A circa un mese dalle elezioni i candidati si stanno affrontando sui grandi temi elettorali.
Il 18 marzo davanti a 4000 socialisti eletti, riuniti a Porte Versailles, Ségolène Royal ha presentato la riforma della istituzioni, come previsto dal suo pacte présidentel, utilizzando per la prima volta il termine VI Repubblica. Ovvero, “una Repubblica nuova dove voi (gli eletti ndr) siete gli attori all’avanguardia” grazie ad “un referendum rifondatore della repubblica ancorata alle tradizioni ma allo stesso tempo rivolta al futuro” (Le Monde, Le Figaro). La nuova repubblica si fonderebbe su quattro pilastri principali: “una democrazia parlamentare rianimata che metterà fine al cumulo dei mandati, una democrazia sociale che farà fare alla Francia un salto verso il futuro modernizzando il dibattito sociale”, la garanzia delle “solidarietà di base” con “il mantenimento dei servizi pubblici su tutto il territorio” e, infine, “la democrazia” (Le Monde).
Nel corso della settimana, M.me Royal si spinge oltre affermando, e successivamente rigettando, addirittura l’idea di un’Assemblea costituente che prepari il referendum istituzionale da tenersi in autunno (Le Figaro). Mentre il candidato dell’UDF, François Bayrou, è in linea di principio d’accordo con Ségolène Royal, di tutt’altro avviso è Nicolas Sarkozy che considera la VI Repubblica come “il ritorno al regime dell’impossibilità, al regime dei partiti e dell’instabilità” (Le Monde).
Altro tema affrontato è quello dell’identità nazionale, lanciato da Sarkozy ai primi di marzo con la proposta di un ministero dell’immigrazione e dell’identità nazionale, che secondo gli ultimi sondaggi sarebbe approvato dal 55% dei francesi (lLe Nouvel Observateur, Le Figaro).
Per la candidata socialista, Sarkozy “cerca di insinuare la paura legando in un’amalgama insopportabile l’immigrazione e la minaccia di un’identità nazionale”. “È la nazione che ci permette di realizzare il nostro destino comune senza aver paura degli altri” – continua M.me Royal – che “non distingue tra bianchi, neri, gialli, cristiani, ebrei e musulmani. Siamo tutti cittadini con uguali diritti e doveri…. Ciascuno può amare la sua Bretagna o la sua Algeria natale ed essere al tempo stesso francese” (Le Monde).
Anche Bayrou è contrario all’idea della creazione di questo ministero. “Noi vogliamo costruire e non distruggere, riunire e non dividere – afferma – Questa è l’identità della Repubblica Francese che inizia dalla libertà, che continua con l’uguaglianza e che, soprattutto, termina con la fratellanza” (Le Monde). Ségolène Royal ha parlato molto negli ultimi giorni sull’idea dell’identità nazionale suggerendo anche che, per esempio, tutti debbano possedere la bandiera francese da far sventolare fuori dalle finestre il giorno della festa nazionale. Infine ha anche promesso che, se sarà eletta, farà in modo che tutti i francesi conoscano la Marsigliese. “Durante un meeting a Marsiglia M.me Royal ha sottolineato come “l’aver riconquistato il diritto a cantare l’inno nazionale” sia “una tappa storica per la sinistra, che aveva creduto di doverlo lasciare all’estrema destra” E ha concluso dicendo che “È responsabilità di un capo di stato assumere l’inno nazionale” che fa parte “degli elementi delle adunanze” (Le Monde).
Inoltre il 21 marzo il Presidente Jacques Chirac ha annunciato che darà il suo sostegno a Nicolas Sarkozy. “Cinque anni fa ho voluto la creazione dell’UMP – ha detto Chirac – questa formazione politica ha scelto di sostenere la candidatura di Nicolas Sarkozy… è quindi naturale che io gli dia il mio voto e il mio sostegno”. Una decisione che ha “molto toccato” il candidato dell’UMP che la ritiene importante sia sul piano politico che personale (Le Nouvel Observateur, Le Figaro).
Infine un’occhiata ai sondaggi. Secondo l’ultimo sondaggio IFOP, apparso sul Journal du Dimanche il 25 marzo, al primo turno Nicolas Sarkozy raccoglierebbe il 26% dei voti davanti a Ségolène Royal, 25% , a François Bayrou, 22%, e a Jean – Marie Le Pen, in quarta posizione con il 14,5% dei voti. Al secondo turno Sarkozy è dato vincitore del ballottaggio con il 52% dei voti contro la candidata socialista che raccoglierebbe solo il 48% delle preferenze (Le Figaro).
Rispetto ai precedenti sondaggi, il candidato dell’UMP perde quindi due punti percentuale mentre la candidata socialista ne guadagna uno. Bayrou conferma la sua discesa nelle preferenze di voto, già annunciata a metà della settimana scorsa da un altro sondaggio (IPSOS) secondo il quale avrebbe perso altri due punti percentuale (Le Nouvel Observateur).
Dalle analisi si rileva che, a meno di un mese dalla prima tornata elettorale, tra i tre principali candidati i giochi sono ancora aperti…
Elisabetta Failla

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