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La scissione Pd favorisce la scalata dei 5 Stelle a Palazzo Chigi

di Roberto Fronzuti | 16 Marzo 2017

La recente scissione che si è consumata nel Partito democratico, conferma la storica vocazione all’autolesionismo dei partiti della sinistra. Per poter comprendere le devastanti conseguenze delle divisioni nel campo della sinistra  europea, occorre ricordare l’ascesa del nazismo, resa possibile dal fatto che comunisti e socialisti si presentarono alle elezioni tedesche separatamente, favorendo la vittoria di Adolf Hitler nel 1933. In Italia, la scissione di Livorno del 1921 segnò una divisione storica, dalla quale nacquero due partiti che si fecero la guerra per decenni. Dopo il ventennio fascista, lasciarono per 45 anni il potere al partito cattolico, la storica Democrazia cristiana. Nel nostro Paese il Partito socialista  strinse l’alleanza con la Dc, mentre il Pci rimase per decenni confinato all’opposizione. In epoca più recente ci sono state altre scissioni, dalle quali sono nati dei partiti minori; Rifondazione comunista  e numerose altre sigle… In questi giorni un gruppo di esponenti del Pd è uscito dal partito, dando vita ad un soggetto che dovrebbe contenere nel suo simbolo, la parola Progressista.

Si è fatto un gran parlare di sistema elettorale maggioritario, bipolare, bipartitico. Ma il risultato pratico è quello di cui abbiamo parlato. Questa ennesima scissione indebolisce  il Pd, che sembrava essere la componente più affidabile per la guida del Paese. Il disappunto per la scissione del Pd nasce dalla nostra visione di settimanale indipendente. Ma il nostro è anche un giornale di opinione che deve dire la sua, in un panorama politico inquietante che vede da un lato le componenti di una destra estremamente divisa (cinque partiti che non mettono insieme neppure il 30% dei voti), E poi ci sono i grillini, che hanno ottime intenzioni, ma difettano nella conduzione del Movimento che non si è dato ancora delle regole democratiche, al di là della pleonastica consultazione di qualche migliaio di seguaci attraverso Internet. A capo dei 5 Stelle c’è Grillo e Casaleggio; mentre il primo può trarre qualche legittimazione dal fatto che è il fondatore del partito (ma non è stato mai eletto da nessun congresso), il secondo è il frutto di una monarchia ereditaria, essendo succeduto al padre. Premessa questa carrellata sui concorrenti, noi pensavamo sinceramente che il Pd e Renzi potessero determinare una svolta in senso positivo dell’Italia. Ma la stella dell’ex presidente del Consiglio sembra essere al tramonto, dopo la sconfitta sul referendum, la preoccupazione per le vicende giudiziarie del padre e le divisioni interne al Pd, che hanno portato alla fuoriuscita di esponenti storici come l’ex ministro e segretario Bersani e numerose altre personalità. Quella della sinistra, destinata a dividersi, è una sorta di maledizione centenaria, che impedisce al più grande movimento dei lavoratori, di finalizzare un’azione politica   duratura di governo, capace di dare i frutti sperati. È capitato a Romano Prodi e Massimo D’Alema, entrambi presidenti del consiglio, di dover interrompere la propria azione di governo, per problemi provenienti dalla propria coalizione. Adesso, con la trovata della scissione, il Pd rischia di lasciare la guida del Paese nelle mani dei 5 Stelle.

Roberto Franzuti

Pubblicato in : Primo pianoTag: 5 stelle, anni, bersani, consultazione, democrazia, elezioni, governo, italia, livorno, movimento, opposizione, palazzo chigi, partito democratico, pd, presidente del consiglio, prodi, referendum, renzi, rifondazione, romano prodi, sistema elettorale, socialisti

Info Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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