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La salute non è un manifesto politico

Qui non c’è nulla da mediare né da addolcire. La decisione di alcune farmacie di smettere di vendere farmaci “perché israeliani” è una forzatura grave, sbagliata e pericolosa. Non è attivismo, è abuso di ruolo. La farmacia non è una sezione di partito, non è un circolo ideologico, non è un palcoscenico morale. È un presidio sanitario. Fine. Usare i farmaci come strumento di pressione politica significa superare una linea rossa. Perché quando entri in farmacia non stai facendo una scelta di consumo consapevole, stai esercitando un diritto fondamentale. E quel diritto non può dipendere dall’umore geopolitico del momento, dalla bandiera che va di moda o dalla causa che scalda i social.

di Piero Terracina | 7 Febbraio 2026

Qui non c’è nulla da mediare né da addolcire. La decisione di alcune farmacie di smettere di vendere farmaci “perché israeliani” è una forzatura grave, sbagliata e pericolosa. Non è attivismo, è abuso di ruolo. La farmacia non è una sezione di partito, non è un circolo ideologico, non è un palcoscenico morale. È un presidio sanitario. Fine.

Usare i farmaci come strumento di pressione politica significa superare una linea rossa. Perché quando entri in farmacia non stai facendo una scelta di consumo consapevole, stai esercitando un diritto fondamentale. E quel diritto non può dipendere dall’umore geopolitico del momento, dalla bandiera che va di moda o dalla causa che scalda i social.

Qui non si boicotta un vino, un telefono o una marca di scarpe. Qui si tocca la continuità delle terapie, l’accesso ai generici, la disponibilità immediata di medicinali essenziali. Chi decide che un farmaco non si vende più per ragioni ideologiche sta dicendo, di fatto, che la salute del cittadino viene dopo la propria posizione politica. È una deriva arrogante, paternalista, pericolosa.

C’è poi un altro aspetto che fa rabbrividire. Si colpiscono aziende, lavoratori, filiere industriali intere come se fossero un’estensione diretta di un governo. È una semplificazione rozza, degna dei peggiori slogan. Oggi tocca ai farmaci israeliani, domani a quelli americani, dopodomani a quelli cinesi. E poi? Si entra in farmacia con la lista delle guerre approvate e di quelle proibite?

La sanità deve restare uno spazio neutro, protetto, impermeabile alle ideologie. Proprio perché è uno degli ultimi luoghi dove lo Stato e le istituzioni hanno il dovere di non fare propaganda, ma servizio. Chi non capisce questa distinzione non sta facendo un gesto etico, sta solo giocando con cose che non gli appartengono.

Se qualcuno vuole fare politica, la faccia nei luoghi deputati. Se vuole boicottare, lo faccia con il proprio portafoglio. Ma lasciare che la salute diventi merce di scambio morale è un segnale inquietante di quanto si sia perso il senso del limite. E quando perdi il senso del limite su queste cose, non stai “prendendo posizione”. Stai solo dimostrando di non essere all’altezza della responsabilità che ti è stata affidata.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Non sanno quello che dicono

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

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