Mi sto divertendo, in queste serate tardo invernali occupate in ogni canale da dibattiti politici più divertenti di Zelig.
Nessun comico riesce ad essere tanto esilarante come questi personaggi con le facce contrite, che recitano impegno, preoccupazione e che menano disgrazia o splendente ottimismo, in funzione di un gioco delle parti che ci ha rotto le scatole e che dimostra un oramai sempre più evidente scollamento tra i leaders politici e la realtà quotidiana di un qualsiasi lavoratore Italiano, sia esso imprenditore, parastatale, agricoltore o quant’altro.
Salvo rare eccezioni, sembra una corsa a non dire nulla, giustificare tutto o accusare di tutto.
Da sinistra sembra che anche il peccato originale sia stato ispirato da Berlusconi, che sin da allora grande rubacuori porse la mela ad Eva e fu così che purtroppo nessuno di noi vive più nel Paradiso Terrestre.
Da destra sembra che se vince la sinistra verremo tutti internati nei lager siberiani al freddo e al gelo.
Da sinistra sembra che la destra abbia rovinato l’Italia, da destra sembra che la sinistra quando ha governato abbia lasciato i conti più in rosso della bandiera del PCI, mentre di comune tacito accordo si spara sul passato felice degli Italiani, sull’allora classe politica di scialacquatori che ci ha portato, a loro dire, ai livelli di guardia in cui siamo ora.
Mi è sorto il dubbio che siano invidiosi e non si sentano all’altezza di quei politici inventori di benessere e progresso, pur senza risorse.
Frustrati.
Sono passati quindici anni da allora, cari ragazzi del ’99 ed in questo periodo, per niente breve, cosa siete riusciti a combinare?
Lasciamo la domanda in sospensivo, anzi in sospensorio, visto quanto si è gonfiato il volume dei nostri attributi a sentire cotante panzane.
Poi un’immagine lenta e chiara che girava su un emiciclo che aveva tutta l’austerità di un Parlamento o di un Senato, dritta sulle facce dei nostri cari, mi ha illuminato: caspiterina, mi sono detto (avevo appena visto “Sua Eminenza” e non potevo usare neanche in privato termini più scurrili), sono sempre gli stessi., gli stessi di trent’anni fa, dei ragazzi del ’99, però meno gloriosi.
Tutti vivi, tranne i morti: ho visto persino De Mita, dico De Mita ed una sfilza di primi attori e comparse della Prima Repubblica, che evidentemente hanno grandi poteri anche in questa repubblica dimezzata: la repubblica Zero-virgola-cinque.
Con quale coraggio questi cari ragazzacci si scagliano sul passato in terza persona!
Impavidi.
Manca evidentemente il nuovo, non c’è stato rinnovamento, ma riciclo.
La necessità del Terzo Polo sta in questi fatti, serissimi, su cui mi sono permesso di ironizzare.
D’altro canto come non giustificare, anzi apprezzare sinceramente quegli amici che sono andato a trovare nei “campi trevisani”, che sono scesi con il sorriso aperto dal trattore, e con la solita grande generosità mi hanno inviato nelle loro cantine a degustare “un’ ombra” di vino buono, orgogliosi del loro lavoro?
Persone semplici, sane, a volte figli di vecchi compagni, che mentre ci incamminavamo verso casa, tra i filari spogli della campagna invernale, mi hanno parlato dei loro problemi con una conoscenza specifica e una saggezza che mi hanno persino imbarazzato.
Con cuore aperto, senza le trasversalità dei nostri politicanti, mi hanno confessato di votare vuoi Lega, vuoi Panto…un voto non di protesta, un voto di abbandono, ma comunque dato a persone che evidentemente sanno comunicare in modo diretto, senza tante elucubrazioni insensate.
Non ho neppure abbozzato repliche, ho capito che sono persone in esilio per mancanza di patria politica.
Non voglio nemmeno ripetermi e ripetere il perché non si identificano in nessuno dei tre partiti socialisti, male apparentati.
Non era il caso di fornire loro spiegazioni talmente elaborate che non hanno nemmeno mai convinto me stesso, puzzando lontano un miglio di scuse salva poltrona.
L’elettorato del Terzo Polo è li che ci aspetta, ovviamente assieme a tutti quei laici moderati che non si identificano con nessuno degli estremi, con cui i nostri poli devono in qualche modo fare i conti.
Fiorenzo Da Ros

Analisi lucida e precisa. Condivido in toto.
Ironizzare…..? Non vedo ironia ,il quadretto è reale…. Tanto reale che ,al fine di mantenere lo status quo ,i nostri nobili ed onorevoli rappresentanti si sono adoprati per evitare turbative : ed hanno inventato le elezioni senza preferenze :Saddam Hussein non avrebbe potuto fare meglio !
E così il voto torna finalmente libero e segreto !