“Mi presento a voi in veste di prologo, ma sono l’avvocato difensore: lasciatemi vincere la causa…”.
E’ il 165 a.C, e a Roma è in programma la rappresentazione dell’Hècyra di Terenzio.
Si sentono delle grida, qualcosa va storto. Giunge la notizia che stanno per dare uno spettacolo di pugili.
“Il chiasso delle donnicciole mi costringe a lasciare la scena prima dell’ora.”
E’ il 160 a. C. e a Roma è in programma per la seconda volta la rappresentazione dell’Hècyra.
Ancora urla, pugni, chiasso. Il pubblico fugge per assistere ad uno spettacolo di gladiatori.
“Non permettete che quest’arte, per opera vostra, si riduca a privilegio di pochi, fate che il vostro riconoscimento sia l’appoggio alla mia iniziativa!”
Tutti corrono verso l’uscita per aggiudicarsi il posto nell’altro teatro: lo spettacolo dei gladiatori è più importante della commedia di Terenzio.
I senatori lo sanno bene: è necessario che il popolo segua assiduamente i certamina gladiatorium. In questo modo, assuefatto a tanta atrocità, non vedrà la corruzione, il nepotismo, le ingiustizie: avrà occhi soltanto per l’ancestrale richiamo della bête humaine.
E’ il 2006, e i gladiatori gremiscono gli spettacoli pubblici. Hanno nomi diversi, ma mirano al medesimo fine: la persecuzione dell’intelligenza.
Il teatro della commedia umana sono le quattro pareti televisive. Sì, proprio le quattro pareti televisive colme di colori e figure danzanti.
E’ il 1950, la televisione è appena nata, Guy Montag chiede: “Che cosa c’è di nuovo in TV ?”
Gli risponde la moglie Mildred: “Questa è una commedia che trasmetteranno sul canale parete-parete entro dieci minuti. Mi hanno spedito per posta la parte stamattina. Scrivono un lavoro con una parte mancante. E’ una nuova idea della TV. Quella che rimane in casa, e cioè io, è la parte che manca. Quando viene il momento delle battute mancanti, tutti si girano verso di me a guardarmi dalle tre pareti e io dico le battute. Qui, per esempio, l’uomo dice: ‘Che te ne pare di tutta questa idea, Helen?’. E intanto guarda me, seduta qui, al centro del palcoscenico, vedi? E io rispondo, rispondo…’ Oh, a me pare che sia un’idea stupenda! ‘ Poi la commedia va avanti normalmente fino a quando l’uomo dice: ‘Sei d’accordo anche tu, Helen?’, e io rispondo ‘D’accordissimo! ‘ Non è una cosa divertente, eh, Guy?”
Ecco il celebre romanzo di Ray Bradbury.
Ecco lo spettacolo della realtà, che in inglese suona “reality show”.
La realtà di uomini ottusi e ordinari che svendono per pochi euro la propria dignità.
La realtà della menzogna.
Giulio Laroni

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