I quotidiani italiani hanno riportato con dovizia di particolari il Patto Presidenziale, ovvero le 100 proposte che Ségolène Royal ha presentato domenica scorsa a Villepinte davanti a 15.000 persone. Per questo, riteniamo più interessante mettervi a conoscenza delle reazioni e dei commenti “a caldo”.
All’indomani dell’annuncio del suo discorso programmatico, Ségolène Royal non è riuscita a rimontare nei sondaggi. Secondo Paris Match lunedì scorso, 12 febbraio, il 46% degli intervistati avrebbe votato per la candidata socialista al secondo turno, mentre il 54% avrebbe scelto Nicolas Sarkozy, aumentando così lo scarto fra i due candidati di quattro punti percentuali in un mese. Al primo turno, il 26% degli intervistati avrebbe votato per M.me Royal, il 33,5% per Sarkozy e il 14% per François Bayrou, candidato dell’UDF.
Nei momenti immediatamente successivi al discorso di Ségolène Royal, i militanti del PS presenti a Villepinte si sono ritenuti soddisfatti dalle idee e dal programma della loro candidata, così come molti internauti che hanno contattato il sito Desirs d’Avenir (Libération). Il primo ad esprimere la sua opinione positiva è stato François Hollande, per il quale “il programma di Ségolène Royal è veramente socialista” (Le Monde).
Di diverso avviso sono state le reazioni da parte del mondo politico francese. Il Ministro dell’Economia, Thierry Breton, in un’intervista televisiva ha detto che le proposte di M.me Royal costeranno “miliardi e miliardi”, e che per questo non sarà possibile finanziarle, ed ha concluso ironizzando che questa situazione è formidabile in quanto “lei ha detto che è necessario ridurre le spese dello stato”. l portavoce di Nicolas Sarkozy, Rachida Dati e Xavier Bertand, hanno detto che “non si può essere altro che sorpresi che questa litania di constatazioni e questo catalogo di misure non esprimono alcuna politica di insieme suscettibile di creare della crescita e dell’impiego, dunque del potere di acquisto”. Infine hanno concluso che “non si sa ancora dove la candidata voglia condurre il paese nei prossimi cinque anni. Qual è la visione dei grandi problemi dei francesi, come la questione delle pensioni o del lavoro? Qual è la sua visione della Francia?” (Le Monde).
Per la candidata comunista Marie – George Buffet c’è “un’assenza di progetto a sinistra” e “la candidata del PS non porta un progetto capace di creare una dinamica. Temo che non sia adatta a battere la destra”. Per gli esponenti dell’UDF, invece, “Ségò” “dice di sì a tutto”, esattamente come Sarkozy. Secondo Jean – Christophe Lagarde, portavoce di François Bayrou (candidato dell’UDF), la Royal si è semplicemente limitata a fare delle rivendicazioni. Annunciando dai “60 ai 70 miliardi di euro di spese, ha fatto un discorso come solo Nicolas Sarkozy poteva fare”. Infine per Jean Marie Le Pen, Ségolène Royal “ha messo un po’ di socialismo nella minestra” (Liberation). Il Primo Ministro Villepin considera irresponsabile il programma della candidata socialista, perchè ritiene che molte delle sue proposte non siano realiste, in particolare quelle che riguardano i finanziamenti pubblici (Le Figaro). Il candidato altromondista, José Bové, ritiene che il programma di Ségolène Royal “va verso il buon senso” sebbene “manchi di molte cose”. “Avrei voglia di dire – continua – socialisti: ancora un piccolo sforzo e sarete a sinistra” (Le Nouvel Observateur).
Nel settore bancario, le proposte della candidata socialista hanno fatto reagire gli istituti di credito che hanno sottolineato come la Francia “sia l’unico paese dove esiste un servizio di base gratuito”, almeno per i meno abbienti, e che i costi dei servizi sono “nella media europea”. Le stesse proposte sono state invece accolte favorevolmente dalle associazioni dei consumatori in quanto rientrano in un quadro di rivendicazioni che esse avevano già formulato in altri momenti sebbene “bisogna sapere qual è effettivamente la loro fattibilità” (Le Monde).
Elisabetta Failla.

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