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“La scuola superiore della pubblica amministrazione locale…che ancora non c’è”

di Cesare Mannucci | 21 Aprile 2013

In Francia, in Gran Bretagna, in Germania per accedere agli impieghi nelle amministrazioni, statali, regionali, provinciali e comunali è necessario aver frequentato con successo la Scuola superiore della pubblica amministrazione. Da noi no.

bandiera_italianaNon sono solo i politici incapaci a far andare a rotoli comuni, province, regioni e aziende pubbliche dei servizi, ma anche dirigenti, funzionari, e impiegati rovinano le nostre istituzioni locali. Si perché la paralisi che stanno vivendo gli enti locali in tutte loro articolazioni, viene da molto lontano. Non è frutto solo della crisi economica,  del malaffare dall’inettitudine della classe politica dirigente che ha si le sue enormi colpe, ma anche è dovuta dalla scarsa professionalità di chi ricopre importanti incarichi dirigenziali. La politica ha la responsabilità di aver occupato manu militari” ogni spazio della pubblica amministrazione infilando con metodi poco ortodossi per lo più clientelari tutti i posti che vanno dal messo comunale sino al direttore generale di comuni, province e regioni. Questo è accaduto ed accade per il semplice motivo che i partiti politici pensano così di  mantenere il consenso con i propri elettori, ovvero i più classici padri di famiglia che cercano il posto di lavoro sicuro per il figlio e per tenere sotto controllo ogni singolo acquisto od appalto che anche il più piccolo comune d’Italia debba fare. In Francia, in Gran Bretagna, in Germania e negli altri principali paesi della comunità europea, invece, per accedere agli impieghi nelle amministrazioni, statali, regionali, provinciali e comunali è necessario aver frequentato con successo la Scuola superiore della pubblica amministrazione. Da noi no, non è così o almeno per le amministrazioni locali, ovverosia i principali punti di contatto tra il cittadino-utente e le istituzioni democratiche. Basta il titolo di studio appropriato (diploma di scuola secondaria o laurea a seconda dei casi), vincere il concorso o quanto-meno avere i requisiti per una consulenza o un incarico a termine Della Scuola superiore invece se ne parla da anni ed anzi le principali leggi che regolano l’ordinamento degli enti locali dedicano diversi articoli in questione. L’ultimo, in ordine di tempo, è l’articolo 104 del decreto legge 267/2000 “Scuola superiore della pubblica amministrazione locale e scuole regionali e interregionali” che dovrebbe stabilire l’organizzazione, il funzionamento e l’ordinamento contabile della scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale.

Una bella idea (ovviamente inattuata) perché l’organizzazione della scuola è affidata all’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali su base regionale, che a sua volta a livello nazionale dipende da un consiglio d’amministrazione, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (e sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’interno) e composto da due sindaci nominati dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) , da un presidente di provincia nominato dall’Upi (Unione provincie italiane) , da tre segretari comunali e provinciali eletti tra gli iscritti all’albo e da due esperti designati dalla Conferenza Stato-città e autonomie locali. Insomma come si capisce bene è l’ennesimo bel “carrozzone” ingessato, che distribuisce ai suoi componenti lauti gettoni e poco importa se i dirigenti sono inefficienti e non capiscono nulla, meglio così per avere le mani libere nelle stanze del potere e nei forzieri dorati della pubblica amministrazione.

Pubblicato in : Primo piano

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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