Perfetto! Ci siamo….la Corte dei Conti fa le pulci alla Cassa depositi e prestiti. Di solito il detto popolare dice che “….cane non mangia cane”. Ma qui invece l’eccezione sembra confermare la regola. Dopo lo scontro politica (Istituzioni) magistratura (Mani Pulite) della metà degli anni Novanta assistiamo ora ad una nuova battaglia all’arma bianca tra un ente di controllo dello Stato e della Pubblica Amministrazione e la “banca” degli Enti locali e delle vecchie nuove Province per la realizzazione di importanti opere pubbliche che hanno contribuito allo sviluppo del nostro Paese, seppur con diversi sprechi e indagini della magistratura contabile sulle malefatte di sindaci, presidenti di provincia, assessori comunali e provinciali e dirigenti e funzionari che hanno fatto lievitare ingiustamente il costo delle opere o addirittura facendole finire nel nulla nei sequestri e nelle indagini che non arrivano da nessuna parte della magistratura ordinaria. Lo spunto questa volta ce lo da l’ottimo giornalista economico di La Repubblica il milanese Luca Pagni che per il quotidiano del gruppo L’Espresso ha scritto recentemente un bell’articolo su questa vicenda poco nota al grande pubblico e agli amministratori degli enti locali che ancora chiedono i “prestiti” alla banca dei comuni per realizzare, scuole, palazzine popolari, impianti sportivi e per asfaltare le strade. Scrive Pagni: ” Perplessità per l’intervento a favore delle banche popolari, del fondo Atlante e dell’Ilva. Ma anche una lievitazione delle spese per il personale, in particolare con un eccesso di consulenze. La Corte dei Conti bacchetta la Cassa Depositi Prestiti (Cdp), evidenziando il passaggio da “cassa semi-pubblica, custode del risparmio postale ed erogatrice dei mutui per gli enti locali, a vero e proprio strumento di politica industriale”. E lo fa mettendo in rilievo alcuni rischi e qualche lacuna della trasformazione in atto. Perché in qualche caso, Cdp sta agendo “ai margini del proprio perimetro statutario”. In altre parole, la Corte dei Conti avverte i vertici della Cdp che in qualche caso hanno operato sul sottile confine di quanto è concesso loro dalle regole”. Infatti La Corte dei Conti sottolinea come la Cdp sia sempre più “un operatore anti ciclico a sostegno dello sviluppo del Paese – fornendo credito e capitale di rischio al sistema – in un momento particolarmente difficile dell’economia globale, mobilitando 87 miliardi”. Lo sostiene la Sezione controllo Enti, nella Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Cassa Depositi e Prestiti per gli esercizi 2014 e 2015. Cdp – rileva la Corte – con la crisi economica ha visto accelerare la sua “trasformazione da cassa semi-pubblica, custode del risparmio postale ed erogatrice dei mutui per gli enti locali, a vero e proprio strumento di politica industriale”. Sono aumentate “le richieste di aiuto”, la Cassa è sempre di più “chiamata ad intervenire, proprio in virtù delle sue disponibilità, in situazioni molto critiche”, come “sblocco dei crediti verso la Pubblica Amministrazione, finanziamento di infrastrutture, salvataggi di imprese in crisi (oggi l’Ilva, in passato Parmalat, Montepaschi e Alitalia) o alla ricerca di capitali (Saipem, Fincantieri), interventi in favore degli Enti locali (di rilievo il contratto di finanziamento in favore del Comune di Roma per 4,8 miliardi di euro, allo stato non utilizzato dall’Ente locale), partecipazione al Fondo nazionale di risoluzione ed al Fondo Atlante”. Conclude la Corte dei Conti: la Cdp si pone “sempre più al centro dei rapporti economico-finanziari nazionali, ma con una centralità che non può non suscitare qualche interrogativo”. Il giornalista Pagni poi ci informa che la Corte dei Conti ha deciso di mettere sotto la lente di ingrandimento la Cassa depositi e prestiti anche per quel che riguarda le consulenze esterne. ” I magistrati contabili – aggiunge Pagni – ‘bacchettano’ la Cdp anche per i costi delle consulenze per il piano industriale. Le consulenze, scrivono i magistrati contabili, sono cresciute da 5,5 milioni nel 2014 a 7,5 milioni l’anno scorso e l’aumento è stato giustificato proprio con i costi delle consulenze per la messa a punto del piano. “Il dato assoluto – si legge – alla luce in specie dei richiami legislativi a contenere spese di questa natura, appare invero di rilievo, tenuto conto in particolare che più volte la società ha proposto e realizzato iniziative di riorganizzazione delle strutture e del personale, in specie dopo la costituzione del gruppo Cdp, mediante le quali avrebbe dovuto forse curare un riassetto interno tale da evitare il ricorso sistematico a soggetti non appartenenti alla struttura”. La Corte nota anche che le spese per il personale sono cresciute del 10,2% nel 2015 rispetto al 2014 dopo che già erano cresciute del 5% nel confronto con il 2013″. E dal Governo sulla vicenda silenzio assoluto. Possibile che il premier Renzi che è stato 2 volte presidente della Provincia e sindaco di Firenze non abbia nulla da dire su questo scontro e su questa richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei Conti? O forse è meglio girare alla larga dalla magistratura contabile che in diverse occasioni ha cercato di guardare all’interno dei cassetti della più importante scrivania di Palazzo Vecchio prima dei termini della prescrizione?
I conti della Cassa Depositi e Prestiti nel mirino della Corte dei Conti, la “banca” dei comuni sotto la lente dei giudici contabili.
“La Cassa depositi e prestiti con la crisi economica ha visto accelerare la sua trasformazione da cassa semi-pubblica, custode del risparmio postale ed erogatrice dei mutui per gli enti locali, a vero e proprio strumento di politica industriale”.
Info Cesare Mannucci
Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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