
Oggi è l’anniversario della Repubblica romana del 1849 . È uno dei pochi episodi eroici e libertari prodomo di emancipazione sociale e politica. È anche l’anniversario di Eluana Englaro e delle stolte parole di Berlusconi, che come allora, oggi giustifica un criminale come Putin. Il 1848 e 49 fu anche per l’ Europa un sussulto di moti che coinvolse l’Ucraina con i moti polacchi. In quell’anno la società segreta dei santi Cirillo e Metodio venne chiusa e i suoi membri arrestati dalla polizia dello zar. Tra questi, Taras Shevchenko, poeta, pittore ed ex schiavo riscattato dal pittore Brulov con la vendita dei suoi quadri., gli fu commutata la pena di morte con l’esilio e l’obbligo della leva militare per dieci anni in Kazakistan. L’influenza mazziniana aveva da anni coinvolto il sentimento ucraino di libertà e indipendenza dalla tirannia russa. Oggi, l’ Ucraina sul medesimo esempio di allora sta difendendo la sua libertà e autonomia. I paesi europei hanno compreso il grave pericolo e sostengono Kyiv.
Parlamenti, dei governi e opposizioni si presentano uniti davanti a Zelensky. L’Italia dov’è? Perché è ambigua e non corrisponde al suo esempio più degno della sua Storia risorgimentale? Oggi l’Italia non ha la forza di sostenere l’Ucraina aggredita e si inventa scuse e bugie per bocca di chi non è mai stato libero, ma è sempre stato dalla parte sbagliata della Storia. Zelensky vola a Londra, Parigi, e non a Roma.
Questa non può essere l’anima dell’Italia democratica, ma solo la sua posticcia immagine che ha spesso mostrato nei momenti decisivi degli eventi. La Repubblica romana del 1849 è ancora lì a dimostrare i suoi valori così come la canzone degli italiani che Novaro musicò sul testo di Mameli che anche allora condannava la Russia illiberale, dispotica , imperialista come quella di oggi.
Enrico Martelloni

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