« Secondo me Bettino, come molti di noi che hanno cominciato a fare politica con lui, adesso non starebbe né in una coalizione né nell’altra. Questa, almeno, è la mia opinione ma anche quella di tanti miei amici. Era un uomo troppo indipendente e autonomo per piegarsi a uno di questi due schieramenti. Sarebbe stato come privarsi della sua libertà di socialista democratico e liberale. E non è un caso che sulla sua tomba abbia voluto fosse scritto: “La mia libertà equivale alla mia vita”. »
«Non sto a destra ma nemmeno in una sinistra che in una confusione di paleocomunisti, neocomunisti e sinistra cattolica non ha avuto il coraggio di fare una revisione storica profonda: va bene quando Fassino dice che la socialdemocrazia ha avuto ragione, ma bisognerebbe spiegare che hanno avuto ragione i Nenni dopo il ’56, i Saragat, e Craxi che era blairiano prima di Blair. Invece la crisi della sinistra, specie a Milano, sta proprio nel fatto che non sono stati capaci di riempire il vuoto lasciato dai socialisti».
Il pensiero di Carlo Tognoli, ribadito in un’intervista di Gian Guido Vecchi rilasciata al Corriere del 6 marzo scorso, deve indurre la base socialista ad una seria riflessione: i vari tronconi della diaspora si sono infatti venduti al miglior offerente sacrificando identità e valori di riferimento (Nuovo Psi, Socialisti di Bobo Craxi) o proponendo ambiziosi quanto improbabili sintesi politiche (Rosa nel Pugno), e non sono stati in grado di dare vita ad un’aggregazione unitaria autonoma e svincolata dai due Colossi d’Argilla del bipolarismo italiano.
Dal canto nostro, noi di Pensalibero riteniamo che il Terzo Polo sia una prospettiva in grado di immettere nel dibattito politico una forte carica innovativa che prescinda dal nepotismo e dal clientelismo della nostrana Italia Tropicale.
Dopo il 9 aprile rilanceremo il dibattito sulla “Terza Via”, e più tardi chiameremo a raccolta in un grande incontro nazionale i laici e i socialisti di ogni origine e provenienza che vorranno dar vita ad un progetto nuovo. Carlo Tognoli sarà invitato.
Giulio Laroni

E’ vero Giulio, è proprio questo il punto di partenza e Bettino certamente questo voleva. Una forza autenticamente laica e socialista (non liberale; liberista; socialista; autonomista; progressista; qualunquista; ista;… ista;…. ista.
Semplicemente una forza che facesse giustizia della storia degli uomini che non credono ai dogmi, ma alle proprie capacita pragmatiche.
Aveva fatto la scelta collaborazionista con la DC proprio sapendo che c’era dall’altra parte un muro da abbattere!…..
Invece è stato abbattuto.
Ma è dagli errori che si impara. Noi ritenteremo
Ciao fraternamente, Paolo