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La scissione del PD

Le posizioni illustrate da Orlando, che si cala le mutande di fronte al governo populista e rivela una resa ignobile a tutte le ragioni ideali, identitarie, e culturali del riformismo del Pd, sono un preludio della scissione.

di Umberto Minopoli | 21 Maggio 2018

E’ andata in scena la scissione del Pd. La minoranza ha reso esplicito il motivo che dividera’ il Pd. Rendendo impossibile la convivenza. Lo ha fatto Orlando con un intervento irritante , schematico, pressapochista e dilettantesco. Per Orlando sta nascendo il governo piu’ reazionario della storia repubblicana. Ed e’ vero. Ma per lui questo non e’ il risultato del voto, ne’ della convergente natura populista di Lega e Cinque Stelle ( comprovata dalla adesione bulgara ed entusiasta del popolo dei cinque stelle allamalleanza con Salvini). Questo governo e’, secondo Orlando, colpa di Renzi che ha impedito il patto di governo tra Pd e Cinque Stelle. E fin qui siamo ad un’accusa che rasenta l’infamia, l’impudenza e la bugia. E mistifica i fatti. I Cinque stelle si alleano con la Lega non perche’ sono costretti e necessitati dal rifiuto del Pd. Ma per scelta e convinzione. Fanno il governo che volevano, per natura, comunanza di programmi e intimita’ con Salvini. Preferiscono questa alleanza perche’ la loro natura li fa vicini e prossimi all’estrema destra. E di sinistra non hanno nulla. E’ una balla di Orlando e soci. Che usano un’altra balla. Dice Orlando : “i voti che abbiamo perso andati ai Cinque Stelle. Ergo, per recuperarli, devo dialogare con i grillini”. Tesi deficiente: dove si e’ mai visto che il modo per riprendere voti ad uno che ti li ha tolti gli si da’ ragione. Cosi’ dici solo al tuo popolo : “quelli che non ci hanno votato per votare 5 Stelle avevano ragione. Seguiteli anche voi che siete rimasti”. E questo, con questa linea, dovrebbe guidare la ripresa del Pd? Orlando ha esplicitato un’altra verita’. Per me quella piu’ grave. Che fiacchera’, frenera’ e limitera’ l’opposizione del Pd. E che spacca il Pd. Rendendo impossibile la convivenza. Orlando sposa le tesi dell’estrema sinistra, minoritaria e antieuropea, che in Europa si allea alla destra in nome di una comune battaglia alla cosidetta globalizzazione. E, per questo, riscopre il sovranismo e l’avversione all’Europa. Non solo. Per Orlando i Cinque Stelle hanno ragione in molte dei loro programmi di merito. Lui parla come un Emiliano piu’ subdulo, petulante e meno sfacciato e genuino. Ma siamo li’. “Sara’ difficile”, ha detto Orlando, “opporsi ai programmi 5 Stelle”: alle picconate alla Fornero (chi, non ipocrita ha il coraggio di dire che riformare la Fornero e’ il colpo definitive alla previdenza dei giovani e di chi ha ancora anni da lavorare? ) e ad altre iniziative ( presumo contro il job act, per il sussidio di cittadinanza e altro”. Difficile opporsi? Parla per te, mi viene da dirgli. Le ragioni per opporsi saranno tante e forti. Ma Orlando non ce lo troveremo accanto: lui i programmi del governo populista, evidentemente, li condivide. Soprattutto nei punti in cui picconano quelli del Pd e dei governi Pd di cui Orlando ha fatto parte. Infine. Infine. A Orlando fa schifo il bipolarismo che si profila, quello tra il polo controriformatore e populista Lega e Cinque Stelle e il polo europeista, riformista, liberale e democratico, che dovrebbe avere nel Pd il perno. Lui vorrebbe il vecchio bipolarismo destra/sinistra. Non ha capito nulla. Spiegateglielo. In Europa irrompe il populismo, il neofascismo, il sovranismo, l’estremismo sociale di sinistra . Che mette in discussione la crescita, la ripresa economica e che sfascia le singole economia del continente. Lo schema destra/sinistra non esiste piu’ in quasi tutti i paesi del continente. Forse solo in qualche residuo paese tra i piu’ arretrati dell’est e dell’ovest. Dappertutto il bipolarismo destra/sinistra e’ finito. Ed e’ nato un nuovo bipolarismo: quello tra le forze europeiste, socialiste democratiche liberali e popolari, da un lato, e destra/sinistra populista e sovranista dall’altro. E questa dovra’ essere in Italia l’opposizione del Pd. Se vuole essere efficace e utile al paese e all’Europa. Ecco perche’ le posizioni illustrate da Orlando, che si cala le mutande di fronte al governo populista e rivela una resa ignobile a tutte le ragioni ideali, identitarie, e culturali del riformismo del Pd, sono un preludio della scissione. La minoranza ha scelto un altro mondo. Quello che noi, invece, abbiamo il dovere ( ma anche la voglia) di combattere frontalmente.

 

Umberto Minopoli    (tratto da Facebook)

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, anni, battaglia, bipolarismo, convivenza, europa, giovani, globalizzazione, governo, italia, lega, Liberali, merito, mondo, nato, natura, opposizione, pd, populista, renzi, riformismo, sposa

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