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La selvaggia Toscana approva nuove norme sulla caccia

I selvaggi della Regione Toscana hanno approvato l’altro giorno il Piano faunistico venatorio. Voti di tutta la maggioranza di centrosinistra e alcuni dell’opposizione, contrari Verdi e Sinistra. Il capo dei selvaggi, il presidente della Regione Eugenio Giani, è contento perché si tratta di una sintesi virtuosa tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti.

di Vincenzo Donvito | 3 Agosto 2026

I selvaggi della Regione Toscana hanno approvato l’altro giorno il Piano faunistico venatorio. Voti di tutta la maggioranza di centrosinistra e alcuni dell’opposizione, contrari Verdi e Sinistra.

Il capo dei selvaggi, il presidente della Regione Eugenio Giani, è contento perché si tratta di una sintesi virtuosa tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti.

In Toscana, sempre il capo dei selvaggi, definisce la presenza dei cacciatori “indispensabile per garantire la biodiversità, il contenimento delle emergenze e l’equilibrio ecologico: senza di loro ci troveremmo di fronte a uno squilibrio dai danni gravissimi”. 

Il Piano conferma la caccia alla volpe in tana, anche durante la riproduzione; nessuno stop alle munizioni al piombo; nessuna reale stretta su richiami vivi e appostamenti fissi. I votanti hanno respinto l’estensione delle aree protette al 30% del territorio.

A  nostro avviso non si tratta di discutere su questo animale sì e quell’altro no (anche se fa effetto che si possa cacciare nelle tane delle volpi durante la riproduzione), ma della caccia in sé. Per soddisfare i 60mila cacciatori toscani (circa 700mila in Italia, nonostante talvolta si sparino tra loro riconoscendosi animali), e tutto l’indotto che li circonda (abbigliamento e armi soprattutto), la cosiddetta nostra civiltà consente l’abbattimento di animali a fine di sport. E’ quella civiltà per la quale, come l’accoglienza dei migranti, ci si distingue gli uni dagli altri.

Siamo nel 2026 ed esiste ancora la caccia. Non siamo in foreste africane o amazzoniche dove, per nutrirsi, ci sono poche alternative alla caccia, ma nella ridente Toscana che, sempre il capo dei selvaggi, spesso ama definire pioniere di civiltà perché, prima al mondo nel 1786, abolì la pena di morte.

Ai fini di sola riduzione del danno, siccome i selvaggi armati possono entrare anche  nei terreni privati per la loro caccia, ricordiamo che esiste una norma del 2006 che vieta loro di violare la proprietà privata. Gli interessati, che devono sostenere di avere “motivi etici” alla bisogna, devono però ingegnarsi inviando richiesta di esclusione alle autorità locali competenti.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Dossier

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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