Pur violenti ed irrispettosi della Legge, i guappi erano a loro modo animati da un fervore religioso che si esprimeva nel culto di San Vincenzo Ferreri, nome italianizzato del domenicano spagnolo Vincenzo Ferrer.
Al santo erano devoti anche i camorristi, ragion per cui la Chiesa di Santa Maria della Sanità, dove, in seguito alla demolizione del monastero di Santo Spirito di Palazzo, si trova la statua del monaco, fu l’unica a non essere taglieggiata dall’Organizzazione. Dal 1863 la camorra riscuoteva, infatti, una percentuale del 10% sul ricavato delle messe celebrate in suffragio delle anime dei defunti.
E si deve proprio a guappi e camorristi la celebrazione della “festa del Monacone”, avente luogo anche oggi nel Quartiere della Sanità con la commossa partecipazione dei fedeli. Infatti, fu proprio a loro che si rivolse Padre Epifanio quando fu necessario ingrandire la chiesa ed attuare dei lavori di restauro. Solo così fu possibile effettuare un’efficace opera di persuasione dei fedeli, le cui offerte non erano state abbastanza generose.
Risalente al 1455, quando il Pontefice Callisto III elevò agli onori degli altari Vincenzo Ferrer per i miracoli compiuti, ricordati dai dipinti custoditi nella Basilica di Santa Maria della Sanità, la festa del Monacone fu abolita nel 1980 per poi essere ripristinata nel 2001.
Monica Florio

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