Nel grande riscatto del turismo italiano targato 2016, spiagge stracolme e valli affollate, c’è anche la riscossa dei laghi italiani. Non solo dei 69 più grandi a cominciare dal Garda e dal lago Maggiore o di Como ma anche quelli medi e piccoli come il riscoperto lago di Ledro.
Quella del lago è una vacanza col cuore, un turismo anche dei sentimenti. Per il ricordo di sensazioni e sentimenti che inevitabilmente e storicamente un lago può evocare. Letteratura piena. I dati generali sono molto positivi: in questa settimana l’Italia turistica risulta praticamente al completo, solo posti in piedi o in spiaggia dove si può. Anche i laghi fanno bella figura grazie alle nuove strutture costruite come nuovi alberghi, campeggi, spiagge attrezzate, aree surf e quelle terrazze panoramiche che esercitano sempre un fascino discreto e indiscreto.
Fortunata la città che ha un fiume, fortunata forse ancor di più la città che ha un lago. Per esempio i laghi di Mantova rendono unica nel suo fascino la città dei Gonzaga non solo perché se arrivi ad esempio da san Giorgio ti sembra di volare sulle acque e vedi il profilo del castello e della reggia come in un tuffo storico, ma anche perché le stesse rive dei laghi possono essere luoghi (e loghi) di turismo, posti di relax e svago, aree di ritrovo e di eventi.
Pensate alla sponda lacustre del Santuario delle Grazie: barcaioli e caplàs, le piante sull’acqua, la piazza che porta al lago e il lago che circonda il santuario là in alto. Non a caso si diceva ai bambini: vieni in chiesa alle Grazie poi ti porto al lago , oltre a farti vedere il coccodrillo morto lassù attaccato al soffitto. Fascino e favole.
La sfida sta nella valorizzazione. Tra arte, legende e spettacoli.
In Toscana tra i tanti laghi più o meno conosciuti, dal lago dell’Accesa al lago di Montepulciano, c’è il lago di Massaciuccoli , che è un bacino costiero, e deve la sua popolarità non solo alla bellezza dell’ambiente ma anche allo spettacolo, al Festival Pucciniano di Torre del Lago, appunto.
Dicevamo che i grandi laghi italiani sono 69, cioè quelli con una superficie maggiore di 0,5 km2 e sono 500 i laghi con superficie maggiore 0,2 km2, 183 i laghi artificiali, quelli che si sono creati per dighe, degradamenti di colline o sbarramenti: pensate al lago dei Bilancino ma anche al lago di Vagli, provincia di Lucca con quella “torre al centro”. Piero Chiara ambientò melanconici romanzi sul lago d’Orta. Ci sono laghi incastonati tra le cime alpine che sembrano veramente a un passo dal cielo.
Ho rivisto, dopo anni il lago di Ledro, alto Garda, con le sue acque blu limpide e i borghi incastonati nelle insenature da Molina a Pieve. Sali da Riva e una lunga galleria sostituisce la vecchia strada abbarbicata sul costone della montagna. Quattro tornanti e sei a Biacesa, e poi vedi la curva che porta al paese di Prè il borgo che agogna sole, incastonato com’è là sotto lo vede ben poco. Ci fanno la festa del sole ritrovato.
Oltre Pieve c’è Bezzecca, luogo risorgimentale, e paese, con quelli intorno della valle di Concei come Locca, Enguiso e Lenzumo dove nei decenni molti mantovani si erano presi la seconda casa. Subito dopo il vicino Garda c’era il quasi vicino Ledro.
Immaginavo di incrociare qualche centinaia di nostalgici ambientali ed invece ho trovato centri turistici da far invidia anche i più grandi laghi. A Pieve camping, spiagge, terrazze e pedalò che fanno tanto vita di mare spostata sul lago.
E’ proprio vero che dopo un curva puoi scoprire un mondo. Anche un lago che fa cuore.

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