Dato che i rapporti fra Stato e Chiesa suscitano l’interesse nei nostri lettori, approfittiamo della rassegna stampa sulle elezioni presidenziali francesi per verificare cosa succede al riguardo in questo stato.
In Francia tutte le comunità religiose, e non soltanto quella cattolica, esprimono la loro opinione, seppure in modo molto discreto.
Il Vescovo di Aguolême, Mons. Claude Dagens, sta per pubblicare un suo testo intitolato Civismo Cristiano nel quale scrive che “si vive in una società pluralista e secolarizzata” e che la chiesa l’accetta sebbene non si rassegni a diventare “una setta ripiegata su se stessa”. Egli rileva anche “la rivendicazione di un’identità mussulmana” che deve portare i credenti “a testimoniare più risolutamente la novità cristiana in una società laica”. “La preoccupazione non è quella di dare delle indicazioni di voto oppure di affermare che ci sarà un voto bloccato per i cattolici” – continua – “ma di mostrare che la Chiesa partecipa senza difficoltà alle preoccupazioni della società” (Le Monde).
Il mondo cattolico inoltre si interroga se sia meglio astenersi oppure votare scheda bianca nel caso in cui nessun candidato rispetti nelle sue proposte i contenuti fondamentali della fede e della morale cattolica. Il Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia, il cardinale Jean-Pierre Ricard, ritiene che l’astensione “potrebbe avere delle conseguenze perverse”, ovvero l’elezione di un candidato al quale i cattolici “non avrebbero mai voluto dare il loro voto”.
Negli ultimi giorni è stato pubblicato un testo dell’arcivescovo di Bordeaux nel quale egli invita a votare il candidato “il cui programma sembri più vicino” alla visione dell’uomo e della società per quanto riguarda i seguenti punti: il sostegno alla famiglia, legata al rifiuto delle unioni omossessuali, lo sviluppo delle cure palliative piuttosto che “il riconoscimento ad un preteso diritto alla morte”, l’attenzione ai problemi ecologici e, infine, un approccio “generoso, responsabile e rispettoso all’immigrazione”. (Le Figaro)
La Federazione Protestante Francese ha messo a disposizione delle chiese e delle associazioni 11 dossier tematici, fra i quali quelli sulla mondializzazione, sull’immigrazione e sulla famiglia, sostenendo che “non si affianca ad un partito in particolare, ma fa attenzione alle campagne elettorali che si focalizzano su delle questioni politiche”.
La Lega Francese delle Donne Mussulmane ha indirizzato una lettera a Nicolas Sarkozy, candidato dell’UMP, nella quale si lamentano del piccolo spazio riservato alla comunità mussulmana nell’ambito del suo programma elettorale.
Infine, sul sito internet della Grande Moschea di Lione è stato pubblicato un sondaggio secondo il quale il 45 % dei mussulmani voterebbe per Ségolène Royal, il 18,8% per François Bayrou e solamente il 12,9 per Nicolas Sarkozy.. (Le Monde).
Per dovere di cronaca riportiamo che non ci sono stati interventi dei candidati alle prossime elezioni presidenziali in risposta alle opinioni espresse dalle comunità religiose ma, sempre nei giorni scorsi, il settimanale La Vie ha domandato ai candidati in che rapporti siano con la fede.
François Bayrou si considera cattolico praticante, va alla messa e ringrazia Dio per quello che ha ma non obbedisce alla Chiesa quando vota una legge. “Obbedisco alla mia coscienza di cittadino” – ha detto – “e non confondo la fede con la legge. Questo si chiama laicità”.
Per Ségolène Royal “la religione è una questione privata. Sta ai singoli che si riconoscono in una religione dire in che cosa essa sia utile”. M.me Royal ha ricevuto un’educazione cattolica e ritiene che certi valori che lei ha dentro di sé li deve sicuramente al modo in cui è stata educata.
Anche Nicolas Sarkozy è cresciuto secondo un’educazione cattolica, e si ritiene cattolico, ma la religione rimane comunque una questione privata. Infatti, egli ritiene che non si debba essere costretti né a credere, né a rivelare di credere oppure no. “Le religioni hanno il diritto di dire le loro opinioni nei grandi dibattiti sociali” – conclude – “Qualche volta mi dispiace che non lo facciano abbastanza”.
Infine un’occhiata all’ultimo sondaggio BVA, secondo il quale Ségolène Royal perde tre punti percentuali nelle intenzioni di voto al primo turno andando al 24% delle preferenze, mentre Nicolas Sarkozy guadagna 1,5 punti percentuali passando al 29,5% e François Bayrou va la 20% perdendo due punti percentuali.
Al secondo turno, Sarkozy vincerebbe con il 54% delle preferenze contro il 46% di M.me Royal (Le Nouvel Observateur).
Elisabetta Failla

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