sulla novità dell’uomo solo al comando”, sulla necessità di rottamare ogni ciarpame, insomma sulla propria “infallibilita”, e poi se ne esce con questa frase sbilenca che svela la fragilità del “piccolo uomo che non sa perdere” ? !
In molti abbiamo definito Matteo Renzi il “figlio naturale” di Silvio Berlusconi, ma adesso ha rivelato di non essere neppure stato capace di raccogliere quell’eredità. Il Cavaliere, dopo avere consultato mille sondaggisti, si era convinto che l’età media del popolo italiano fosse di dodici anni. Matteino nel comunicare, la ha abbassata a sette anni e, per un po’, considerato l’ alto tasso di analfabetizzazione, gli è andata bene. Però, ha poi dimenticato che anche un bambino di sette anni riesce a scandalizzarsi di fronte a chi, per evitare la sconfitta, rovescia il tavolo da gioco.
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La propaganda di Renzi-Boschi-Lotti-Messina dai treni passera’ a francobolli e ambulanze ?
Questa volta pare che l’idea sia di Luca Lotti, il sottosegretario spicciafaccende di Matteo Renzi: diffondere sui treni italiani la propaganda per il referendum di novembre. Non è ancora chiaro se attraverso piccoli depliants, o facendo dipingere il Sì dai graffitari dei vagoni, o semplicemente regalando per il viaggio i quotidiani, ormai quasi tutti filogovernativi.
Non mi stupirei se l’intraprendente Luca Lotti nei prossimi mesi coinvolgesse il ministero competente per l’emanazione di uno speciale francobollo celebrativo, le Poste, per obbligarle ad apporre un timbro su buste e cartoline spedite o con la ripittura in tono affermativo di tutte le ambulanze.
Preciso subito che, per quanto mi riguarda, non sono sfavorevole né alle loro iniziative nè ai loro slogan. Anzi.
Più è grande e intrusiva la propaganda di un cattivo prodotto, e più si ritorce contro i le aspettative dei diffusori.
Proprio come sta accadendo ai magnifici slogan e alle splendide idee di Matteo Renzi e Mariaele Boschi, felicemente ispirati dal guru Jim Messina.

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