• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La salute è la rovina dell’economia

Gli economisti dovrebbero trovare un criterio per dare alla salute un valore “in moneta”. Non occorre essere scienziati dell’economia per capire che le persone sane sono più capaci di quelle malate di produrre ricchezza vera: cibo, vestiti, abitazioni, e anche medicine e strumenti per la conservazione e i recupero della salute.

di Giorgio Pizzol | 25 Settembre 2025
e l’economia è la rovina della salute

Resoconto della discussione di quattro ragazzi nel 1960.

Tema L’economia di mercato, misurata dal PIL

Claudio Penso che l’economia di mercato è illogica, irrazionale o, se vi piace meglio, stupida. Vi spiego perché. Facciamo questo esperimento mentale: gli utenti della strada italiani decidono, una volta per sempre, di rispettare il Codice della strada.

Conseguenze del comportamento.

Gli  incidenti stradali cessano. Le carrozzerie e le officine meccaniche rimangono praticamente senza lavoro. Le cause per responsabilità civile e penale si azzerano. Il lavoro dei tribunali e degli studi legali si riduce di almeno un quarto. Le forze di polizia  non devono più essere impiegate per vigilare sul rispetto del Codice della strada. Le compagnie di assicurazione devono ridurre drasticamente i premi. Negli ospedali cessano le prestazioni di cura e riabilitazione per gli infortunati della strada.

L’occupazione nei settori delle attività su indicate subisce un drastico calo. Quindi la cessazione degli incidenti produce una forte riduzione della ricchezza nazionale misurata dal Prodotto interno lordo, PIL.

In conclusione il comportamento “virtuoso”, di chi rispetta la legge provoca un danno all’economia nazionale. Mentre comportamento “vizioso” dei trasgressori ne produce un aumento. Naturalmente il discorso vale per l’economia di tutti i paesi del mondo. Non dobbiamo dire allora che è stupido misurare la ricchezza in termini di PIL?

Alberto La penso così anch’io. Ma credo sia difficile trovare il modo di dare un valore “monetario” alla salute.

Il PIL misura il valore di mercato dei beni o sevizi. E per questo deve fare riferimento al prezzo pagato nei rapporti di compravendita.

È facile dare un valore monetario ai mezzi necessari per il recupero della salute: interventi medico-chirurgici e relativi servizi. Ma lo stato di salute in se stesso non è un valore misurabile in denaro perché non vi è nessuno scambio fra salute e qualcos’altro quando le persone sono in salute.

Siamo di fronte a un paradosso. La salute in se stessa non vale nulla come merce di scambio, mentre la malattia è fonte di ricchezza “monetaria” perché esiste un mercato dei mezzi necessari per curare i danni alla salute.

Paolo Capisco i vostri discorsi. Ma dovrebbe essere chiaro per tutti questo concetto: il valore della salute deve essere sempre giudicato più alto del valore del denaro necessario per recuperarla quando la si è perduta.

Quindi gli economisti dovrebbero trovare un criterio per dare anche alla salute un valore “in moneta”. Non occorre essere scienziati dell’economia per capire che le persone sane sono più capaci di quelle malate di produrre ricchezza vera: cibo, vestiti, abitazioni, e anche medicine e strumenti per la conservazione e i recupero della salute.

Le scienze economiche dovranno poi tener conto del fatto che la salute è la condizione indispensabile per ottenere quella cosa che chiamiamo sensazione di benessere fisico e psichico, mentre la malattia comporta necessariamente malessere, sofferenza.

Dino Sono d’accordo con Paolo. Mentre lo ascoltavo mi è venuta in mente questa idea. Io direi di aggiungere alla sigla PIL una “S”, PILS. Con la lettera “S” si indica la SALUTE: l’insieme dei “mezzi” che producono la conservazione della salute. Per salute intendo precisamente la massima efficienza possibile dell’organismo (o corpo-mente, salute fisica e mentale).

Il PILS verrebbe calcolato mediante la rilevazione del grado di salute psico-fisica dei componenti di una popolazione. Più alto è il numero degli individui in buona salute più alto sarà il PILS. Il valore-salute è così collocato al primo posto rispetto a qualsiasi altro valore. Ciò stabilito, si riuscirebbe a dare un valore “monetario” alla salute.

Stabilito il PILS, si apre la via al “libero mercato della salute”. Una libera concorrenza fra le imprese per la produzione di beni e servizi utili alla difesa e alla conservazione della salute. Un libero mercato che sarebbe ovviamente sostenuto dalle Pubbliche istituzioni con apposite norme. Una bella gara nella quale vincono tutti: tutti guadagnano sia soldi che salute.

Claudio, Alberto, Paolo Bravo Dino! Hai avuto un’idea superlativa. Diventerai professore di Economia  e prenderai il premio Nobel.

Dino Voi mi prendete in giro. Sapete bene che non posso affrontare la Facoltà di economia perché è fatta di matematica. E io in matematica sono una frana.

Nota a margine.

Nel 1960 l’idea di istituire il PILS come indice delle ricchezza era condivisa dalla stragrande maggioranza dei giovani. A quanto pare, negli anni successivi fino ad oggi, 2025, nessuno dei giovani o meno giovani che fosse anche bravo in matematica ha tentato di tradurre in pratica l’idea.

Pubblicato in : Economia, Primo piano, Salute & BenessereTag: economia di mercato, guadagnare soldi e salute, il PIL inganna, Il valore dei soldi, il valore della salute, Primio Nobel per l'economia

Info Giorgio Pizzol

Già Senatore nella X legislatura (1987-1992), Giorgio Pizzol, è stato insegnante di lettere, avvocato, giudice di pace. Consigliere comunale dal 1970 poi Sindaco di Vittorio Veneto (1975-1982).
Giornalista pubblicista dal 1995, ha collaborato con “la Tribuna di Treviso” e “la Nuova Ferrara”.

Ha pubblicato tre saggi sul problema della conoscenza, “Uno e molteplice” -1990-; “Pensiero del limite e limite del pensiero” -1998- “il Pensiero Riflessivo – 2023- e due raccolte di liriche, “Le stagioni del presente” 1991 e “Versi sciolti” 2023

Ha fondato la rivista “Dia Logo”, Sulla comunicazione per comunicare -1992-

Partecipa a tutte le iniziative impegnate nella difesa della Costituzione Italiana.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti