Ho letto l’intervento di Cariglia su “Pensalibero” e proprio per questo motivo mi sento di rispondere in modo schematico.
Credo che il risultato del referendum del 12-13 giugno vada letto con maggiore attenzione rispetto al passato perchè i quesiti posti al giudizio dell’opinione pubblica erano e sono complessi. Per questo motivo dentro a chi ha partecipato al voto non ci sta soltanto il 25% dell’elettorato complessivo, ma almeno la metà di un “popolo attivo”, che non si fa “delegare” dall’autorità ecclesiastica le proprie scelte e anche quando è un convinto cattolico ha fatto il “salto” scegliendo l’autonomia politica rispetto all’indicazione gerarchica. La “mappa” del voto referendario è importante per tre diversi tipi di ragionamento: 1) Al popolo elettore del Centro-Sinistra perchè indica nella carta valoriale del mondo laico un punto di riferimento essenziale da approfondire ed elaborare e non semplicemente da utilizzare in modo occasionale. 2) Agli elettori di antica fede laica e socialista la necessità di verificare l’agibilità degli attuali “poli”, sempre più inospitali, se non per ragioni tattiche e di “bassa convenienza” non certo ideale. 3) La verifica se esiste in Italia lo spazio di una “terza forza” a patto che si modifichi la riforma elettorale. Si spezzi il bipolarismo che ruota attorno alla capacità di Forza Italia e dei Ds di attrarre gli altri alleati, ma non si reintroduca neppure il proporzionalismo degli anni Ottanta che non ha retto al bisogno di “semplificazione” della realtà politica.
Insomma ripartire da quel 20% che ha votato “Sì” per cercare di capire, a partire dai radicali ma con altra consapevolezza rispetto al passato, se possono svolgere, in chiave progressista, il ruolo che è dei liberali inglesi. Insomma lo spazio “lib-lab” che in Italia era suddiviso in cinque forze politiche, ma che in effetti non ha quasi mai superato il 20% dell’elettorato…diviso tra l’altro in personalismi e piccinerie che hanno impedito all’Italia di potersi sviluppare se non nella dialettica Dc-Pci e ora, in modo ancora meno comprensibile di allora, Forza Italia-Ds.
Può darsi che questa verifica non sia possibile farla subito. La questione “laica” presentata dai referendum rimane aperta. Cosa che nessun analista di parte Cei avrebbe potuto prevedere. La laicità, come la libertà, del resto diventa davvero un valore insopprimibile quando avvertiamo che la stiamo perdendo. Quale libero pensatore, di buon senso e onestà intellettuale, può davvero credere che l’elezione del Papa tedesco sia un miglioramento del dialogo fra religioni diverse o fra idee ed ideologie contrapposte o semplicemente agoniste fra di loro? Il Papa più vicino alla linea di Comunione e Liberazione è in campo. Sarebbe un errore rispolverare un becero anticlericalismo. Sarebbe un suicidio culturale, prima che politico, pensare che lo “schiaffo” dato alla piccola comunità di valori politici laici, liberali, socialisti e radicali non generi una risposta all’altezza a partire dal discorso dell’etica.
Due temi, fra altri: la nascita di un volontariato laico in tutte le regioni italiane sulla scorta dell’Umanitaria di Milano o di modelli analoghi…quindi molto concreti; la scelta di rafforzare con un manifesto nazionale la difesa di alcuni valori e, da non sottovalutare, in questa fase la stessa Costituzione della Repubblica. Imperfetta, è vero, ma ancora una garanzia per impedire che accanto alla risorgenza di tipo clericale si smarrisca per sempre il significato, sia pure incompiuto, del Primo e del Secondo Risorgimento.
Pietro Caruso
Direttore del Pensiero Mazziniano
Giornalista
Di orientamento “socialista-liberale” dalla giovinezza
Ho votato Psi, Pri, Sdi, Ulivo

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