
Già lo sapete, i telegiornali e le radio hanno già diffuso la notizia: l’Ucraina è stata attaccata dalla Russia. Questa mattina, ore cinque locali, le prime esplosioni di missili sono caduti a Kyiv, ma anche in altre città importanti. Mia moglie mi chiama e, cercando di restare tranquilla, mi racconta ciò che sta accadendo vicino a lei. Avevamo passato del tempo a parlare dei vari scenari e della pericolosità dei Russi, della Storia e di quanto in Italia non sappiamo quasi nulla, né della Storia, né della realtà. La guerra è oggi ufficiale, ma in verità è cominciata l’ 11 Luglio 2014 a Illovansk, dove i russi compirono la prima strage dell’esercito ucraino – ancora incerto degli eventi – in un infame agguato. Ma il Mondo è rimasto distratto, e in questi sette anni sono caduti 14mila ragazzi ucraini. La guerra non è di oggi, e sorda, sottile, ibrida, ha coinvolto il paese. A Donetsk, dentro l’aeroporto dedicato a Prokofiev, nel gennaio 2015 ho intervistato due Cyborg, i combattenti civili reduci da quella battaglia all’ospedale di Poltava, che Pensalibero.it ha pubblicato con numerosi altri miei articoli sull’Ucraina. Ma è a Debaltsevo, in quel tremendo inverno, che i russi colpiscono duramente. Ogni giorno la guerra, da allora, ha sparso sangue, goccia dopo goccia sulla terra dell’Ucraina. Il grande Dnepr non ha potuto nulla per fermare quel rosso che l’Arbia un tempo ne fu colorato. “Oggi, si combatte”, mi racconta a denti stretti mia moglie: lei a Kyiv, io qui a casa in Italia. Diversi aerei russi già abbattuti, duecento soldati caduti. Non è il telegiornale, è l’amara realtà raccontata in diretta.
SLAVA UKRAINE HEROIAM SLAVA!
Enrico Martelloni

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