
Per i TG la Russia vince la guerra, per chi invece mastica di tecnica militare le cose non starebbero proprio così…
MARK REICHER: LA SVOLTA NELLA GUERRA RUSSO-UCRAINA
Mark Reicher è un divulgatore tedesco che da anni raccoglie informazioni da analisti militari, esperti di strategia americani, inglesi e tedeschi, oltre che da fonti dirette ucraine. Il suo canale YouTube, Visualpolitik, è seguito nel mondo anche in traduzione inglese e spagnola da oltre tre milioni di abbonati. Le analisi di Reicher, basate sul confronto tra molteplici informazioni concordanti, finora si sono rivelate molto corrette.
Ebbene, Reicher ora sta insistendo su un punto finora messo in luce troppo poco da molti, preoccupati dagli avvenimenti al fronte, tanto esaltati dalla propaganda russa, che falsa la realtà. Pare che Putin cerchi il sostegno dei russi, esagerando limitati successi territoriali, presentandoli come una via decisiva verso la prossima vittoria.
La verità è invece che lui ha messo in moto un meccanismo ormai impossibile da fermare, che ha trasformato la sua intera nazione in una macchina da guerra, modificandone l‘economia, la produzione di beni e la struttura industriale e sociale, convertendola in un tritacarne per i suoi soldati.
Ecco qui di seguito ciò che riporta Reicher in merito ai recenti, clamorosi successi strategici dell‘Ucraina, a partire dall‘inizio di agosto:
l‘Ucraina, con mezzi di produzione propria (e perciò non soggetti ad alcuna limitazione nel loro impiego) riesce agevolmente a distruggere la rete dei radar e della contraerea russa, basata sui missili S-300 ed S-400, e questo su tutto il territorio, fino ad una distanza che varia da 300 a 3.000 Km. dal suo territorio. Una volta distrutte queste difese in un‘area, vengono colpiti in essa obiettivi essenziali per l‘economia russa, la sua produzione di munizioni e di armi, le reti di trasporto e di produzione energetica. In altre parole viene cancellata la risorsa logistica russa, indispensabile per sostenere l‘esercito al fronte, che viene in tal modo privato di ogni risorsa.
Ciò spiega anche l‘atteggiamento dell‘esercito ucraino, rivolto a contenere la lenta avanzata dei russi, infliggendo loro di continuo disastrose perdite.
Secondo Reicher, questa strategia ucraina, che ha già mostrato clamorosi successi, è appena iniziata, poiché sta cominciando appena ore la produzione di massa dei missili ucraini di nuova concezione, i Neptune e i Flamingo, finora disponibili in pochi esemplari sperimentali.
I Neptune sono una versione nuova e più grande e potente dei missili navali dello stesso nome, che hanno anni fa affondato l‘ammiraglia della flotta russa Moskva. Portano fino a mille chilometri una testata da 350 Kg. di esplosivo, il doppio del modello precedente.
I Flamingo invece, ibridi tra droni e missili, sono missili da crociera, che sono in grado di portare una testata da oltre una tonnellata di esplosivo fino a tremila Km.. Con questi mezzi e con i droni tradizionali già in uso, l‘Ucraina, così prevede Reicher, farà in grado di mettere letteralmente la Russia in ginocchio.
Il paragone con quanto sta avvenendo dal punto di vista strategico lo ha fatto, riporta lo stesso Reicher, un analista e studioso americano, il prof. O’Brian. Secondo questo insegnante di strategia e guerra aerea, si può paragonare l‘entrata nella produzione di massa degli innovativi mezzi ucraini a quanto avvenne tra il 1943 e il ‘44 con la produzione di bombardieri americani, in particolare i B-17 e i B-29, che si rivelarono decisivi su tutti i fronti. La distruzione di fabbriche di cuscinetti a sfera e di altre strutture strategiche tedesche portò alla vittoria su Hitler.
Nel 1943 l’America fu in grado di produrre
In tutto 47.000 aerei di ogni tipo. Un anno dopo la produzione arrivò a 96.000. Fu proprio questo fattore che determinò l’esito della guerra aerea e, di conseguenza la vittoria alleata.
O’Brian sostiene che i danni finora arrecati dalla guerra aerea Ucraina alle strutture strategiche russe non siano che punture di spillo, rispetto a ciò che sta per succedere, dovuto all’entrata nella produzione di massa dei mezzi bellici di concezione e produzione ucraina.
Infatti la difesa dei porti, delle raffinerie, delle pipe lines, dei depositi, delle fabbriche e delle centrali elettriche sparse su un territorio enorme, in Russia, è assolutamente impossibile.
Non mancherà il sostegno dell’Europa, in questo gigantesco compito, che dovrà essere finanziario e di mezzi di difesa, poiché i russi colpiscono da barbari, indiscriminatamente, la popolazione civile ucraina, già molto provata da quasi quattro anni di guerra.
Piero Terracina

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