La Russia si è esclusa dall’Europa, in conflitto col mondo. Finito il campionato di Calcio, è necessario ricordarlo, nonostante Salvini abbia fatto di tutto per alzare il polverone mediatico dei migranti. Orami la strada percorsa dall’ex Unione Sovietica è quella del paese aggressore e che attualmente occupa il venti percento della Georgia, il Donbass ucraino e la Crimea, la Transnistria in Moldavia e Kaliningrad nel cuore dell’Europa. Per questi motivi oggettivi, le sanzioni continueranno ad inasprirsi anche in virtù del caso Skripal. Attualmente in Russia sono detenuti molti dissidenti e prigionieri politici come ad esempio il regista ucraino di Crimea Oleh Sentov che sta conducendo lo sciopero della fame da 88 giorni nel carcere russo di Labytnanjy, oltre il circolo polare artico. Nato a Simferopoli in Crimea, dopo l’occupazione russa, il 42enne regista, sta lottando per la libertà di altri 64 prigionieri politici ucraini incarcerati nel 2014. Fosse accaduto trenta anni fa, ci sarebbe stato forse anche in Italia un moto di risentimento, Pace&Love a parte, che viaggiano a comando di ideologia come alici nel mare. Nel mese di luglio nella zona di guerra sono stati uccisi 14 militari e trenta sono quelli feriti. La guerra in Ucraina continua. Muoiono ragazzi e uomini nel Donbass, dove a loro fianco combattono anche le donne. Si muore di guerra in Europa, durante e dopo i mondiali di calcio in moto continuo, ma in Italia è vietato parlarne. In particolare dopo la vittoria elettorale di Lega e M5S, che ben nascondono le nefandezze russe sul suolo ucraino. Ciò avveniva anche con i precedenti governi per la potenziale forza di affari verso il gas e il petrolio russo che trova nell’Italia senza il nucleare, il trampolino di lancio per il gasdotto proveniente dalla Turchia di Erdogan, in concorrenza con quello tedesco di Gazprom oggi sponsor della squadra di calcio Shalke 04 che sponsorizza il gasdotto Nord Stream 2. La Russia resterà, nonostante l’ambiguità tedesca, soggetta alle sanzioni, seppure l’Italia proverà ad opporsi. Quelle nuove, saranno introdotte dagli USA nell’accordo tra Repubblicani e Democratici con misure mirate, per gli eventi in Ucraina e in Syria. In Italia, invece, non è un mistero che Lega Nord e M5s siano alleati di Putin. Russia Unita ha rapporti intensi con il partito di Salvini. M5s ha spedito delegazioni nella Crimea occupata, con incontri di rappresentanti della Duma, mentre Grillo ha rapporti con Russia Today. E’ necessario ricordare che la Russia si è isolata per la sua politica aggressiva non solo verso Georgia, Ucraina e Syria, ma anche per le invasioni degli spazi aerei dei cieli di Svezia e Gran Bretagna. Al punto che, in Svezia sono dovuti ricorrere al riarmo e al rafforzamento dei punti strategici per la difesa del Paese. Il fatto è eccezionale, perché la Svezia, dopo Carlo XII, per tre secoli aveva rifiutato il riarmo militare. La Gran Bretagna, ha invece cessato rapporti ufficiali con la Russia da diverso tempo e le cose non sono migliorate dopo la spy story dell’ex agente russo Skripal. Le responsabilità russe sul dissesto dell’Europa, sono evidenti nei tentativi di sostegno verso il separatismo e le rivendicazioni di autonomia di indipendenza: dalla Brexit , alla Catalogna. La strategia è quella solita che la Russia ha usato per secoli nella conquista dei popoli vicini: Dividi et impera. I troll di Pietroburgo di Evgheny Prigozhim, chiamato il cuoco di Putin, sono uno dei mezzi di guerra ibrida adottati a questo scopo. Ci sta riuscendo? In Italia, pare di sì. Ma non vi è dubbio che in Francia, la Le Pen sia una sua paladina. La Russia è una minaccia per l’UE e soprattutto per la libertà. La sua azione all’interno di ISI è stata la sorgente di molte stragi e di attentati, cominciati dopo l’occupazione della Crimea e della guerra nel Donbass. Da Omar il ceceno e tra gli attentatori delle stragi più gravi, molti terroristi sono russi della dissanguata Cecenia di Kadirov, quinta colonna di Putin. I mondiali di calcio hanno apparentemente calmato la situazione, ma questo non vuol dire che l’aggressività di Mosca sia cessata.
Enrico Martelloni

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